Con Tsipras? Nemmeno per sogno!

Recentemente, in un’intervista pubblicata su un giornale greco, l’editorialista di Repubblica Barbara Spinelli ha preso posizione a favore della candidatura del leader di Syriza, Tsipras, a presidente della Commissione Europea. La Spinelli si augura la nascita di una lista di sostegno in Italia: “Non dovrebbe essere – ha detto – una coalizione dei vecchi partiti della sinistra radicale ma qualcosa per scuotere la coscienza della società con l’obiettivo di unire tutte le forze colpite dalla crisi”. Per un’altra Europa, contro l’austerity e i nuovi nazionalismi.

 

Le intenzioni sono buone, la via proposta è pessima. Quel che né la Spinelli né Tsipras mettono in luce è che l’Europa federale dei popoli fratelli e democratici non è possibile se non uscendo dall’odierno lager eurocratico. Riformarlo in corso d’opera non è possibile. Ciò che sembra sfuggire tanto alla Spinelli quanto a Tsipras è che solo uscendo dall’euro e dall’odierno incubo si può perseguire il sogno desto di un’altra Europa, ossia, appunto, l’Europa dei popoli fratelli e degli Stati democratici sovrani. Tutto il resto è chiacchiera politicamente corretta di sinistra. In poche parole, la Spinelli e Tsipras vogliono democrazia, giustizia sociale e libertà dei popoli e, insieme, vogliono mantenere ciò che le rende impossibili, appunto l’odierno dispositivo eurocratico.

 

Come giustamente ha rilevato Alberto Bagnai, la funzione della moneta unica non è servire i popoli, ma asservirli, rinsaldando il potere dell’oligarchia finanziaria e del grande capitale europeo, cifra macabra di un’Europa finanziaria in cui i popoli e le nazioni non contano più nulla né come soggetto politico, né come soggetto sociale. Se non si abbandona la dittatura della moneta unica, se non si riconquista la sovranità democratica dei popoli e delle nazioni, ogni tentativo di perseguimento della giustizia sociale è inevitabilmente votato allo scacco.

 

Il progetto eurocratico si rivela organico alla dinamica post-1989 a) di destrutturazione degli Stati nazionali come centri politici autonomi (con annesso disciplinamento dell’economico da parte del politico) e b) di “spoliticizzazione” (Carl Schmitt) integrale dell’economia, trasfigurata in nuovo Assoluto. Dal Trattato di Maastricht (1993) a quello di Lisbona (2007), la creazione del regime eurocratico ha provveduto a esautorare l’egemonia del politico, aprendo la strada all’irresistibile ciclo delle privatizzazioni e dei tagli alla spesa pubblica, della precarizzazione forzata del lavoro e della riduzione sempre più netta dei diritti sociali. Spinelli e Tsipras vorrebbero rimuovere gli effetti lasciando però le cause. Il che, evidentemente, non è possibile.

 

Finché si permane sul terreno dell’odierna Europa spoliticizzata, non v’è spazio per manovre contro l’austerità e in difesa dei popoli oggi oppressi. Finché non si rimuove la causa dell’ingiustizia, non è possibile sopprimere neppure i suoi effetti. Quando lo capiranno la Spinelli e Tsipras? Quando capiranno che l’Europa dell’euro e del primato assoluto della finanza è esattamente ciò che impedisce e sempre impedirà la realizzazione dell’unione pacifica dei popoli, rispettosi delle differenze e delle tradizioni, delle lingue e delle culture, del valore assoluto degli individui inseriti nelle loro comunità di appartenenza? Quando capiranno quello che già a suo tempo aveva capito Ernst Bloch (cfr. Eredità del nostro tempo), ossia il fatto che l’idea di nazione e di sovranità non è di destra (forse che le grandi rivoluzioni comuniste non sono sorte nel Novecento da questioni nazionali?), ma lo diventa quando la sinistra la abbandona alle destre stesse?

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9 Commenti

  1. avatar-4
    20:09 Venerdì 30 Maggio 2014 Matteo Luca Andriola A volte il filosofo è profeta...

    Sono Matteo Luca Andriola, "Luca Mad" su Facebook. Ogni tanto abbiamo chiacchierato e all'inizio ero critico verso alcune tue posizioni. Ripeto, non sono nè fusariano nè men che meno previano (nonostante accetti alcune sue analisi). Vedendo i risultati delle elezioni europee e le successive mosse di Sel di entare nell'orbita democratica (sic.!) penso che avevi ragione, almeno per quanto riguardo Lista Tsipras in Italia, una manica di radical chic distaccati dai bisogni della gente. Su Syriza invece - col 26% - penso si possa parlare di "illusi a fin di bene", come lo ero anch'io fino a un'annetto fa. C'è quindi una differenza fra i greci e gli italiani: SYRIZA (Coalizione della Sinistra Radicale), un partito politico greco di sinistra, a ispirazione socialista democratica nato nel 2004 come coalizione di partiti e politici indipendenti di area socialista-democratica, gruppi ambientalisti di sinistra, maoisti, trotskisti e organizzazioni eurocomuniste (Synaspismós, l'ex partito di Tsipras, comunisti usciti dal KKE perchè troppo poco zdanoviani) in teoria sarebbero l'equivalente di L'Altra Europa con Tsipras, con la differenza che lì la componente radical-chic è ridotta ai minimi termini (si, ci sono anche lì femministe ed ecologisti, ma quando non arrivi a fine mese le teorie genderiste e le cagate neofemministe passano in secondo piano), la piattaforma è più simile al vecchio PRC dei primi anni '90 con Sergio Garavini e Fausto Bertinotti, ed è una cosa che devi evi

  2. avatar-4
    11:11 Lunedì 17 Marzo 2014 KOSMAS Dalla Grecia

    Scrive un amico.....Cominciamo a provare a cambiare i trattati di Maastricht e di Lisbona per via democratica (a me pare che questo ci abbia detto Tsipras in questi giorni) e poi, se il tentativo di Tsipras fallisce, allora, d'accordo con Lei, non rimane che l'uscita dall' euro o la b..................Mio caro amico, sai quanti anni si vogliono per cambiare SOLO UNB trattato? Se non lo sai, te lo dico io...Piu' di 5 anni!!!E sai, di sicuro, che dopo tanti anni non esistera' ne' Grecia ne' Italia..........

