ALLE URNE

In lista tanti candidati arcobaleno

I voti della comunità Glbt fanno gola, così in tutti gli schieramenti cresce il numero dei gay friendly. A sinistra e tra i grillini in tanti sottoscrivono le proposte di Arcigay. Aperture a destra. “E se vince Chiamparino la Regione sarà al fianco del Pride”

 

Mentre sono ancora pochi i candidati dichiaratamente gay, a destra e a sinistra, aumenta la schiera dei politici simpatizzanti della causa, gay friendly come si dice, che proprio alla comunità Glbt chiedono il voto alle prossime elezioni Regionali ed Europee. E se le sottoscrizioni al documento fatto circolare in questi giorni da Arcigay, e riproposto durante il recente congresso dell'associazione torinese, vede adesioni esclusivamente da sinistra e MoVimento 5 stelle, tra gli esponenti del centrodestra non mancano quelli che si sono schierati recentemente al fianco dei diritti omosessuali. Un esempio su tutti è quello di Fabrizio Comba, consigliere regionale uscente, candidato nei Fratelli d'Italia, già in prima fila, assieme al collega Daniele Cantore (oggi in Ncd) nel celebrare i matrimoni omosex nello scorso Gay Pride. Un gesto per molti versi provocatorio, che lo pose in aperta contraddizione con il proprio partito - allora Pdl - adagiato su posizioni più conservatrici. 

 

Tra le norme contenute nella Carta dell'Arcigay, alcuni provvedimenti simbolici come l’inserimento nello Statuto regionale del principio di non discriminazione affiancati a proposte più concrete come l’utilizzo dei fondi strutturali europei 2014-2020 per iniziative di contrasto alle violenze legate alla discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere.

 

Al momento l’unico candidato presidente ad aver sottoscritto il documento è quello dell’Altro Piemonte a Sinistra Mauro Filingeri, anche se proprio durante il congresso, è stato il vendoliano Marco Grimaldi, inserito nel listino di Sergio Chiamparino, ad assicurare l’adesione alla piattaforma anche dell’ex sindaco di Torino, che già si era dimostrato sensibile verso il tema dei diritti civili nel decennio a Palazzo Civico, quando istituì – tra i primi comuni in Italia – il registro delle coppie di fatto. E proprio da via Milano, nei giorni scorsi, è arrivata la notizia che il Comune di Torino avrebbe concesso il patrocinio al Gay Pride del prossimo 28 giugno, "un gesto che farà, qualora vincesse il centrosinistra, anche la Regione" ha assicurato la capolista vendoliana Monica Cerutti

 

Tanti gli aspiranti consiglieri del centrosinistra che in questi giorni si sono schierati per i diritti lgbt: dai democratici Luca Cassiani, Marcello Mazzù, Silvana Accossato e il radicale Igor Boni agli esponenti di Sel Michele Curto, e i già citati Cerutti e Grimaldi. C’è anche la moderata Piera Levi Monalcini, mentre il compagno di partito Mario Cifarelli è sostenuto dalla GayLib di Davide Betti, con il quale ieri sera si è recato alla serata Queever al Cacao. Poi una sfilza di candidati pentastellati: Mirko Dancelli, Xavier Bellanca, Daniela Albano, Giovanni Zarrillo, Daniela Di Virgilio e Damiano Carretto. Sparuti e non del tutto convinti gli esponenti del centrodestra: tra i presenti c’erano solo Carlo Morando, a portare il saluto dei Giovani Padani, ma senza sottoscrivere il documento, mentre l’unico candidati che ha fatto capolino è stato Maurizio Maffei della Lega Nord che pur non avendo aderito alla piattaforma si è dichiarato concorde all’80 per cento. 

 

Dalle Regionali alle Europee, dove un discorso a parte merita Daniele Viotti, Pd area Civati, presidente dell’associazione Quore, da sempre attivista per i diritti gay e transgender, che si candida per un seggio a Bruxelles e che ha fatto dell’impegno per i diritti civili un tratto distintivo. “Approvati” dalle associazioni gay anche i democratici Mercedes Bresso e Giuseppe Catizone, oltre ad Alessandra Quarta della lista Tsipras. 

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