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  Lo spiffero - Quello che gli altri non dicono  
   
     
 
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Un libro che spiace alla Fiat e agli Elkann: clandestino ma di grande successo. Lo ha scritto un cavallo di razza del giornalismo italiano, Gigi Moncalvo, che promette l’imminente sequel   C’è da credere che quando – a novembre – uscirà l’auspicabile seconda parte de I Lupi & gli...
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Come il titolo della sapida rubrica che il grande Arpino teneva sul giornale di "Italia Nostra", quando ne era presidente Dicono che... sabato scorso il leader dell’Udc Casini, terminato il discorso elettorale a Torino, non è passato inosservato all’aeroporto di Caselle per “stile e...
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Per rientrare dei soldi pubblici (14 milioni di euro) spesi per la realizzazione del Museo di arte orientale il comune di Torino dovrà attendere 43 anni. Una denuncia di Bonino e Ravello   A fine 2008, quando la drammatica situazione di bilancio del Comune aveva già imposto una serie di tagli,...
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Per Bresso l’idea di riportare il Salone dell’auto a Torino lanciata dallo sfidante Cota è una scemenza. Peccato che nell’agosto scorso l’avesse proposto il suo fido Bairati   Durante un’estemporanea visita all’esposizione ginevrina Roberto Cota ha preso l’impegno di far tornare...
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La posizione di Borghesan sulle imminenti elezioni per il rinnovo dei vertici dell’Ordine dei giornalisti   Non è mai esistita una lista “Per partecipare...”, né esisterà; ho partecipato (in ordine alfabetico) con “Giornalisti Domani” al congresso di Saint Vincent nel 2005: non una...
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È partita la corsa alla successione di Miravalle alla presidenza dell’Ordine dei giornalisti. Girola (Rai) e Borghesan (Stampa) scaldano i motori. Ma i giochi sono appena iniziati e potrebbero riservare sviluppi davvero imprevedibili   Si potrebbe chiudere al primo mandato la presidenza di...
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Coppola, l’enfant prodige del centrodestra, sta pestando i calli a troppi veterani infastiditi dalla sua campagna obamian-style (e di perdere il posto)   È la rivelazione di questa sonnacchiosa campagna elettorale. Michele Coppola, classe 1973, in politica l’eterno “ggiovane” sta...
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Il pupillo di Mercedes non dorme sonni tranquilli: si ritrova insidiato da almeno quattro candidati che potrebbero giocargli un brutto scherzo   Il cocchino trema. Pensava di essere riuscito ad assembleare una lista ad personam, a prova di trombatura, insomma in grado di scongiurare brutte...
Città della Salute, l’Università boccia Bresso e Bairati e non si accoda alla propaganda elettorale
Mercoledì 10 Marzo 2010 06:53
Non passa neppure in consiglio d’amministrazione il protocollo d’intesa tra Ateneo e Regione. Per il direttore amministrativo Segreto si tratta di un progetto “inconsistente”. L’ultimo sgambetto di Pelizzetti alla vigilia delle elezioni. Rasputin, sotto le cui mentite spoglie si cela un consigliere del cda, ripercorre in maniera ineccepibilmente impertinente le tappe del braccio di ferro tra Accademia e politica

 

PORTAL1La zarina di tutte le Russie pedemontane, la presidente Mercedes Bresso, nel dicembre 2009, invia al rettore Ezio Pelizzetti un ultimatum: “Devi firmare il Protocollo d’intesa sulla realizzazione della Città della salute e della scienza entro fine anno!”.

Il Magnifico, leggendo la versione rinnovata dello stesso, trasecola. È vero, alcune delle osservazioni dell’Ateneo sono state recepite, ma il protocollo resta lacunoso, ambiguo, a tratti criptico e privo di concrete garanzie per il futuro della medicina universitaria.

Chi metterà i soldi per finanziare il progetto imperiale? Occorrono “mille milioni” ovvero un miliardo di euro. Quello che fa paura sono le spese indotte: collegamenti stradali e ferroviari, bonifiche, ristrutturazioni, prolungamento della metropolitana. La cifra potrebbe raddoppiare.

 

Dei mille milioni, sul piatto, di sicuri, ce ne sono solo cinque, provenienti dal MIUR, ma i restanti “novecentovantacinque” chi li verserà? L’indebitatissima Regione o l’ostile governo del Cavaliere, alle prese con la crisi economica?

Grugliasco è il fiore all’occhiello dell’impero zarista ma ha il difettuccio di esser mal collegata alla capitale. Le poche strade sono sempre intasate. Gli studenti ed i professori di Agraria e Veterinaria debbono alzarsi prima dell’alba per arrivare in tempo alle lezioni e ai laboratori.

Il rettore ascolta i colleghi di Medicina. Che ne sarà delle Molinette, gli chiedono, quando saranno trasformate in semplice presidio? Quanto saranno valutate le storiche mura del vetusto edificio che, nella metà più nobile, appartengono all’Università? L’Ateneo sarà forse costretto a “cedere a titolo gratuito” la sua proprietà per potersi sedere al tavolo della zarina (e dei suoi fedeli sindaci “rossi”) e discutere del faraonico progetto imperiale?

 

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Delfino al “giro di boa” del 29 marzo Il ticket con la Bresso torna in alto mare?
Martedì 09 Marzo 2010 08:31
Vicepresidente designato, l’esponente Udc sarebbe solo una copertura elettorale. I veri aspiranti si agitano sottotraccia. Sullo sfondo l’enigma Scanderebech

 

DelfinoTeresioA dispetto dell’investitura ufficiale non sarà Teresio Delfino il vice di Mercedes Bresso nell’eventuale vittoria del centrosinistra alle Regionali del 28-29 marzo. Fantapolitica? Voci prive di fondamento, appositamente fatte circolare per intorbidare le acque? Noi le riportiamo, con ampio beneficio d’inventario, precisamente come ci sono state riferite, non più tardi della giornata di ieri, ai margini della sottoscrizione del programma da parte di tutte le formazioni che sostengono la coalizione.

 

Tali rumors sostengono che il ticket tra l’esponente dell’Udc e la zarina avrebbe una durata limitata nel tempo, giusto il periodo elettorale, e che il giorno successivo la proclamazione dei risultati tutto tornerebbe in discussione. Sarebbe stato lo stesso Delfino a ottenere questa garanzia, direttamente da Michele Vietti e Pierferdinando Casini, per nulla convinto a lasciare il Parlamento in cambio di un ruolo certamente importante ma che lo collocherebbe in una posizione di secondo piano nel governo regionale. Secondo i patti, infatti, al vicepresidente non verrebbero assegnate deleghe troppo “pesanti” e la sua funzione sarebbe limitata a poco più di una sorta di coordinamento dei lavori dell’esecutivo e alla rappresentanza pubblica. E poi non è un mistero che a ruoli di primo piano puntino altri due centristi: Alberto Goffi, in un primo tempo indicato proprio come numero due di giunta, e Marco Calgaro dell’Api rutelliana che mira alla poltrona dell’assessorato alla Sanità.

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Flop Tne. Licenziamento in vista per Risoli e Zangola. La Fiat molla al pubblico la patata bollente
Lunedì 08 Marzo 2010 07:25
Bugiardi o incapaci, da anni promettono il rilancio di Mirafiori. Fiasco totale: nessuna azienda si è insediata ed ora per salvare faccia e conti vogliono metterci un ipermercato. Il Lingotto pronto a sfilarsi

 

Mirafiori_areaNel 2005, quando Comune, Regione e Provincia di Torino misero mano al portafoglio e scuciro la bellezza di 70 milioni di euro per acquistare dalla Fiat 300mila metri quadri di aree dismesse di Mirafiori (e il Campo Volo), l’intera operazione venne venduta come uno straordinario intervento di politica industriale che da un lato dava un po’ di ossigeno a un Lingotto in difficoltà (ottenendo in cambio il mantenimento della produzione torinese) e dall’altro avrebbe creato un polo d’insediamento per aziende della filiera automobilistica: l’headquarter delle quattro ruote.

 

Venne costituita a tal fine una società ad hoc, TNE, acronimo di “Torino Nuova Economia”. in cui la presenza della Fiat è ridotta ad un misero 10%, lo stretto necessario per giustificare l’etichetta di pubblico-privato dell’iniziativa. Al vertice da allora siedono, nominati dalla trimurti Chiamparino-Bresso-Saitta, il commercialista Pierfranco Risoli alla presidenza e il capo dell’ufficio studi dell’Unione Industriale torinese Mauro Zangola in qualità di amministratore delegato.

 

Il bilancio a quasi cinque anni dallo start up è un sonoro fiasco. La società ha perso svariate centinaia di migliaia di euro e si è trovata a litigare con la Fiat, cioè con il suo socio, sulla bonifica delle aree. Di imprese che nel frattempo abbiano installato i loro capannoni manco l’ombra.

 

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Dai Palazzi
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Mentre sta per nascere Carito, la nuova banca del Limonte, l’azionista di Unicredit registra nel 2009 un utile di gestione di 219 milioni e tocca il primato nelle erogazioni al territorio   Malgrado le difficoltà della crisi, si legge in un comunicato di via XX Settembre, «la Fondazione conferma ancora una volta la propria solidità chiudendo l’esercizio con un risultato di gestione di assoluto rilievo, pari a 219 milioni di euro». L'avanzo di esercizio ottenuto ha consentito «di garantire ancora una volta un consistente aiuto al territorio (175 milioni di euro di erogazioni, il livello di erogazioni in assoluto più elevato mai raggiunto)». Parallelamente è migliorata la solidità patrimoniale, con il patrimonio netto che passa da 2.706 a 2.824 milioni di euro, «senza aver potuto contare sul dividendo cash da Unicredit». Il risultato è al netto della svalutazione della...
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Italia dei Valori contesta la procedura per la successione a Regazzoni. Bisacca appalta l’indicazione all’Ordine dei commercialisti   Cerca spazio il gruppo di Italia dei valori in Consiglio provinciale. E scalpita: vuole decidere e discutere, non solo ratificare in silenzio, come è consuetudine dopo due mandati targati Bresso e uno di Antonio Saitta.   Già il mese scorso, per la nomina dell’avvocato di fiducia per le pari opportunità, il consigliere Roberto Cermignani non aveva gradito che fossero arrivati quattro curricula all’ultimo minuto per fornire un parere, solo consultivo peraltro, al presidente del Consiglio Sergio Bisacca, cui spetta l’ultima parola. Ad essere sinceri neppure le rappresentanti del personale avevano giudicato opportuno un fulmineo esame mordi e fuggi solo formale per dare un parere. Che non avevano dato. Ieri l’altro c’è stato un nuovo...