“Aridateci i gettoni!” Scoppia la protesta dei consiglieri di quartiere

Stara promuove una class action per recuperare gli emolumenti soppressi dalla finanziaria. Destra e sinistra uniti a batter cassa. In caso di vittoria Palazzo Civico dovrà sborsare oltre 500 mila euro

SENZA POTERE Consigli di Circoscrizione

I tanto bistrattati consiglieri di circoscrizione si organizzano e intraprendono una iniziativa giudiziaria per vedere riconosciuti i propri diritti. Una vera e propria class action, coordinata dal presidente della circoscrizione II Andrea Stara, che la scorsa settimana, con una missiva del 23 marzo, annuncia ai rappresentanti dei quartieri torinesi l'avvio di un ricorso al Tar per ottenere i gettoni negati dal settembre 2010 a febbraio 2011: “Chiunque può decidere se aderirvi o meno” si legge nella comunicazione inviata dallo studio legale di Vittorio Del Monte, con sede in corso Vittorio Emanuele a Torino.

 

L’ultima manovra finanziaria del governo, infatti, aveva imposto l’abolizione del gettone di presenza dei consiglieri di circoscrizione in nome dei tanto sbandierati tagli ai costi della politica, salvo poi ripristinarlo attraverso il cosiddetto Milleproroghe, approvato il mese scorso. Ma i rimborsi che non sono stati elargiti in questo lasso di tempo? “Devono esserci riconosciuti” dicono i ricorrenti. Alla circoscrizione 2 hanno già firmato tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione, e ora la missiva è stata inviata anche agli  eletti negli altri quartieri torinesi. Un'iniziativa dal forte sapore politico prima che giudiziario, a poche settimane dalle elezioni amministrative nelle quali verranno rinnovati tutti i dieci consigli circoscrizionali oltre che l'assemblea cittadina.

 

Quanto accaduto mette in luce ancora una volta le contraddizioni legate alle circoscrizioni torinesi: poche deleghe, un budget risibile, ma in compenso un numero significativo di “galoppini” della politica, pronti a battere il proprio territorio ad ogni turno elettorale: da un lato, dunque, soldati preziosi alla causa dei partiti, dall’altro amministratori spuntati, non in condizione di incidere sulla vita della comunità. A testimonianza di ciò, basti pensare che il budget medio di una circoscrizione torinese è di appena un milione, mentre i 24 consiglieri costano alla collettività complessivamente 100 mila euro.   

 

Per questo, una delle più rilevanti sconfitte dell'amministrazione Chiamparino è stata proprio la mancata riorganizzazione delle distretti cittadini, che sarebbero dovuti essere dimezzati, ma in compenso caricati di maggiori responsabilità e quattrini, grazie al trasferimento da Palazzo Civico di deleghe. Dopo tante discussioni, però, questo provvedimento è rimasto nel cassetto dell’assessore al Decentramento Marta Levi, per evitare mugugni e mal di pancia proprio alla vigilia delle elezioni. Qualora il giudice dovesse dar ragione ai ricorrenti, Palazzo Civico dovrà sborsare tra i 2000 e i 3000 euro ciascuno, a seconda della loro presenza all'interno delle commissioni, per un totale di oltre 500mila euro.

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