L’idiotismo dell’antiberlusconismo

Risale a giovedì primo agosto la notizia. Sono state confermate le condanne per frode fiscale di Silvio Berlusconi. La sezione feriale della Suprema Corte ha, invece, disposto il rinvio in Corte d’Appello a Milano per la rideterminazione della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici del Cavaliere.

Ho già espresso in più occasioni, peraltro senza ambiguità di sorta, il mio giudizio sull’antiberlusconismo e sul berlusconismo. Si tratta di due fenomeni altamente ripugnanti, dei quali tuttavia il primo è – se mai è possibile – ancora più osceno e disgustoso del secondo. E questo per molte ragioni. Ne ricorderò unicamente una, su cui già ho insistito ad abundantiam.

 

L’antiberlusconismo, con cui la sinistra ha identificato il proprio pensiero e la propria azione negli ultimi vent’anni, rappresenta l’esempio insuperato della volgarità della sinistra italiana in ogni sua gradazione. L’antiberlusconismo ha, infatti, permesso alla sinistra di occultare la propria adesione supina al capitale dietro l’opposizione alla contraddizione falsamente identificata nella figura di un’unica persona, secondo il tragicomico transito dal socialismo in un solo paese alla contraddizione in un solo uomo. Così facendo, la sinistra si è potuta volgarmente riciclare, aderendo al monoteismo del mercato e dirottando su un’unica persona la contraddizione contro cui combattere.

Come l’odierno antifascismo in assenza integrale di fascismo, così l’antiberlusconismo ha svolto il ruolo di fondazione e di mantenimento dell’identità di una sinistra ormai conciliata con l’ordine neoliberale. Ingiustizia, miseria e storture d’ogni sorta hanno così cessato di essere intese per quello che effettivamente sono, ossia per fisiologici prodotti dell’ordo capitalistico, e hanno preso a essere concepite come conseguenze dell’agire irresponsabile di un singolo individuo.

 

Per questa via, la politica della sinistra – è bene insistervi – non ha più avuto quale referente polemico il sistema della produzione e dello scambio – ritenuto anzi incondizionatamente buono o, comunque, intrascendibile –, bensì l’irresponsabilità di una persona che, senza morale e senza onestà, ha inficiato il funzionamento di una realtà sociale e politica di per sé non contraddittoria. È questa la base dell’odierno capitalismo che si riproduce culturalmente a sinistra (sì, a sinistra, avete capito bene!), su cui mi permetto di rimandare al mio studio Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo (Bompiani 2012, capitolo 5).

La cessazione palese dell’ostilità verso il nomos dell’economia è stata riconvertita in conflitto moralistico-legalistico verso un unico individuo. Dalla questione sociale alla questione morale, da Carlo Marx alla signora Dandini. Tutto questo farebbe ridere, se non facesse piangere. È una tragedia sociale, politica e culturale. Forse la più grave degli ultimi trent’anni.

 

Per tutti questi motivi, e soprattutto perché continuo a essere allievo di Marx e della lotta contro il capitale, non mi considero di sinistra. La sinistra è in una situazione tragicomica: è il problema e, insieme, pensa di essere la soluzione. Anche in questo caso, se non scoppiamo a ridere è solo perché si tratta di un dramma che si consuma sulla nostra carne viva, nelle ininterrotte vittorie del capitale occultate e, di più, favorite dalle politiche della sinistra.

Proprio mentre sto scrivendo queste righe, è già iniziata la patetica ridda dei deficienti che, sulla rete, esultano per la sconfitta di Berlusconi mentre la patria è schiava delle potenze eurocratiche e della monarchia universale USA. Si tratta di uno spettacolo indecoroso. Intelligenti pauca.

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17 Commenti

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    19:50 Lunedì 28 Luglio 2014 Carlo L Serra BERLUSCONI ABBATTUTO DA. DESTRA

    Si credette che Bettino Craxi fosse caduto per Mani Pulite ; poi le persone riflessive capirono che era stato punito per il suo comportamento nell'affare di Sigonella: militari statunitensi stavano violando lasovranità territoriale italiana e Bettino Craxi, sfidando apertamente addirittura il presidente Reagan, lifece circondare dai carabinieri e ne ottenne la resa. Similmente, si crede che Silvio Berlusconi sia statocostretto a dimettersi perché all'estero non gradivano le sue frequentazioni: è vero, ma non già quellacon la presunta nipote del presidente Mubarak, che interessava solo alla provincia italiana, bensì quella, diciamo così, con il vicino dello stesso Mubarak, intendo il colonnello Gheddafi, e con il presidente Putin(che ha ripudiato il comunismo, però non è proprio un quisling al servizio degli Stati Uniti) e persino conil buon Lukashenka. In verità Berlusconi, dopo il periodo iniziale in cui andò a Washington a ringraziaregli americani per avere bombardato le nostre città e a promettere eterna gratitudine, poi ha cominciato a fare il disubbidiente, finché quelli si sono spazientiti. Insomma, il Cavaliere è stato abbattuto da destra, ma questo non può riconoscerlo né una parte né l'altra. Grazie.

