PROPAGANDA

Prof agli ex allievi: “Votate mio figlio”

Il dipietrista Cardile si procura l'elenco dei suoi vecchi studenti e scrive loro una lettera per invitarli a sostenere la candidatura del rampollo di famiglia. Coppola confonde scheda e tessera elettorale. Piarulli ci vuole rapire. Gaffe e castronerie a caccia del voto

In politica, come in amore, tutto è lecito. Forse. La caccia al voto scatena furberie e inventiva, scatti d’ingegno e frustra propaganda, migliaia di candidati pronti a qualsiasi cosa pur di accalappiare l’elettore. E così, anche in questa tornata, la fauna di aspiranti consiglieri regionali ed europarlamentari si esibisce in un florilegio (dis)gustoso di gaffe e castronerie. C’è chi come Luca Cassiani si "ingegna" e ricostruisce la mailing list dei 10mila dipendenti di Palazzo di Città e scrive un accorato appello, chi, invece, come il presidente della Sala Rossa Giovanni Maria Ferraris va direttamente all’anagrafe a farsi dare gli indirizzi dei torinesi ai quali raccomanda che “per far vincere Chiamparino basta fare una croce sul simbolo Moderati e scrivere Ferraris”, indicando pure il seggio nel quale svolgere il proprio dovere. E nel Pd non a tutti è andato giù l’uso massiccio di call center da parte di Giuseppe Catizone: si può fare? Alcuni suoi compagni di partito giurano di no e così nasce l’hashtag #nichelinotelefona per fare le pulci al primo cittadino smanioso di finire a Bruxelles. E sempre in casa democratica, sono in tanti a storcere il naso per la ribalta che si è preso il segretario Davide Gariglio, con la manifestazione di chiusura della campagna elettorale indetta per venerdì prossimo in piazza Castello - “una inutile prova di forza per prendersi la passerella” la definisce un membro della segreteria torinese -  e per gli spot con i quali imperversa nell’etere piemontese.

 

Fa leva sui ricordi di scuola, invece, uno sconosciuto esponente dell’Italia dei Valori. Il professor Giacomo Cardile, che di Idv è stato anche il vice segretario torinese, si è procurato (forse dall’istituto nel quale ha insegnato) tutti gli indirizzi delle famiglie dei suoi ex allievi per perorare la causa del rampollo Giancarlo, consigliere della Circoscrizione III e candidato in Regione. “Anche se sono passati alcuni anni dagli ultimi nostri incontri – esordisce il prof – Vi posso assicurare che è stato per me un grande piacere conoscerVi e aver potuto contribuire, attraverso lo studio della biologia e della chimica (della serie adesso avete capito chi sono? ndr), allo sviluppo e alla formazione dei Vostri figli”. Prosegue: “nel condividere con voi il piacere di questo ritorno al passato…” e qui parte la marchetta “vi invio il materiale elettorale relativo alla candidatura di mio figlio” con tanto di santino. A non farsi sfuggire la “notizia” è stato il capogruppo grillino in Sala Rossa Vittorio Bertola che su Facebook commenta così: “E dato che la scuola deve educare alla correttezza, il professore si procura (presumibilmente dal proprio istituto) tutti gli indirizzi dei suoi ex allievi, alla faccia delle leggi sulla privacy, e gli scrive per far votare il figlio...”.

 

A scuola dovrebbe tornarci, con le orecchie dell’asino, l’assessore alla Cultura Michele Coppola (Ncd) che ha spedito a decine di migliaia di cittadini piemontesi materiale elettorale con informazioni errate su “come si vota”. Nel suo santino, infatti, si legge: “Recati al seggio con la scheda elettorale e un documento d'identità valido”, confondendo “tessera elettorale” (che è il documento che permette l'esercizio del diritto di voto, e che attesta la regolare iscrizione del cittadino nelle liste elettorali del comune di residenza) e “scheda elettorale”, che l’elettore, ovviamente, non si porta con sé da casa (come la tessera) ma che riceve nel seggio al momento del voto. “Vorrà dire che Coppola, comunque vadano le elezioni, sarà rimandato a settembre in educazione civica”, lo punzecchia Igor Boni, candidato radicale nella lista Pd.

 

La palma della supercazzola spetta di diritto a Antonio Piarulli, che corre nei Moderati. Il fondatore del Movimento P.P.A. – acronimo di Partito Pensiero Azione – sintetizza in un tantino azzardato ossimoro il suo credo politico: “Io, conservatore-progressista”, scrive sul suo santino, “da sempre con la politica miro a rapirvi. Altri no, a loro è sufficiente continuare a rapinarvi”. “Liberi di decidere”, chiude perentorio. Appunto.

 

 

E tra i materiali elettorali decisamente curiosi non può passare inosservato il cruciverba - più che parole incrociate, parole "crociate" - di Gianna Gancia, presidente uscente della Provincia di Cuneo e candidata alle Regionali per la Lega Nord. Lady Calderoli, in predicato di assumere la vicepresidenza in caso di vittoria di Gilberto Pichetto, assicura così un po' di sano relax ai suoi elettori, senza tuttavia distrarli dal loro compito: quello di votarla.

 

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1 Commenti

  1. avatar-4
    14:57 Venerdì 23 Maggio 2014 apota che squallore!

    .......assistiamo alla degenerazione della democrazia attraverso il voto di preferenza.Questa variegata umanità di furbastri che si propone, conferma che in politica e nei partiti, non serve competenza e professionalità, (l'onestà dovrebbe essere implicita).La volontà di accaparrarsi una poltrona ed un succulento stipendio, li trasforma in pericolosi spacciatori di cretinate alla caccia di Gonzi che si fanno abbindolare, sperando in qualche prebenda.Solo grazie alla preferenza, abbiamo in Consiglio regionale una manica di analfabeti e di ignoranti che non sanno esprimersi in lingua volgare. Questi, con la preferenza, egemonizzano i partiti, trasformandoli in organismi da legge Basaglia.Viva gli Apoti!

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