I dannati redenti 

In un saggio avvincente lo storico torinese Oliva entra fra le pieghe di un esercito fuori dalle righe, quello della Legione Straniera. Un’umanità di sconfitti, di anime nere, ma anche di spiriti irrequieti e di sognatori che faranno fortuna

Idealisti usciti sconfitti da una rivoluzione fallita, romantici perduti dietro un amore impossibile, balordi in fuga dalla giustizia, dal passato burrascoso, uomini affamati in cerca di un lavoro e di uno stipendio: la Legione straniera è tutto questo, un miscuglio di individui diversi per motivazioni e provenienze, ma tutti ugualmente irrequieti, malinconici, feroci. Sin da quando venne costituita nel 1831 da re Luigi Filippo «Égalité», la Legione è stata lo specchio delle turbolenze del mondo: un reparto di volontari sradicati dalle proprie origini, senza famiglia e senza patria, a militare sotto un unico vessillo. Non dei semplici mercenari, anche se sbarcare il lunario non è l’ultimo dei loro pensieri, ma soldati che nella mistica combattentistica e nello spirito di corpo ritrovano un’identità. Impiegati nelle «guerre sporche» dell’impero coloniale francese, dall’Algeria al Marocco, al Madagascar, all’Indocina, i legionari hanno scritto pagine drammatiche di storia militare, dove la violenza inflitta o subita ha assunto toni esasperati: quella di Algeri non è che la più nota di molte battaglie condotte senza pietà e senza tregua. Dietro le rappresaglie brutali ci sono però storie insospettabili di sconfitti alla ricerca di riscatto. E di persone tutt’altro che marginali, come lo scrittore Curzio Malaparte, che pur di farne parte dichiarò barò sull’età, come i musicisti Max Deutsch e Cole Porter. Per non parlare di cognomi celebri, come quello di Peppino Garibaldi, nipote di Giuseppe, l'eroe dei due mondi, che troviamo impegnato militarmente nelle Argonne.
 
 
Lo storico torinese Gianni Oliva,  studioso del Novecento che da anni si occupa degli argomenti meno indagati della storia, ne ripercorre le tracce, e ricostruisce le loro vicende come in un grande romanzo epico. Sono storie di barricate e di passione, come quella risorgimentale di Carlo Pisacane, l’eroe biondo della spedizione di Sapri; di vitalismo irrequieto, come quella del veneziano Francesco Zola, futuro padre di Émile, ingegnere in cerca di nuove sfide professionali e ladro per amore. E ancora storie di ribellione, come quella del principe reale Aage, che lascia la corte di Copenaghen per combattere con il képi bianco in Marocco; di fuga, come quella di Giuseppe Bottai, per vent’anni deputato e ministro fascista, e dopo il 1943 soldato semplice protetto dall’anonimato della Legione; di sfida e redenzione, come quella di Simon Murray, prima volontario in Algeria, poi finanziere ai vertici di una multinazionale. Il legionario dannato, infelice e generoso, impersonato da celebri attori come Jean Gabin e Gary Cooper, ritrova in questo saggio i contorni storici entro i quali è maturata un’esperienza militare unica nel suo genere. Oggi, chiusa l’epoca dell’impero coloniale francese, della Legione straniera, sotto il profilo militare, rimane ben poco: i suoi 7200 volontari operano come soldati professionali, impegnati nelle missioni multinazionali di peace enforcing e di peace keeping. A spingerli all’arruolamento, forse ancora una volta l’immagine-simbolo del legionario in marcia sotto il sole del deserto, sferzato dal vento che leviga le rocce e i ricordi.
 
 

Gianni Oliva

Fra i dannati della Terra. Storia della Legione Straniera

Mondadori, Milano 2014

pp. 246, euro 22,00

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento