COMUNE DI TORINO

Decentramento, i presidenti fanno da sé

Redatta in gran segreto una mozione per la Sala Rossa. All'oscuro di tutto l'assessora Spinosa, accusata di latitanza. Tra le proposte il passaggio alle municipalità e nuove competenze. Basta sovrapposizioni con Palazzo Civico

Anche i presidenti di circoscrizione costruiscono la loro piccola lobby. Segno dei tempi. Lo fanno attraverso una mozione nella quale tracciano le linee guida per il decentramento, da sottoporre in settimana alla conferenza dei capigruppo della Sala Rossa. Un modo per superare i tentativi “abortiti” - come si legge nella bozza - del professor Roberto Cavallo Perin e Marta Levi e riaprire una discussione su un tema da due anni ormai dimenticato. Il documento è stato prodotto in una serie di "riunioni carbonare" - l’ultima venerdì scorso - delle quali la stessa assessora Maria Cristina Spinosa è stata tenuta all’oscuro, rea di non aver prodotto, in due anni, una proposta da presentare in Sala Rossa e di non essere stata in grado di aprire nemmeno una discussione con i diretti interessati, che per questo hanno deciso di fare da soli.

 

Lo scopo di questa azione è di aprire una discussione per intraprendere insieme alla Sala Rossa un percorso che porti a una riorganizzazione complessiva dei distretti cittadini. Tra i punti caratterizzanti della proposta c’è il passaggio alle Municipalità sulla scorta di quanto già avvenuto a Roma, anche perché “in un momento in cui la contrazione delle risorse a disposizione dell’Ente obbliga ad una complessiva riorganizzazione della macchina comunale, una riarticolazione territoriale e funzionale delle Circoscrizioni, trasformate in Municipalità, permetterebbe agli enti decentrati un rinnovato protagonismo nella gestione dei territori”. Tra le maggiori criticità evidenziate nel documento dei presidenti ci sono la disomogeneità di abitanti tra circoscrizione e circoscrizione (si va dai 130mila della III ai 40mila della X), da portare a 100mila ciascuna e la sovrapposizione di competenze con Palazzo Civico. In un disegno nel quale le circoscrizioni (o municipalità che dir si voglia) potrebbero anche scendere dalle attuali dieci a sette o otto. Nel documento si preconizza una riforma dell’assetto istituzionale dell’ente con una separazione tra giunta (esecutivo) e consiglio. I presidenti sarebbero pronti a rinunciare ad alcune deleghe (servizi sociali) per acquisirne altre (manutenzioni), purché si superino le sovrapposizioni di competenze con Palazzo Civico. In settimana potrebbe esserci già il primo confronto con i capigruppo, poi la discussione in commissione per aprire la discussione su una riforma che Torino attende da parecchi decenni.

 

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3 Commenti

  1. avatar-4
    13:44 Giovedì 18 Luglio 2013 peppino esercizio della democrazia e sostenibilità economica.

    Tutti si sbracciano a sostenere che la polverizzazione della democrazia sia un fatto essenziale per allargare in maniera elevata la partecipazione alla vita dei popoli. L'esperienza che ho acquisito è che tutto ciò è vero a patto che non vi siano interessi economici diretti o indiretti e non vi siano sottomissioni morali a nessun referente politico di livello superiore. Le circoscrizioni a Torino potrebbero essere anche più di dieci a patto non generino costi alla collettività. Si avrebbero due vantaggi: I "CONSIGLI" E LE "PROPOSTE" sarebbero prese sul serio dai politici che "decidono" e la partecipazione gratuita dei cittadini sarebbe più folta ed interessante. Non credo che più competenze e potere decisionale ai consigli di circoscrizione siano un beneficio per la gestione della cosa pubblica. Mi pare, invece, che debba essere portato avanti un processo di snellimento e sfoltimento (vedi provincie) di tutta la pletora di istituzioni che rallentano e danneggiano la veloce necessità decisionale, con grave rallentamento del processo di modernizzazione del nostro Paese. Dulcis in fundo: credo che l'unica istituzione che debba essere rinforzata è quella comunale. Le Provincie dovrebbero essere eliminate e le Regioni dovrebbero essere sgravate da quasi tutte le competenze che l'improvvida modifica dell'art. V° della Costituzione ha loro assegnato. Appena mi vedete in giro spero di non essere "picchiato" per le idee che ho appena espresso. Cordiali Saluti Giuseppe Cico

  2. avatar-4
    13:58 Mercoledì 26 Giugno 2013 Bandito Libero ma perchè massimo 4? meglio 3, anzi, 2!!!

    ..o forse l'optimum sarebbe una sola grande grande! Ma che logica è questa? E che senso ha dire poi "giunte e consigli snelli"? Se questa è l'ottica allora facciamo che abolirle del tutto, mi sembra più coerente. E peraltro io sono proprio di questa idea: abolizione per la prossima "legislatura" comunale, anzi, "consiliatura", si salta un giro, e poi si riparte in tempi migliori, si spera tra 2 legislature comunali. Come sono oggi non hanno senso. Meglio chiuderle. E non perchè sono "fucine" di voti (cosa in verità apprezzabile questa) e clientela, ma perchè non riescono a dare risposte alla gente. Perchè non ci sono soldi.

  3. avatar-4
    18:24 Martedì 25 Giugno 2013 ingov ingov

    massimo 4 e con giunte e consigli snelli. Basta con le 10 piccole botteghe fucine di voti e clientela. ma tanto siamo nel paese di Tomasi di lampedusa... non si farà nulla.. Vero assessore Passoni??

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