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    19:29 Giovedì 19 Settembre 2013 cheguevara Morte al capitalismo

    Sottoscrivo. Questo è quello che succede quando si smette di seguire la razionale diagnosi marxista del capitale, per affidarsi al soggettivismo e all'"impressionismo" (neanche fossero artisti questi poveretti) del fatuo nulla cosmico. Combattere l'imperialismo, e il pensiero decadentista e perdente dei traditori del popolo. Il grido è sempre quello del Che "Socialismo o muerte"

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    09:32 Giovedì 19 Settembre 2013 altor Un caso non isolato.

    Bisogna guardare ad altri Paesi per trarre piú valore da questo articolo. Osservando le opposizioni in USA con l'anti-Bush prima, e l'anti-Obama adesso, o in Inghilterra con L'anti-Blair prima, e con l'anti Cameron adesso, o in Canada con l'anti-Harper dove queste tattiche (Harperism) hanno messo i Conservatori al potere con una maggioranza del 39% . In queste Nazioni non si fanno dibattiti su questioni di primaria importanza ma su crisi coltivate, di mezze misure prese o non adottate-Un suicidio collettivo a livello parlamentare con conseguenze liberiste malefiche verso un popolo sempre piú ignaro perché apatico e sempre piú ignorante. Grazie e congratulazioni per questa tesi sulla globalizzazione del nuovo Fascismo Liberale che ha cambiato partiti della Sinistra muovendoli poi alla Destra. La Democrazia Diretta é l'unica soluzione!

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    07:52 Giovedì 29 Agosto 2013 DeekeiD DeeKeiD

    Mi pare che il richiamo, a contestazione alle tesi di Diego Fusaro, alla complessità sistemica, con "la rilevanza di tutte le questioni normative (etica, diritto, regole fondamental, etc.) e la necessaria considerazione di saperi altri (economico, politico, storico etc.), sia l'ennesimo tentativo, seppur dotto, di evitare il confronto diretto con la totalità dei rapporti sociali (capitalistici) in cui la vicenda berlusconiana, e del suo complemento speculare costituito dall'antiberlusconismo. Il nemico, ancora una volta, è il fantoccio polemico della "fede marxista", cioè un pensato, e non l'asprezza, talvolta sanguinosa, e la violenza dello sfruttamento capitalistico reale e del dispiegamento omnipervasivo e totalitario dei suoi dispositivi ideologici.L'analisi di Diego Fusaro mi pare, ancorché qui ristretta nella forma di un commento giornalistico, impeccabile.

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    11:02 Sabato 10 Agosto 2013 Roberta De Monticelli demonticelli.roberta@unisr.it

    Trovo molto triste che la professione del filosofo possa essere intesa in questo modo 1. così indifferente all'argomentazione; 2. così indifferente alla rilevanza di tutte le questioni normative (etica, diritto, regole fondamentali ovvero limiti dello spazio politico, altrimenti detti costituzioni, al di fuori dei quali limiti la differenza fra uno Stato e una banda di briganti cessa (Platone e Agostino dixerunt; 3. Così indifferente al sapere economico, politico e storico che indurrebbe almeno a un minimo di distanza critica anche rispetto alla propria fede "marxista". Sono pronta ad argomentare questi tre punti - se interesserà a qualcuno. Concludo però dicendo che, a proposito di "questione morale", la scomparsa dei volti e delle assunzioni personali di responsabilità, che fa tutt'uno con la scomparsa dei fatti, dovrebbe esser cosa ben nota al mio giovane collega Diego Fusaro. Per l'esperienza che insieme facemmo di quanto possa, in un qualunque piccolo organismo di governance anche del genere più modesto, quale un'università - a proposito di conflitti moralistico-legalistici - vigere esattamente in piccolo quello che per Diego sembra così irrilevante in grande: il perfetto disprezzo di regole e fatti, il perfetto allineamento di quasi tutti (QUASI!) a quelle che Diego Fusaro e Angelo Panebianco ritengono essere le sole "forze" in gioco: il potere di chi ce l'ha (pazienza se esso si basa soltanto sul consenso più o meno servile di chi lo sorregge. E a me questo n

