È polemica sulla Ruffino, “poltronissima” dei berluscones

La sindachessa di Giaveno, collezionista di cariche e nomine, apre la lista dei bulimici da potere. Ma è in buona compagnia con Bonino, Porchietto, Loiaconi, Tentoni e Coppola. Il caso dei doppi e tripli incarichi al vaglio del neo segretario Alfano

Così fan tutti. Nel centrosinistra, in barba a statuti e regolamenti; nel centrodestra, dove per essere più sbrigativi, non v’è traccia di norme sulle incompatibilità. La bulimia da potere colpisce indistintamente entrambi gli schieramenti, un lungo elenco di politici con doppi e tripli incarichi, che siedono contemporaneamente su più poltrone. Nel palmares pidiellino la medaglia d’oro spetta di diritto a Daniela Ruffino, collezionista senza rivali di cariche e nomine. La sindachessa di Giaveno, a lungo legata sentimentalmente al vicecapogruppo azzurro di Montecitorio Osvaldo Napoli, è pure consigliera della Provincia di Torino, presidente dell’interporto Sito di Orbassano e componente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inpdap (istituto previdenziale dei dipendenti pubblici), designata dall’Associazione dei Comuni per conto del quale è pure delegata scuola e formazione. E l’Anci è da sempre feudo del suo potente mentore che da vicepresidente vicario, dopo la conclusione del mandato di Chiamparino, oggi dirige in prima persona. Infine, nei ritagli di tempo, indossa i panni del dirigente politico in qualità di vicecoordinatrice provinciale del Pdl torinese.

 

Un partito guidato in tandem con Barbara Bonino, che per non essere da meno cumula ben tre cariche: assessore regionale ai Trasporti, consigliera a Palazzo Cisterna e, appunto, coordinatrice provinciale dei berluscones. A ruota seguono i suoi colleghi di giunta Claudia Porchietto, assessore al Lavoro e consigliera provinciale, e il titolare della Cultura, Michele Coppola, che da candidato trombato alle ultime comunali si è comunque assicurato uno scranno in Sala Rossa.

 

Doppia casacca pure per Roberto Tentoni (consigliere regionale e provinciale) e Nadia Loiaconi, capogruppo in Provincia e presidente di Barricalla. Sempre nelle file berlusconiane il vicecoordinatore cittadino e neo consigliere del Comune di Torino Maurizio Marrone è riuscito a farsi nominare nel cda dell’Ires Piemonte. Per non dire di Maria Teresa Armosimo, presidente della Provincia di Asti e parlamentare, una dei leader dei dissidenti interni.

 

Se finora non vi sono stati impedimenti all’accumulo di incarichi, presto la musica potrebbe cambiare. Soprattutto se il nuovo segretario nazionale darà seguito agli impegni assunti all’atto dell’incoronazione. “Regole e sanzioni” sono le condizioni imprescindibili per dare forma a quel “partito degli onesti” delineato venerdì scorso da Angelino Alfano. Per questo sembra che sulla sua scrivania a via dell’Umiltà ci sia in bella evidenza una nota sull’andazzo del partito torinese.

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