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  Lo spiffero - Quello che gli altri non dicono  
   
   
     
 
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Ma chi ha detto: “Mandiamo i bamboccioni fuori casa!” lo sapeva che per l’attuale generazione comprare casa è un miraggio, ottenere un prestito o tramutare un’idea geniale in un’impresa una missione impossibile, approfittare della flessibilità per costruirsi una carriera in ascesa una...
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Toh, chi si rivede! Museo delle cere, ieri alla Festa del Pd: D’Alema, Scalfaro, Greganti, Quagliotti. Con Fassino che falca in lungo e in largo il vialone sembrava di fare un tuffo nel passato, ai tempi di via Chiesa della Salute. Domani assemblea regionale del partito, mentre la maggioranza...
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A proposito della querelle tra Petrini e Testa sul prezzo del barolo. Una scellerata politica commerciale e la miope avidità di certi produttivi sono all’origine del crollo del mercato interno. Dovremmo imparare dai nostri cugini d’Oltralpe   Il vino italiano, apprezzato in tutto il mondo, e...
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Maretta in casa dipietrista. D’Acri, designato negli scorsi giorni a sostituire la compagna di partito Sartorio, licenziata per assenteismo, è contestato dal gruppo consiliare. Petrarulo batte i pugni. Probabile la nomina della Spinosa, fedelissima di Cambursano   È stato assessore solo per...
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Annunciata la kermesse dei finiani torinesi. Si svolgerà dal 16 al 19 settembre a San Mauro nel dehors estivo del ristorante Perù. Sicura la presenza dei dioscuri Siliquini e Menardi. Tra gli ospiti: Bocchino, Granata, Urso, Muscardini e il consigliere regionale Tentoni   Si chiama “Festa...
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Dietrofront dell’organizzazione della Festa Pd. Cancellato in un primo tempo dal programma, per non meglio precisare “inopportunità politiche”, l’assessore Tricarico ricompare tra i relatori al dibattito sulla casa. E addirittura fa il bis   Alla fine Roberto Tricarico (nella foto con...
Han tirato il collo al Galletto
Giovedì 11 Febbraio 2010 09:04
Saltato l’accordo sulla lista civica ed ecologista. Verdi e Turigliatto vanno da soli. Pubblichiamo un’amara riflessione di Pino De Michele, ex segretario della Margherita e uno dei fondatori del movimento d’ispirazione olivettiana

 

polloCari  Luigi Massa e Mario Moschietto,

rispondo con sollecitudine  al vostro messaggio  con alcune premesse.

Sono  trascorsi circa due anni  da quando abbiamo iniziato insieme una serie di riflessioni politiche sulla crisi di rappresentanza dei partiti e sulla delusione di molti elettori del centrosinistra e del centrodestra e  su  come organizzare una risposta  credibile per recuperarli. Persone che si sono resi invisibili ai sondaggisti, si nascondono, si dichiarano delusi e  si rifugiano  nell’astensionismo perché non sanno per chi votare  (Diamanti).


Ci siamo interrogati  su come   motivare quelle donne e quegli uomini che avevano creduto nell’Ulivo e avevano  votato in maggioranza  per il Pd, quasi 3 milioni di elettori , i duemilioni e mezzo dei partiti della sinistra massimalista  e  i 2 milioni  delusi dal centrodestra  dall’andamento dell’economia e dalla mancata realizzazione delle  promesse fatte da Berlusconi in campagna elettorale. Non  si  vota più   per atto di fede, pur permanendo  in entrambi gli schieramenti  un nocciolo duro che viene mobilitato dal richiamo all’anticomunismo  rappresentato  da  D’Alema  e Visco e  in modo simmetrico dall’ antiberlusconismo  che si riconosce maggiormente nel Di Pietro pensiero che però sabato  ha posto le basi  nel congresso  Nazionale per la costruzione  di un’alternativa di governo.

 

Come gruppo di amici,  che si è ritrovato costantemente  avevamo individuato una modalità per  recuperare  i    "delusi" di centrosinistra e gli insoddisfatti  del centrodestra. Ci siamo proposti di aiutare , con una  proposta programmatica  originale , i partiti di centrosinistra a vincere le future competizioni elettorali amministrative e nazionali  recuperando i voti dispersi con una “LISTA CIVICA” capace di mobilitare la società civile e mettere in “RETE” esperienze similari. Ci siamo messi insieme per dare corso ad un nuovo inizio, una nuova stagione, per continuare la nostra esperienza consolidata nei partiti e nell’associazionismo  sindacale ed economico. Ci siamo messi nuovamente in gioco guardando serenamente  avanti col proposito  di aggregare donne e uomini con sensibilità, provenienze ed appartenenze diverse in un nuovo progetto politico che poneva al centro l’etica, un  maggior rigore, regole efficaci e trasparenti, distinzione nei ruoli di rappresentanza.

