Acqua Santanna
ANALISI

Movimento nella polvere (di stelle)

Il capogruppo grillino in Sala Rossa, Bertola affida a Fb una articolata riflessione sulla crisi del mondo pentastellato. "Di quello che eravamo è rimasto ben poco". E ce n'è anche per Beppe Grillo: "Le leadership servono per unire non per cacciare"

“Cosa è rimasto del Movimento 5 stelle degli albori?” a chiederselo, dopo le querelle che stanno sferzando la formazione di Beppe Grillo a livello nazionale è il capogruppo in Sala Rossa Vittorio Bertola. La domanda è quasi retorica e la risposta, affidata a una nota su Facebook, appare scontata: “Sempre meno”. Le ambizioni personali, il voyeurismo che affligge molti degli eletti non solo in Parlamento, le liti continue spiattellate sugli odiati giornali, che ora sguazzano nelle fratture all’interno di un corpo che sembrava monolitico e che rischia di sbriciolarsi. L’entusiasmo ha lasciato campo al rancore, il sogno alla frustrazione nello scontrarsi con la realtà quotidiana, con le difficoltà “di cambiare veramente le cose”. E così arrivano le accuse reciproche, le epurazioni, il tutti contro tutti.

 

C’è ben poco, ormai, secondo Bertola di quel “movimento pieno di idee e di visioni positive, che sognava apertamente un mondo migliore e sapeva anche spiegarlo, che dava speranza a chiunque vi si avvicinasse, che magari mandava affanculo l’establishment, ma non parlava solo di aggressioni e guerre e cattiverie altrui. Che aveva come obiettivo non i voti ma il miglioramento culturale delle persone e della società, che manteneva attiva una discussione costante tramite la rete i meetup”. Di tutta quella genuina speranza per Bertola è rimasto poco o nulla. “Il rischio è che invece di dare forza alle nostre idee originali, adattandole solo per quanto necessario a realizzarle davvero, esse diventino un dogma da ripetere a parole, per poi agire in maniera ben diversa”. Non mancano alcune non troppo velate critiche anche a Grillo: “E’ in questi momenti che serve il carisma delle persone di valore. Serve, però, per unire e non per cacciare, per affrontare i problemi e non per negarli. Serve per smettere di girare in tondo, di farsi catturare e rinchiudere in un gran lavoro istituzionale spesso completamente inutile, di perdere le priorità e i valori; serve per organizzare la sterzata che rimetta la barca sulla rotta giusta”. Per Bertola “Bisogna saper immaginare il Movimento dei prossimi anni: il suo ruolo politico, la sua strategia, la sua organizzazione. Serve pensarli con forza e perseguirli con attenzione, perché se non lo faremo verremo sbriciolati e mangiati, diventando un partitino stanco senza nemmeno accorgercene; non basta non voler essere un partito per non diventarlo, serve trovare esplicitamente una via nuova”.

 

Sul tema interviene anche la collega in Sala Rossa, la giovane consigliera comunale Chiara Appendino: “Abbiamo la responsabilità di avere un'opportunità' per cambiare. Io continuo a crederci e so di non essere sola”. “Ogni giorno- scrive - tanti di noi si impegnano in prima persona dentro e fuori le istituzioni per cambiare questo Paese e qualche buon risultato inizia ad arrivare. Ma non basta”. Secondo l’esponente M5Ss il “sistema” che si è “creato negli anni, tende ad auto proteggersi ed è difficile da scardinare. Se ci lasciate soli adesso, tutti questi sforzi saranno stati vani. FATE SENTIRE LA VOSTRA VOCE, in famiglia, a lavoro, al bar, su internet”.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    23:35 Giovedì 13 Giugno 2013 democrazia STELLE CADENTI

    ma qualcuno crede ancora a questa farsa? A questa colossale presa in giro? Lasciamoli andare in tv come ora stanno facendo in massa e perderanno ancora la poca credibilità che gli rimane. I guai più grossi e i disastri li stanno facendo paradossalmente più nei comuni che in parlamento. Ma avete visto come stanno riducendo Parma? Chi li conosce li evita.......

  2. avatar-4
    18:28 Giovedì 13 Giugno 2013 silvioviale BEGHE INTERNE ?

    Sento polvere di stalla.

  3. avatar-4
    17:57 Giovedì 13 Giugno 2013 mork coraggio

    le scatolette di tonni le fanno i produttori per illudere che sia facile aprirle. Chi ci prova odia i tonni in scatola, le chiavette, l'olio che cola e si taglia almeno un dito. Poi la rabbia di provare a richiuderle per vendicarsi e la frustazione di non riuscirci è sofferenza pura.E' un lavoro per geni non per ingenui come me. E alla fine un vaffa...non si nega a nessun tonno. Mork

  4. avatar-4
    17:27 Giovedì 13 Giugno 2013 nelbeneenelmale L'opportunità per cambiare ce l'hanno

    e in un paese così è un'opportunità rara. se non riusciranno a portare il cambiamento per beghe interne stile Senatrice Gambaro, la responsabilità sarà loro.

  5. avatar-4
    16:23 Giovedì 13 Giugno 2013 Vilmo Sempre massimo rispetto...

    ...per chi coltiva la sana disciplina del dubbio. Dunque rispetto a Bertola, che non conosco, ma che mi sta simpatico perché si pone domande, anche a costo di correre il rischio di essere bombardato di contumelie dai pretoriani del "credere, obbedire, combattere". L'impressione da chi, come il sottoscritto, è ben fuori dal vostro movimento è che siete tutti appesi ai capricci di peppe, il quale, a sua volta, si muove su input di gianroberto "pattysmith". Ecco, la missione potrebbe essere: salvare il soldato peppe dalla nefasta malia della strega cattiva...magari diventano simpatici anche il vostro consigliere regionale e i capigruppo presenti e passati di Camera e Senato...e magari vituzzu arriva in orario alle riunioni di commissione, ma questo sarebbe forse chieder troppo...Un sincero in bocca al lupo, Vittorio.

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