EDITORIA

Fatto e LaPresse, riscossa degli ex Gazzetta

Due giornalisti della gloriosa testata torinese nel risiko editoriale. Boffano lascia a Di Rosa la direzione dell'agenzia d'informazione e va a guidare la macchina del quotidiano di Padellaro e Travaglio. Altri movimenti in vista con i pensionamenti in Stampa

Cambia timoniere LaPresse. A poco più di un anno dalla sua nomina, Ettore Boffano lascia la direzione della prestigiosa agenzia di stampa torinese e vola a Roma, al Fatto quotidiano, dove assume l’incarico di caporedattore centrale, vero uomo macchina del quotidiano diretto da Antonio Padellaro, che ha in Marco Travaglio, amico di lunga data di Boffano, la firma più agguerrita. A prenderne le redini a LaPresse l’editore Marco Durante ha chiamato uno dei più illustri giornalisti italiani, il messinese Antonio Di Rosa, 62 anni, ex vice di Paolo Mieli al Corriere della Sera ed ex direttore del Secolo XIX e della Gazzetta dello Sport. Per lui si tratta di una specie di ritorno a casa, giacché proprio sotto la Mole ha mosso i primi passi nella professione, prima alla Gazzetta del Popolo e poi alla Stampa.

 

Boffano, 59 anni, lascia così definitivamente il gruppo Repubblica-l’Espresso, nel quale arrivato dalla Gazzetta e poi dall’Agi ha assunto numerosi incarichi di responsabilità: caporedattore delle edizioni di Torino, Bari e Genova, e del Venerdì, il magazine del quotidiano di Largo Fochetti. Sotto la sua guida LaPresse, che distribuisce in Italia l’Associated Press, l’agenzia di stampa statunitense, ha consolidato la propria presenza nel panorama dell’informazione, attestandosi oggi stabilmente al terzo posto (dopo Ansa e Agi) e fornendo documentazione alle principali istituzioni (dalla Presidenza del Consiglio ai due rami del Parlamento, ai grandi gruppi editoriali). A Di Rosa il compito di proseguire gli investimenti nell’informazione multimediale (fotografia, video, notiziario giornalistico). Auguri a entrambi.

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