 

Un soggetto nuovo capace di guardare al futuro senza avere la testa rivolta al  passato che sa parlare alle nuove generazioni dando risposte ai nuovi bisogni e ai non garantiti. Abbiamo così  condiviso e approvato tutti insieme lo statuto  ed il codice etico dell’Associazione  RETE COMUNITARIA e a questo ci siamo attenuti per un lungo periodo assumendo decisioni condivise e lavorando con slancio ed entusiasmo al nuovo progetto. Abbiamo assunti impegni reciproci   per esaltare e valorizzare le differenze  e per far crescere la partecipazione.  Abbiamo individuato nella “Comunità di Adriano Olivetti” il modello da cui far ripartire una forte iniziativa politica. Ci siamo riconosciuti tutti i 20-25 fondatori nelle linee guida di quell’esperienza lungimirante aggiornandola e trasformandola in un movimento giovane, ricco di “VALORI” a vocazione PLURALE, capace di accogliere sensibilità diverse e di coniugare in positivo storia, tradizione e innovazione.

 

Una visione autenticamente  “LAICA” riformatrice, ma che doveva essere  illuminata dall’originale tradizione  umanistica,  azionista, repubblicana e liberale. Bard è stata un’ottima vetrina  per lanciare il movimento e  per porlo all’attenzione dell’opinione pubblica. Ben organizzato e gestito si è rivelato un successo e un buon avvio. Si è proseguito nella giusta direzione con l’iniziativa all’Api e con l’elaborazione di una bozza programmatica adatta ad una visione moderna della società, dello sviluppo e della gestione del territorio rispettoso  della sicurezza e  dell’ambiente. Ci siamo posti  l’obbiettivo di presentare alle elezioni  regionali  un  soggetto  politico  “CIVICO” locale aperto: un  rassemblement  che potesse portare alla coalizione di Mercedes Bresso  un valore aggiunto del 2-2,5% da utilizzare come base di partenza  anche per le successive elezioni  comunali di Torino del 2011.

 

Abbiamo iniziato con slancio e passione   fino alla fine del mese di ottobre quando  si è  abbandonata l’elaborazione politica  per l’esigenza di costruire la “LISTA” e decidere con quali alleati partecipare alla competizione elettorale. Mi ha messo in allarme  Enzo Inglese quando  ad una riunione politica ha chiesto  ai soci di  contribuire e regolarizzare le spese sostenuta per Bard e ho incominciato a riflettere sul fatto che nonostante  le azioni messe in atto, si erano aggiunti pochi iscritti a Rete Comunitaria.

Il nostro procedere è stato ondivago ed ambiguo negli ultimi tempi, determinato più da  sollecitazioni e pressioni esterne che da una lucida analisi sulla strategia da adottare  per rendere “SICURO” il cammino precedentemente  intrapreso. Ci si  è  concentrati  a sviluppare una tattica con troppe incognite e con troppi interlocutori che ha messo in evidenza un po’ di ingenuità da parte nostra.

Non ho mai visto la firma di un documento d’impegno, né l’elenco o le accettazione di candidature. Si è generata negli ultimi tempi una bivalenza che ha creato soltanto confusione e spostamenti nell’assunzione di responsabilità condivise. Sono state aperte  troppe finestre  fino a rasentare il ridicolo di farsele richiudere dagli altri e di rimanere da soli o recuperare gli esclusi dalla prima fase di dialogo. Troppe notizie mi sono arrivate nell’ultimo mese più da soggetti  (amici) esterni che dal nostro movimento.

Dino Barrera  lo conosco da 20 anni e quindi non mi meraviglio che sia stato esautorato da Bonelli.

 

Ho condiviso con alcuni di voi, ma in  minoranza tre percorsi che voglio ricordare:  il primo e il più importante per me e per dare un contributo con la mia associazione culturale “Alleanza dei Democratici” presentato alla Bresso a Bard e fatto vedere a te Luigi nell’incontro con i “Piemunteis” e “Pensionati e Invalidi”   si chiamava “ALLEANZA  per il  PIEMONTE” che si poteva coniugare con ALLEANZA per VENARIA, per  MONCALIERI, per TORINO nel 2011, sostituendo o aggiungendo soggetti “nuovi” durante la Costituente di un movimento forte e radicato.

 

Non è stato  mai preso in seria considerazione né portato alla discussione neppure quando ho riferito che se ne poteva discutere persino con i Moderati: 1) accordo per una “FEDERAZIONE” in Alleanza per il Piemonte dei simboli del galletto, quello dei pensionati e invalidi ed un terzo da scegliere tra  “Civica”, “Liberal democratici” + popolari di Monticone, sull’esempio consolidato e già sperimentato come Margherita;  2) accordo con i Moderati con simbolo unico (50% ai moderati sopra e 50%  galletto nostro sotto) con possibilità di mettere la scritta Alleanza per il Piemonte. Non sono mai stato favorevole alla Bicicletta  e l’ho espresso a chiare lettere  perché già vissuta come Alleanza Democratica e socialisti alle Europee inizi anni 90  con un insuccesso. Ha fatto bene Portas a rifiutare e fare una controfferta inaccettabile;  3) Ho detto che forse bisognava raccordarsi e parlare con Bairati per la verifica e sulla possibilità di inserire nostri uomini nella Lista per  Bresso, più tarata e vicina alle istanze Comunitarie e  Olivettiane  e sicuramente  preferita  dagli elettori  alla nostra che dovrà andare a pescare i voti solo a sinistra dove c’è troppa confusione sotto il sole. Non condivido quindi le vostre  precisazioni che la Lista Bresso è troppo di sinistra anche se all’interno ci sono persone, ex comunisti  di governo come Piras ed altri che hanno abbandonato Chieppa.