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    17:53 Mercoledì 07 Agosto 2013 Diego Fusaro per l'amica Francesca Gruppi

    Cara Francesca, ti ringrazio degli spunti di riflessione. Non mi fraintendere, tuttavia. Ben vengano le lotte contro il berlusconismo, che io leggo come il Sessantotto realizzato (sulle orme anche di Preve di Perniola, ma non solo loro). Il problema è quando la lotta contro il berlusconismo diventa l'alibi per non lottare contro il capitalismo. Esattamente come l'antifascismo in assenza totale di fascismo. Non si tratta di lottare contro gli effetti per lasciare le cause: marxianamente, togliere i fiori (un po' marci, in verità) per lasciar la catena. Si tratta di abbattere le cause affinché cessino anche gli effetti. E il berlusconismo è effetto, non causa: come lo è anche l'osceno popolino della sinistra dei diritti civili e del legalismo, col suo patetico oblio della questione sociale e dei diritti di chi lavora. Ciò detto, non sono io a dover andare col cappello in mano da Nichi Vendola (per cui il massimo di emancipazione possibile è il matrimonio gay) o da Massimo D'Alema (il bombardatore del 1999) per discutere. Io penso in proprio, per piccole che siano le cose che penso. Non sono organico a nessun partito, lo sai bene (e non è una critica a chi invece lo è, ma solo un chiarimento della mia posizione). Sarò ben felice, invece, di discutere con te e con gli altri amici torinesi, ben sapendo che siamo mossi dalla stessa passione politica e dalla stessa ricerca di un'ulteriorità nobilitante rispetto al mondo degli ultimi uomini del deserto neoliberale. Ciò de

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    17:51 Mercoledì 07 Agosto 2013 Luigi Luigi Gentili

    Senescenti Multa, definire Diego Fusaro materialista dialettico bulgaro anni '50, mi mette una tristezza assurda,dimostrando, per dirla alla Marcuse, quanto sia stato efficace il controllo ideologico dei mass-media negli ultimi decenni: direi che il Fusaro ha pienamente ragione, perché descrive quali siano stati i meccanismi dei riassetti degli equilibri economici e sociali, dopo il crollo del Muro di Berlino, a cominciare dai Chicago Boys del 1973, passando per la Thatcher, fino ad arrivare al signor Monti, alla delocalizzazione delle imprese nei paesi in via di sviluppo (dove l'estrazione di plus valore è maggiore), per arrivare alla distruzione delle politiche economiche delle singole nazioni, che avevano visto la luce nel diciannovesimo sec. grazie alla borghesia, quella stessa che però oggi, invece, manovra l'economia finanziaria (sovrastruttura della sovrastruttura) al fine di distruggere lo stato sociale! Dov'è stata qui la sinistra? Il caso Berlusconi andava solo visto nella dialettica dello Stato di Diritto,vale a dire come anomalia della separazione dei poteri, e del conflitto di interessi, ed inquadrato come mostruosità culturale di noi italiani nella proverbiale tendenza all'autoritarismo di derivazione religiosa (altra anomalia italiana in occidente). La riflessione e l'azione politica doveva essere incentrata immediatamente sul rispetto dello Stato di Diritto, inesistente in Italia, e non avrebbe dovuto invece assorbire la legittimazione della sinistra, com

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    11:45 Mercoledì 07 Agosto 2013 ulises Senescenti multa

    Scusate, ma chi è questo materialista dialettico bulgaro degli anni '50 che, scrivendo su una rubrica di un giornale piemontese del XX secolo, discetta saccentemente di economia e cultura, di neoliberalismo e berlusconismo come se Weber, Gramsci e direi tutta la politica dell'immaginario e la critica dell'ideologia del secondo Novecento non fossero mai state?

