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Caselle non parla arabo Alitalia vola via da Torino

Sagat lancia l'allarme. L'ex compagnia di bandiera dal 1° ottobre cancella tutti i voli attuali, mantenendo solo le tratte per Roma e Tirana. Il Piemonte non avrà più collegamenti con buona parte del Sud. Difficile il rimpiazzo con altri vettori - DOCUMENTO

 

Torino cucù Alitalia non c’è più. Proprio mentre lo scalo torinese sembrava avviato verso una crescita consolidata di traffico e passeggeri l’ex compagnia di bandiera potrebbe affossare ogni ambizione di rinascita. Secondo quanto si apprende da una missiva che il presidente di Sagat Giuseppe Donato e l’amministratore delegato Roberto Barbieri hanno inviato al governatore Sergio Chiamparino, al sindaco di Torino Piero Fassino, e ai vertici degli industriali e della Camera di Commercio Licia Mattioli, Gianfranco Carbonato e Alessandro Barberis, il «Gruppo Alitalia ha annunciato che dal 1° ottobre, nell’ambito di una più ampia riorganizzazione conseguente all’accordo con Ethiad, cancellerà, per quanto riguarda lo scalo di Torino, tutti i collegamenti operanti ad eccezione di quelli su Roma e Tirana». Saranno dunque soppressi i voli su Alghero, Bari, Catania, Lamezia, Napoli, Palermo e Reggio Calabria. Una vera e propria batosta per il Sandro Pertini che rischia di rimanere isolato sul territorio nazionale se non troverà al più presto nuovi vettori disposti a collegare Torino con le principali città della Penisola.

 

E dire che proprio l’estate aveva rappresentato un consolidamento della posizione di Caselle tra gli aeroporti nazionali con una crescita del 16,5% a luglio, confermata nel mese di agosto da un incremento del 12,7% «al termine del quale il progresso su base annua è salito al 9,1%» si legge nell’allarmata missiva dei vertici di Sagat. Allarmata perché i voli nazionali rappresentano ancora il core business dello scalo subalpino e hanno contribuito alla crescita generale con un aumento dei voli pari al 4,2%. Sagat chiede a questo punto «uno sforzo corale che veda coinvolti gli Enti pubblici locali e i Rappresentanti del mondo imprenditoriale piemontese». Il problema è che Ethiad sta operando mossa essenzialmente da logiche di mercato. La fuffa della politichina domestica interessa poco, anzi è una lingua che proprio non capiscono. Manco fosse arabo.   

 

Leggi qui la lettera di Sagat

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1 Commenti

  1. avatar-4
    02:03 Venerdì 05 Settembre 2014 moschettiere Ma ci guardiamo in faccia?

    Caselle si ridimensiona per una logica di mercato. E cosa c'è da stupire? Ma abbiamo presente com'è ridotta Torino? Economia a pezzi, un clima di sfiducia generale, degrado dappertutto... siamo quasi alla bancarotta. 'È tutto sbagliato è tutto da rifare' diceva Bartali e calza a pennello per Torino.

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