REGIONE

Sanità, grande malata sotto osservazione

La Regione resterà, anche nella prossima legislatura, sorvegliata speciale. La fase di risanamento è appena agli inizi e il piano di rientro è stringente. Per questo Chiamparino pensa di ingaggiare l’ex direttore dell’Agenas Moirano

 

La Sanità piemontese resterà con i fari del Governo puntati, essendo l’unica del Nord Italia che deve sottostare a uno stringente piano di rientro imposto dal tavolo interministeriale, l'ex Massicci, tra quelle in cui il disavanzo strutturale è più alto. Insomma, l’azione di risanamento iniziata con la scorsa legislatura è solo all’inizio e i conti saranno l’elemento dal quale partire per il prossimo assessore di corso Regina Margherita. Lo sanno gli operatori del settore, i direttori di Asl e Aso, ne è consapevole anche lo stesso Sergio Chiamparino che infatti in campagna elettorale si è ben guardato dall'esibirsi in voli pindarici. Più audaci i suoi competitor in lizza per il secondo posto, con il forzista Gilberto Pichetto che ha promesso, in caso di vittoria, l'abolizione del ticket sanitario per alcune fasce di reddito o il grillino Davide Bono il quale addirittura mirava a sbloccare il turn over negli ospedali “perché il peggio ormai è passato”. Facile per chi, in fondo, sapeva fin dall'inizio che non si sarebbe assunto l'onore ma soprattutto l'onere di governare. Non è così per i vincitori, anzi.

 

Spending review resterà la parola d’ordine anche per la prossima legislatura. Pesa l'indebitamento astroti, cnomico, certificato dalla relazione della Corte dei Conti che secondo i più recenti calcoli pare tocchi 14 miliardi. Ma non sono solo i numeri a preoccupare: c'è tutta un'incrostazione di interessi corporativi e sacche di privilegi da intaccare, in modo energico, ricostruendo un asse di collaborazione tra operatori e decisori politici, una specie di "santa alleanza" in nome dei cittadini-utenti. Il piano di rientro è triennale e la scommessa sarà evitare che i tagli portino a intaccare la qualità delle prestazioni offerte, soprattutto nei Dea, pronto soccorso e servizi di emergenza, «tra le eccellenze della sanità piemontese». Ad affermarlo è Fulvio Moirano, 62 anni di Savigliano, già direttore generale del Santa Croce di Cuneo prima di salire al vertice dell’Agenas, l’agenzia governative che affianca governo e regioni nella gestione della Sanità. Silurato per maneggi politico-ministeriali, recentemente è stato chiamato dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti ad assumere l'incarico di commissario dell’Irccs, l’istituto a capo di due mega strutture romane, Spallanzani e Ifo. Nel colloquio con Lo Spiffero il manager cuneese resta abbottonato, anzi indossa lo scafandro – “non ho titolo” ripete in modo persino sospetto -: una cautela più che comprensibile giacché è il candidato più accreditato alla poltrona di direttore generale dell’assessorato alla Sanità. Collocazione che a questo punto rende più agevole a Chiamparino la nomina di un politico in Giunta. Un incarico per cui si sta ragionando attorno a una rosa di nomi che vede in pole position Antonio Saitta.

 

Una cosa è certa, spiega Moirano, il nuovo assessore dovrà subito «aprire un confronto con il Governo. Il Piemonte dovrà rispettare ciò che ha firmato e riprendere un cammino virtuoso in tema di sanità, ma il ministero sta per varare una serie di provvedimenti, a partire dal patto per la salute, sulla base dei quali ci si dovrà muovere». Lui che al ministero è di casa, sa che occorre ristabilire con il livello governativo rapporti di collaborazione e trasparenza per evitare che quella sorta di commissariamento soft subito dalla giunta Cota possa trasformarsi in un commissariamento ufficiale, estromettendo la Regione. E alle veriche periodiche cui il Piemonte continuerà a sottostare occorre inviare una delegazione in grado di parlare alla pari, con competenza e cognizione di causa. E Moirano, indipendentemente da chi assumerà la delega politica, è uno dei pochi a poter vantare tale skill.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    18:50 Martedì 17 Giugno 2014 Lucia 2014 Sanità piemontese

    La società di multiservizi che imperversa in Piemonte in campo sanitario,è nata per sopperire al blocco del turnover nelle ASL imposto dal Governo.Non era meglio sbloccare il turnover e razionalizzarlo? Certo il problema delle resistenze di alcuni dirigenti e dei sindacati forse anche di certo personale ai cambiamenti era da mettere in conto.Se la politica però avesse avuto l' obiettivo a lungo di termine di snellire e riformare un servizio così importante quale quello sanitario,avrebbe evitato un costo spropositato e inutile di risorse e la comparsa sulla scena politica di inutili condottieri.Guardate i costi delle società multiservizi.Guardate i costi della sanità e sommateli.Tanto paga sempre il cittadino.

  2. avatar-4
    22:39 Mercoledì 28 Maggio 2014 enricolatalpa Agenzia regionale

    Chiamparino non dimenticare le grandi risorse professionali che hanno costruito l'ARESS... Quella del dott. Bertetto, per capirci.Un ritorno dell'Agenzia, magari più snella e a costi limitati ovviamente,sarebe gradito. Dopo quattro anni persi c'è molto lavoro da fare. Qualità non coincide con spesa...

  3. avatar-4
    17:11 Mercoledì 28 Maggio 2014 pippi Chiamparino...

    do you remember…... "l'amore per le cose ben fatte"…? altrimenti a che serve leggere Primo Levi se poi lo si usa solo per citarlo ai meeting e fare le anime belle.Dai, suvvia…. non deludere anche le aspettative dei tuoi tanti elettori, con il solito mesto e squallido spettacolo del poltronificio.Forza, avanti con le competenze, che ci sono, eccome se ci sono!

  4. avatar-4
    15:39 Mercoledì 28 Maggio 2014 ultramitica Saitta no, per carità!!!!!

    Con nomi come quello della Dirindin, come fa Chiamparino a pensare a Saitta?????

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