Il Pd deraglia sulla Torino-Lione

Tre consiglieri di Palazzo Cisterna presentano un documento sulla Tav e mettono in un angolo Fregolent. Gruppo spaccato e Saitta in ambasce. Massaglia: “Non sono ammesse eco-ambiguità”

ASSE tra Sammartano e Massaglia

Una mozione a sostegno della Tav “per fare chiarezza”. Le tossine legate alla recentissima elezione di Silvia Fregolent a capo della pattuglia Pd nel Consiglio provinciale di Torino, sono tutt’altro che smaltite e così è iniziata in aula la resistenza dei suoi avversari. S’inizia con l’alta velocità, vero e proprio nervo scoperto per colei che è espressione dell’area più ecologista del partito e per questo più tav-ambigua.

 

Il documento ha come prima firmataria Angela Massaglia, poi i nomi di Giuseppe Sammartano ed Erika Faienza.  Con ogni probabilità verrà protocollata nelle prossime ore, con la richiesta di essere discussa e votata con urgenza “visti i recentissimi fatti di Chiomonte”. Nella mozione nulla di nuovo: la sollecitazione di un impegno a vigilare sul paventato ingresso in massa di adepti No Tav all’interno del Pd, la presa di distanze dai sindaci contrari all’opera (in linea con le recenti dichiarazioni del presidente Antonio Saitta), la solidarietà alle forze dell’ordine e la richiesta che il sito della Maddalena venga dichiarato di interesse strategico nazionale.  La più classica delle polpette avvelenate, per chi ora dovrà scegliere tra la propria coscienza e il proprio ruolo istituzionale, con il rischio di dover abbandonare ogni “si, ma”.

 

A fotografare in modo lucidissimo l'attuale situazione nel Pd a Palazzo Cisterna è l'ex parlamentare del Garofano Giusi La Ganga che in seguito all'elezione di Fregolent, si domanda su facebook: “Bisognerebbe ritenere che Tav e inceneritore godono di poco sostegno nel Pd alla Provincia e che il voto certifica questo mutato orientamento? Ovvero che il neo capogruppo si è convertito sulla via di Damasco, rinunciando ai suoi dubbi e aderendo alle tesi maggioritarie nel partito? Ovvero infine che i contenuti politici programmatici sono assai poco rilevanti e che le motivazioni delle scelte sono altre?”.

 

Intanto la mozione viaggia via internet da un consigliere all’altro, ognuno dice la sua: c’è tempo fino alle 12 di oggi, poi verrà presentata. Per ora ha già incassato il sì convinto dell’ex capogruppo Claudio Lubatti, mentre Silvia Fregolent – sempre più vicina in tema di Tav alle posizioni del vendoliano Antonio Ferrentino - si è detta disponibile ad apporre la propria firma su due dei quattro punti presentati. Nel giro di mail chiede tempo anche Caterina Romeo, ormai braccio destro della capogruppo: «Condivido la ferma condanna e il ribadire la necessità dell’opera, ma non c’è neppure una parola sulla responsabilità del Governo rispetto agli impegni economici. In compenso si parla del Pd in termini di documento da direzione del partito mentre in questo contesto non fanno che aiutare e sostenere il centrodestra a continuare le speculazioni sul nostro partito. Lo considero sbagliato. Anche le dichiarazioni di Saitta che pure hanno avuto vasta eco sui giornali sono state comunque rese in una sede di partito. Vi invito a riflettere su questo punto. Se il documento non viene modificato io non lo firmo».

Com'è evidente, l’imboscata riguarda anche Saitta, sostenitore della Fregolent nelle elezioni della scorsa settimana, e allo stesso tempo fermo sostenitore dell’alta velocità in Val Susa.

 

«Si tratta di un provvedimento quanto mai attuale, visti gli incidenti di oggi (ieri per chi legge, ndr) di Chiomonte – spiega la Massaglia – Non solo il Pd, tutto il centrosinistra deve evitare eco-ambiguità che non farebbero altro che rafforzare il fronte dei No Tav».

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