 

pino_de_micheleNella riunione  di giovedì sera convocata d’urgenza come moderatori per una decisione definitiva  sono state presentate  da voi tre ipotesi diverse:  1) andare da soli ma addossandosi  costi elevati e con scarsa possibilità di successo;  2) alleanza galletto con la civica di Turigliatto;  3) alleanza galletto  con la civica di Turigliatto, i verdi di Bonelli e  il partito  dei Popolari  di Monticone  e usando simboli già conosciuti.

Ho capito  che  erano ancora incerti tutti i percorsi  da Voi presentati  ed ancora irti di ostacoli e presagivo che l’accordo con i verdi sostenuto dalla maggioranza sarebbe saltato. Sono intervenuto  con toni aspri e furiosi  sostenendo che ormai eravamo fuori tempo massimo per assumere  decisione   diverse da quella sostenuta dalla maggioranza degli amici di Rete Comunitaria e con la giusta contrarietà  da me condivisa di Gaiotti, Mori e Salerno. Lo vedevo un percorso ancora fragile e confuso per le frasi dette e non dette da Mario che lo fa (a fin di bene) ogni qual volta c’è qualcosa da nascondere.

 

Ho sostenuto  la  proposta  più efficace in termini di ritorno immediato come risultato elettorale  e minore spese da affrontare per i candidati e per Rete Comunitaria  ossia l’alleanza con la civica di Turigliatto  e il partito dei  Verdi. Ho detto e lo ripeto eravamo e siamo  ormai  fuori tempo massimo  per incidere, rischiando  uno scarso apporto alla coalizione. Le condizioni  variano troppo repentinamente ma siamo ormai ai supplementari   e proprio per questo  sono  ancora più  costernato e  come già  annunciato l’altra sera da lunedì 8 inizia per me una riflessione su un nuovo percorso politico.

 

Non mi sento di  dare ulteriori contributi  (peraltro inascoltati) né in termini di indirizzo politico, né in termini materiali. Ho combattuto per il cambiamento della prima Repubblica ma mi sembra di  essere tornato indietro negli anni ’90. Voglio ritrovare entusiasmo e slancio per realizzare le nostre “BUONE INTENZIONI” iniziali e  per ritrovarci dopo le elezioni per un’analisi sul voto regionale fatta da Alleanza dei Democratici  e per lanciare magari una nuova costituente “DEMOCRATICA”.

Non si tratta più di risvegliare gli indifferenti o scuotere i delusi  ma di restituire  fiducia nella Politica e negli altri. Auguro a tutti gli amici  e candidati del movimento un buon lavoro  e un proficuo risultato elettorale.

Pino De Michele

 
Dai Palazzi
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Riflessione (intelligente) di un giovane democrat sull’etica nella politica. Si domanda se nell’esercizio di un mandato pubblico oltre la legge debba vigere anche un codice deontologico che censuri quei comportamenti palesemente inopportuni, anche se non penalmente rilevanti. Vecchia storia: la moglie di Cesare non solo deve essere onesta ma deve anche apparire tale. Oltre ogni ragionevole dubbio   Certo che di questi tempi, tra una maggioranza in salsa immobiliare, un premier Anfitrione di pittoreschi pagliacci africani, un amministratore delegato che riscrive a suo consumo i diritti dei lavoratori e altre amene scenette agostane, non ci si può certo aspettare che la politica peninsulare ci vada troppo per il sottile. L’essere umano è un animale versatile, con la straordinaria capacità di adattarsi a qualunque scenario. Abituarsi a quello che accade intorno vuol dire...
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Pubblichiamo l’intervento integrale dell’amministratore delegato della Fiat al Meeting di Comunione e Liberazione. Ribadisce la linea dura nei confronti di chi contrasta l’ordine aziendale e dedica gran parte del suo discorso alla vicenda dei tre operai licenziati a Melfi, accusati di aver interrotto illegalmente il ciclo produttivo e reintegrati dalla magistratura. Alla faccia del tramonto delle ideologie dal manager italo-canadese è giunta una summa teorica del nuovo capitalismo globale. Un furbone di tre cotte che abilmente nasconde le deficienze del piano industriale del Lingotto   Signore e Signori, buongiorno a tutti. Non mi capita spesso di avere di fronte una platea composta da così tanti giovani e mi sento investito di una grande responsabilità. Ringrazio il presidente Scholz e gli organizzatori del Meeting di Rimini per avermi dato la possibilità di incontrarvi e di...