Tav, Pd ruota di scorta della maggioranza

Tappe forzate per approvare la legge regionale sulle grandi opere. Reschigna e compagni favorevoli all’interpretazione restrittiva del regolamento d’Aula, per superare l’ostruzionismo dei grillini

PASDARAN Fabrizio Biolè e Davide Bono

I grillini, a dispetto della loro aria mite, vanno giù per le trippe e parlano di «stupro della democrazia». Giunta e maggioranza replicano che si tratta di legittima difesa, per impedire che l’ostruzionismo messo in atto da una sparuta pattuglia di consiglieri blocchi l’attività legislativa del parlamento piemontese. In mezzo il principale partito d’opposizione, il Pd, che al di là del merito teme di essere messo nell’angolo e offre il proprio sostegno all’approvazione del provvedimento.

 

Oggetto del contendere, il disegno di legge n° 85 relativo alle opere collegate alla Tav, il cui travagliato iter si concluderà nella sessione odierna solo grazie al contingentamento dei tempi degli interventi in Aula, deciso ieri sera dalla conferenza dei capigruppo per spuntare l’ultima arma rimasta in mano ai grillini dopo la decadenza di tutti gli emendamenti: la discussione degli 89 ordini del giorno presentati. Ogni gruppo avrà a disposizione non più di venti minuti complessivi per illustrare la propria posizione e poiché molti gruppi non prenderanno la parola (o utilizzeranno minor tempo) la strada dell’approvazione è spianata.

 

Soddisfatto l’assessore ai Trasporti Barbara Bonino che incassa il via libera a un provvedimento che consente di predisporre una serie di compensazioni alle comunità interessate dai cantieri, a partire dal cunicolo geognostico della Maddalena, opera per la quale sono previsti sgravi fiscali, agevolazioni per le strutture ricettive della Valle, lo spacchettamento di una serie di appalti in favore di imprese del territorio e la valorizzazione del materiale di risulta.

 

Restano però sul tappeto i problemi politici. A partire dalla cronica assenza dei consiglieri di maggioranza, condotta ormai abituale soprattutto nel Pdl. Nella seconda seduta il capogruppo azzurro Luca Pedrale è stato costretto a chiedere l’inversione dell’ordine dei lavori, attirandosi l’accusa di pavidità da parte del collega democratico Aldo Reschigna. Ieri, i banchi semi vuoti del centrodestra hanno  fatto registrare l’ennesima mancanza del numero legale.

 

Ma le tensioni non risparmiano  le opposizioni. Fabrizio Biolè e Davide Bono, i diadochi del MoVimento 5 stelle, attaccano il Pd, a loro giudizio responsabile del vulnus regolamentare, e Monica Cerutti, rappresentante di Sel a Palazzo Lascaris. Con un carico da undici: «Dopo cinque sedute di silenzioimbarazzante, la capogruppo in Consiglio Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà rientra a sorpresa nella discussione del vergognoso disegno di legge 85. Dopo la discussione delle decine di emendamenti presentati dal MoVimento 5 Stelle dei quali ha accettato di essere cofirmataria, senza per questo essere intervenuta minimamente (in dubbio a questo punto anche il fatto che li abbia realmente letti...), decide bel bella di ingarbugliarsi in un discorso senza capo né coda in fase di dichiarazioni di voto dell’intero provvedimento. E in un Consiglio Regionale che mostra le vestigia di una maggioranza ormai persa in un caoscrescente, dopo un maggior partito di opposizione che cerca di monopolizzarla per depotenziarla, dobbiamo prendere atto di un’esponente di un partito che ha l’ambizione di esprimere il declamanteleader della “nuova sinistra” che è a favore della Torino Lione, ma anche neutrale alla sua realizzazione, e infine diversamente dissenziente alla grande opera. Una Cerutti una e trina. E che, per quanto presente, diserta ignavamente la conferenza dei capigruppo. E' così difficile notarne l’incoerente coerenza? Per noi no!»

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