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    11:25 Mercoledì 07 Agosto 2013 francescagruppi onestamente

    Caro Diego,questa volta sarei anche d'accordo con la sostanza di ciò che scrivi, ma davvero faccio fatica a tollerare la posizione dalla quale parli, profetizzi e ingiuri (peraltro oggi ben installata in una rubrica de Lo Spiffero, testata che mi tocca leggere ma che stimo poco...). Invece di giocare all'unico vero marxista, colmo di livore e di latinismi, perchè non tenti di entrare in discussione con quella deprecabile sinistra che fai male, secondo me, a identificare con le sue classi dirigenti. Hai ragione, il nemico più pericoloso e coriaceo è quel sistema economico, politico, culturale e ideologico che distruibuisce le ricchezze, il potere, i saperi in maniera tale da riprodursi e rigenerarsi tagliando fuori quasi tutti. E, hai ragione, Berlusconi è servito in qualche modo agli eredi del Partito Comunista a occultare una trasformazione politica e culturale nel segno della subalternità. Detto ciò, Berlusconi è un signore che, anche forte dell'appoggio dei tanti poteri legali e illegali che compongono la galassia neoliberista, continua a tenere in scacco il nostro Paese con conseguenze incalcolabili sul tessuto sociale, sui comportamenti collettivi e individuali, sull'episteme, sulla formazione di gusti e desideri. Permetti che il suo destino ci riguardi, ma soprattutto che ci riguardi la percezione collettiva della vicenda sua e nostra? Per dare battaglia in modo intelligente e umile, insieme a tanti e tante, contro gli obiettivi giusti, io ci sono. E tu? Scendi

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    16:06 Martedì 06 Agosto 2013 Cronachedal900 Il fascismo, è morto.

    Penso che Fusaro intenda dire che la forma politica del fascismo sia assente. E difatti lo è. Forse voi vi riferite ad atteggiamenti "fascisti"?

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    16:04 Martedì 06 Agosto 2013 Cronachedal900 Re: Nazionalista non Capitalista.

    In realtà il comunismo non è mai esistito. Non confondere i capitalismi di Stato o altre forme politiche con un sistema sociale (il comunismo, appunto) che deve ancora soppiantare l'attuale (il capitalismo).

  12. avatar-4
    15:58 Martedì 06 Agosto 2013 Cronachedal900 monarchia universale USA

    Scusa Fusaro, ma dici di essere "allievo di Marx" e non ti avvali dell'analisi scientifica per definire gli USA una democrazia imperialista, anziché, come erroneamente scrivi, "monarchia universale"?

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    15:25 Martedì 06 Agosto 2013 Pusher A Cosa intende per Fascismo?

    Come si può affermare che c'è un assenza integrale del Fascismo? Concordo su tutto ma a questo punto vorrei capire lei cosa intende per Fascismo.

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    20:39 Lunedì 05 Agosto 2013 massimo biscuolo lamentazioni di un ignorante

    Egregio dott. Fusaro, mi permetta innanzitutto di complimentarmi per la sua illuminante disamina che da un latoconsente di farsi una idea "altra" rispetto al pensiero popolaree dall'altra addita fin troppo efficacemente la triste realtà che sovrasta noi tutti;praticamente, se ho ben capito, IL RE E' NUDO, dove il re siamo noi, alienati dai messaggi mediatici pilotati ad arte.Di cosa mi volevo lamentare ? Del fatto che anche lei sembra soffrire della sindrome "sinistroide", nella quale chi ne soffre, tende ad adoperare parole sconosciute al proletario non acculturato. Ci faccia caso?! La saluto cordialmente e la prossima volta spero di capire tutto, senza dove consultare il dizionario e perdere così, il filo del discorso. Massimo Biscuolo

  15. avatar-4
    19:38 Lunedì 05 Agosto 2013 gennypisani@yahoo.it est, est, est... mah!

    E' da un po' che non riesco piu' a capire dove vuoi andare a parare...Sara' l'assidua frequenza di Costanzo Preve?

  16. avatar-4
    18:35 Lunedì 05 Agosto 2013 Nazionalista non Capitalista Nazionalista non Capitalista.

    Aggressioni violente avvengono anche da parte dei centri sociali ad attivisti di destra, c'è gente che inneggia ai regimi comunisti da sempre impunita, alla faccia di milioni di vittime. Questo vuol dire che esiste ancora il comunismo? No, come il fascismo è ormai nel dimenticatoio della Storia e nè l'uno nè l'altro riprenderanno mai il potere, solo degli idioti da una parte e dallì'altra si accapigliano ancora su questi argomenti mentre i Poteri Forti gongolano di tanta idiozia.

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    15:44 Lunedì 05 Agosto 2013 andrea spifferone negare il fascismo significa sostenerlo

    assenza integrale di fascismo? dillo a chi ogni giorno subisce aggressioni violente, dillo a chi fa i pellegrinaggi a predappio. è vero, il fascismo non è al potere ma quella cultura è sempre viva. caro diego, sembravi un ragazzo in gamba ma stai diventando troppo supponente.. il tuo imitare karl marx non ti riesce tanto bene

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