Monge

Il giovane Stalin

Ha solo 26 anni ma ha già pubblicato due romanzi. L’ultimo, Stalin + Bianca, edizioni Tunuè, sta per diventare un film. Ne hanno parlato il Tg5, Vanity Fair, Il Foglio e l’Internazionale. Perché Iacopo Barison, piemontese di Fossano (“una città così tranquilla da sembrare sembra un grande monastero”), è la dimostrazione che (qualche volta) la meritocrazia in Italia esiste: non ha mamma e papà editori ma è un giovane di talento che “da grande” voleva fare lo scrittore. E ci è riuscito.

 

Stalin + Bianca è una storia che ha conquistato tutti quelli che l’hanno letta. Protagonisti due adolescenti in cerca della loro strada: c’è Stalin, 18enne tormentato con due grossi baffi che gli sono valsi il soprannome; “una specie di giovane Holden, ma brutto, sporco e cattivo”. E poi c’è Bianca, che non ci vede ma è l’unica in grado di guidarlo, perché “è la colla che lo tiene insieme”. Quando Stalin malmena il patrigno dopo una lite, i due sono costretti a fuggire dalla periferia dove vivono, che è “un’enorme palette di grigi”.

 

Gli ingredienti del romanzo di formazione ci sono tutti ma l’autore non lo definirebbe proprio così. “Non volevo dare ricette – spiega -. In fondo, questo viaggio cambierà entrambi ma non sappiamo se matureranno davvero”.

 

A Stalin e Bianca si è affezionato: “sono nati per caso, una notte in cui non riuscivo a prendere sonno. Mi sono alzato e ho scritto quello che poi è diventato l’incipit del romanzo”. E sarà sempre dalla sua penna che prenderà vita la sceneggiatura del film, prodotto da Daniele Segre. “Mi ha chiamato e mi ha detto che voleva acquistare i diritti del romanzo per farci un film. Quasi non ci credevo, ho detto subito di sì. Adesso –scherza - se il film verrà male, sarà colpa mia”. Nel frattempo, lavorerà anche al suo terzo romanzo, già in cantiere. Scritto sempre in provincia, “perché è tranquilla e se ci si annoia un po’, si lavora meglio”. 

 

Romanziere, sceneggiatore. Come ti vedi tra 10 anni? “Spero ancora scrittore. Di libri o per il cinema”. Il libro che vorresti aver scritto? “Uno qualunque di Irvin Welsh o The Fight Club”.  Cosa consigli ad un aspirante scrittore? “Di scrivere e leggere tanto. Dai classici russi ai romanzi americani contemporanei. E di non temere le porte in faccia: ne ho prese tante anche io, prima che mi pubblicassero. Basta non mollare: non si può cambiare il mondo seduti sul divano. Chi lo diceva, Nanni Moretti?” Se coi romanzi fosse andata male, oggi cosa faresti? “Il disoccupato”.

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