Al gran banchetto fassiniano Sanlorenzo si beve l’acquedotto

Il centrosinistra all’assalto delle partecipate. L’ex segretaria del sindaco alla presidenza della Smat. Bellion verso la guida di Pracatinat, mentre Montagnese dovrebbe strappare un altro mandato alla Sagat. Al Caat semaforo rosso per Cuntrò

FEDELE Silvana Sanlorenzo

Piero Fassino si prepara alla prima infornata di nomine nelle principali società partecipate del Comune. Avvicendamenti in vista al timone di Smat e Sagat: al vertice dell’ente che gestisce l’acquedotto torinese andrà Silvana Sanlorenzo, figlia dell’ex presidente del Consiglio regionale e parlamentare Pci Dino Sanlorenzo, fedelissima del sindaco di Torino, che ha affiancato sin dalla sua discesa in campo alle primarie. Dovrebbe restare al suo posto ancora per quattro anni, invece, l’attuale amministratore delegato Paolo Romano. Tra i consiglieri del Cda, probabile il siluramento del rifondarolo Renato Patrito, fuori dalla maggioranza e fuori dalla Smat, mentre per Giovanni Pesce e Pietro Tartaglino, entrambi di fresca nomina, dovrebbe esserci una riconferma in vista.

 

C’è aria stagnante, invece, dalle parti di Caselle, dove sono in scadenza i vertici della Sagat, l’ente che gestisce l’aeroporto torinese, in cui i rapporti tra il pubblico e il partner privato, la famiglia Benetton, sono ai minimi storici. Non sono in pochi a chiedere la testa del presidente Maurizio Montagnese, legato a doppio filo a Enrico Salza, ex banchiere, già a capo di San Paolo Imi, fautore della fusione con Intesa. La sua stella, ormai al tramonto, ha scatenato la caccia agli uomini a lui più vicini. Nonostante ciò, dall'entourage di Fassino fanno sapere che “pare difficile, ad oggi, una sua sostituzione” e così scendono le quotazioni di Lorenzo Gentile, ex vicecapogruppo Pd in Comune, attuale responsabile enti locali del partito, molto vicino alla segretaria provinciale Paola Bragantini e recentemente anche a Fassino, indicato fino a qualche giorno fa come presidente in pectore del Pertini.

 

Capitolo Caat. Pare che la presidenza del Centro agroalimentare di strada del Portone fosse stata promessa in un primo momento a Gioacchino Cuntrò, l’ultimo segretario provinciale del Pd, prima dell’elezione della Bragantini, in cambio di un suo passo indietro rispetto alla candidatura in Sala Rossa nelle amministrative del maggio scorso. Lui rifiutò e le urne ne decretarono la definitiva trombatura, per questo oggi parrebbe nuovamente intenzionato all’incarico. Difficile, però, che il primo cittadino sia intenzionato ad andargli incontro.

 

Al consorzio Pracatinat, infine, pare vacillare anche la poltrona di Celeste Martina. Il presidente, nel 2009 nominato anche nella giunta di Luserna San Giovanni, ha ormai 71 anni e potrebbe essere vicino un avvicendamento. Per la successione si parla di un altro pinerolese, Marco Bellion, ex assessore al turismo della Provincia e consigliere regionale durante la presidenza Bresso. Il suo nome pare gradito a Fassino, che proprio oggi è tornato dalla Birmania e conta di chiudere entro la prossima settimana tutte le questioni sul tavolo.

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