Buquicchio flirta coi grillini e Reschigna perde la pazienza

Scontro tra i capogruppo regionali di Pd e Idv a margine della giunta per il regolamento. Manovre di smarcamento dei dipietristi

A MUSO DURO Aldo Reschigna

Da giorni si guardano in cagnesco, si studiano e preparano contromosse. Fino a poche ore fa quando tra i capogruppo dei due principali partiti d’opposizione, il democratico Aldo Reschigna e il dipietrista Andrea Buquicchio, è scoppiata una lite furibonda nei corridoi di Palazzo Lascaris. Il primo smarcamento di Buquicchio risale ai giorni scorsi, durante l’approvazione della legge sulle grandi opere: Idv vota contro assieme al resto dell’opposizione, mentre i consiglieri democratici, per paura di essere classificati come No Tav si ritrovano ad approvare il provvedimento assieme alla maggioranza.

 

Nel pomeriggio un nuovo scontro, durante la giunta per il regolamento, riunita  per trovare modalità interpretative condivise relative all’art. 84 comma 6 (maxiemendamento), che dà la possibilità alla Giunta regionale, inpresenza di un numero a suo parere troppo elevato di emendamenti, di far votare al Consiglio un unico provvedimento, impedendo ogni tipo di ostruzionismo. Anche in questo caso si tratta di una legge fortemente voluta, al crepuscolo della presidenza di Mercedes Bresso, proprio dal Partito democratico, evidentemente convinto di tornare a governare Piazza Castello, dopo le elezioni. Durante la riunione Buquicchio prende la parola per ribadire, così come aveva già fatto quando sedeva tra i banchi della maggioranza, le sue perplessità in merito a una legge definita “Bavaglio”. Reschigna, ancora una volta tra l’incudine e il martello, abbozza una mediazione con la maggioranza, ma a margine della riunione, si ritrova a brutto grugno con il collega, reo di aver spaccato il patto d’acciaio con i democratici e di aver flirtato oltremodo con i famigerati consiglieri del MoVimento 5 Stelle. Chi li ha sentiti parla di toni altissimi e qualche “Vaffa” da ambo le parti.

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