Monge
VERSO IL CONGRESSO

Piazza d’Armi. Duello Renzi-Bersani

È il clou della Festa democratica di Torino: il confronto a distanza di 48 ore tra il sindaco e l’ex segretario su partito, governo e futuro del centrosinistra. L’apparato punta a depotenziare il “ciclone Matteo”, ma il Rottamatore ha in serbo una sorpresa

Mai luogo fu più azzeccato. Piazza d’Armi evoca parate e adunate, marce e fanfare, milizie e salmerie, labari e stelline. Cornice perfetta per il duello, forse l’ultimo, quello finale, che vedrà tra qualche settimana, incrociare le spade Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani. Sarà uno scontro a distanza, che si consumerà in quarantott’ore. Il primo ad aprile le ostilità sarà il sindaco di Firenze che la sera del 14 settembre salirà sul palco della Festa Democratica torinese per raccontare la sua idea di Pd, di centrosinistra, di Italia. Data già di per sé significativa, essendo il giorno in cui è convocata l’Assemblea nazionale, riunione nella quale verranno definiti tempi e modalità di svolgimento del congresso. Occasione ghiotta per il Rottamatore di annunciare magari dal palco della kermesse subalpina la sua ufficiale corsa per la segreteria. E proprio per contrastare ciò che i seguaci del sindaco invece si auspicano, il ferrigno apparato del partito, soprattutto nelle sue componenti più “ortodosse” ha messo mano al calendario spostando l’intervento di Bersani all’ultimo giorno della Festa, il 16 settembre. “Mica potevamo regalare a Renzi la passerella della chiusura?”, conferma un dirigente bersaniano “non pentito”. Da qui la mossa di spostare l’ex segretario in coda, in modo da consentirgli di replicare alle eventuali intemerate dell’aspirante leader.

 

A Torino Renzi avrà modo di illustrare il cambio di strategia, resosi necessario dai recenti accadimenti. In particolare, con l’intervento del Presidente della Repubblica lo scenario è completamente mutato: le possibilità di elezioni a ottobre sono ora ridotte al lumicino e il governo delle larghe intese guidata dall’”amico” Letta è destinato a durare, almeno fin quando a fare da tutore ci sarà Napolitano. A questo punto la competizione di riduce, gioco forza, alla leadership del Pd, rimandando a condizioni più favorevoli la corsa per la premiership. Quindi l’ordine di scuderia impartito da Firenze è quello di attrezzarsi per conquistare quante più posizioni possibili nel partito. Messaggio che i vari Lepri, Catizone e Gariglio hanno ben recepito.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    14:34 Venerdì 16 Agosto 2013 gattonero che....

    palle!

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