  3. avatar-4
    23:08 Domenica 09 Febbraio 2014 maènecessarionascondersi A me pare che

    Cominciamo a provare a cambiare i trattati di Maastricht e di Lisbona per via democratica (a me pare che questo ci abbia detto Tsipras in questi giorni) e poi, se il tentativo di Tsipras fallisce, allora, d'accordo con Lei, non rimane che l'uscita dall' euro o la barbarie.Caro Fusaro, tarpare le ali di chi vuole provarci ancor prima di aver sentito nel merito quale sia il progetto mi pare avventato.

  4. avatar-4
    19:29 Domenica 09 Febbraio 2014 Ninor Il vero problema è costituito dalla deriva neoliberista sell'Europa

    L'articolo di Fusaro è pienamente condivisibile quando parla dei guasti dell'attuale Europa. Un'Europa dominata dalle politiche neoliberiste e dal dominio incontrastato delle Banche e dei poteri forti. Quali le possibili vie d'uscita? Uscire dalla moneta unica, come propone Fusaro (condivisa, mi sembra, anche dal M5S) o rinegoziare fin dalle basi, come propone Tsipras, il debito degli Stati membri (come fece nel '53 la stessa Germania) e sopratutto mettere in discussione la politica attuale di un'Europa che non è quella dei popoli, ma quella delle banche e dei poteri forti? Oggi ci sono le condizioni per portare avanti questa seconda ipotesi. Pensare di poter uscire oggi dall'Europa sarebbe una follia degna soltanto della Lega Nord.

  5. avatar-4
    14:07 Domenica 09 Febbraio 2014 Jean Sebastien Gattopardi

    Spinelli e Tsipras sono dei gattopardi, essi vogliono cambiare l'Europa affinchè nulla cambi...Non hanno capito che l'austerità è la logica conseguenza dell'euro. Anche se si adottassero politiche espansive, per effetto di un euro forte, sarebbe piu' conveniente importare, il che farebbe aumentare il debito estero privato ed porterebbe un ulteriore negativo con il saldo commerciale estero, erodendo competitività... Quindi si dovrebbe ritornare all'austerità, per limitare l'aumento dei salari dal momento che per recuperare competitività con un euro forte, si deve svalutare il lavoro e tagliare i redditi in generale per limitare l'import di modo che si tornerebbe ad un equilibrio tra export ed import. Ovviamente tali misure distruggono la domanda interna come sta gia' accadendo oggi.Insomma lo slogan "Contro l'austerità ma rimanendo nell'eurozona" si traduce come se nel 44' lo slogan fosse stato: "Riformare Auschwitz senza distruggerla...

  6. avatar-4
    21:16 Giovedì 06 Febbraio 2014 mbuto74 Come lo spirito conquista la propria verità

    “Il capitale viene dunque a corrispondere al proprio concetto: non è ipotizzabile alcuna forma ulteriore di sviluppo. Esaurite le sue possibilità tramite il dispiegamento della sua logica, una forma storica è pronta a trapassare in una nuova e più alta figura… Il capitalismo ha per ciò stesso posto le basi per l’universalizzazione reale, ossia per quella realizzazione dell’unitarietà del genere umano……”. Incipit: internazionale futura umanità.Il virgolettato è di Fusaro la conclusione è la mia, diversamente l’articolo. Sarà il famoso passo indietro per farne due in avanti, mi piacerebbe discuterne. Certo la strada proposta sembra alquanto contraddittoria.

  7. avatar-4
    11:51 Martedì 28 Gennaio 2014 claudia74 sovranismo e fiducia in chi lo ha tradito consegnando i popoli al boia

    quindi nonostante la sinistra sia devota alla finanza ormai da almeno venti anni perché mai dovrei ridare fiducia alla sinistra qualora si improvvisasse sovranista?Solo perché "a destra" è inconcepibile votare, magari partiti che hanno sempre denunciato il potere bancario, perché non dovrebbero essere degni di fiducia?La sinistra è sempre stata interzionalista, l'opposto di sovranista. Detto questo, niente da dire sulle ottime osservazioni di Fusaro

  8. avatar-4
    00:45 Martedì 28 Gennaio 2014 Alfredo Longhetti C'è la Lega

    Puoi iscriverti alla Lega, se vuoi :)

  9. avatar-4
    13:17 Lunedì 27 Gennaio 2014 sandro vero I miti

    La dialettica politica, la dialettica del conflitto sociale, è spacciato come un "mito" anacronistico del '900. Il concetto è oggi quello di "cooperazione", delle forze democratiche contro quelle antidemocratiche.I miti sono materia subdola, elementi cangianti: il mito della democrazia resiste a tutte le sue contraddizioni. Non si tratta affatto di cooperare: si tratta di creare un nuovo movimento politico che faccia piazza pulita del neoliberismo. E delle sue agenzie: euro, commissione europea, FMI e così via....

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