CONTRAPPASSO

Vincono i lavoratori. Fiom condannata

Quindici operai della Flexider fanno causa al sindacato dei metalmeccanici Cgil: presentò in ritardo un ricorso e in 23 vennero licenziati. Il Tribunale di Torino dà loro ragione e impone un risarcimento. L'avvocato Ianniello: "Sentenza storica"

Capita anche che la vertenza se la facciano i lavoratori, da soli, e a risultare colpevole non sia il padrone, bensì il sindacato. Legge del contrappasso, si dirà, o forse più semplicemente segno dei tempi che passano, sta di fatto che per la prima volta a memoria di cronista un gruppo di operai – 15 per la precisione – ha trascinato davanti al giudice la Fiom di Torino per comportamento inadempiente e il Tribunale ha dato loro ragione.

 

I fatti risalgono all’agosto del 2009 quando la Flexider di corso Romania a Torino - società operante nell'industria meccanica, elettromeccanica, elettronica e siderurgica – mette in mobilità 25 lavoratori in seguito alla dismissione di un ramo d’azienda, nello specifico quello dell’automotive. Il provvedimento va impugnato, dopotutto c’è il celebre articolo 18 a tutelare i lavoratori, che vanno a bussare alla porta della Fiom per essere difesi. L’organizzazione di Maurizio Landini si mette subito a disposizione, purché tutti prendano la tessera del sindacato. Così fu, peccato che le pratiche per il reintegro vengono consegnate in ritardo rispetto ai 60 giorni dal licenziamento previsti dalla legge e così da un giorno all’altro i lavoratori si ritrovano a spasso. Tutti tranne due, per i quali le carte erano state depositate in tempo utile. Di qui la decisione di 15 di loro di rivolgersi a un avvocato e chiedere giustizia, questa volta proprio nei confronti del sindacato.

 

Ieri il Tribunale di Torino ha giudicato la Fiom colpevole e l’ha condannata per perdita di chance a un risarcimento in media di 4mila euro nei confronti di ciascuno dei lavoratori, oltreché al pagamento delle spese processuali. «Una sentenza storica – afferma Michele Ianniello (foto), legale dei lavoratori – anche se ritengo decisamente irrisorio l’importo riconosciuto ai miei assistiti e per questo ricorreremo in appello». Nella denuncia gli operai della Flexider avevano chiesto un risarcimento che raggiungeva l’importo complessivo di 800mila euro, ma per il giudice la tardiva presentazione delle pratiche per il reintegro è stata frutto di un concorso di colpe, giacché anche gli stessi lavoratori non si sarebbero mossi celermente per far partire il procedimento. Parallelamente era stato avanzato anche un esposto presso la Procura della Repubblica, per valutare eventuali risvolti penali della vicenda, ma in questo caso il procedimento è stato archiviato.

 

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