PALAZZO CIVICO

“Divide et impera”, caos decentramento

La riorganizzazione delle Circoscrizioni di Torino manda in tilt il centrosinistra. Moderati e Sel si oppongono a una riduzione delle municipalità da 10 a 6 e si fa largo un compromesso che prevede di lasciarne otto. Ma se non si chiude in fretta salta tutto

Costano 2,6 milioni e gestiscono direttamente meno di 7 milioni di euro. Ogni volta che una Circoscrizione spende tre euro, uno serve per pagare gli emolumenti di chi deve decidere come spenderli. Tanto per fare un esempio, per amministrare un bilancio di 1,3 miliardi, consiglieri, assessori e sindaco di Torino costano di stipendi circa 3 milioni: il rapporto non è più di uno a tre ma di uno a quattrocento. Probabilmente è da questa considerazione che si deve partire per varare una riforma del decentramento che la Città aspetta da qualche anno, almeno da un paio di amministrazioni. Non ci riuscì Sergio Chiamparino e c’è chi è pronto a giurare che anche il suo successore Piero Fassino resterà impantanato nelle sabbie mobili del sottobosco politico subalpino. Così, parallelamente alla proposta ufficiale della maggioranza, sottotraccia ne circola un’altra più “soft” per evitare una serie di veti tutti in seno alla maggioranza di centrosinistra.   

 

La commissione ad hoc costituita in Sala Rossa avrebbe dovuto chiudere la propria fase “istruttoria” entro la fine dell’anno ma qualche intoppo ha suggerito di procrastinare la scadenza al 31 gennaio, poi ci sarà tempo un altro mese per redigere la relazione finale da affidare al Consiglio. Ma è nei corridoi di Palazzo Civico che si fa (o non si fa) la riforma. Serve un accordo politico tra Pd, Moderati e Sel che ancora non c’è. Una prima bozza prevedeva il passaggio da dieci a sei circoscrizioni con il Centro gestito direttamente dalla Città. In questo modo l’esercito dei 250 tra consiglieri e presidenti sarebbe stato ridotto a 150, costituite delle vere e proprie giunte, trasferite una serie di competenze e trasformato gli attuali enti in qualcosa di molto più simile alle municipalità di Roma.

 

Il primo a dire di no è stato il leader dei Moderati Giacomo Portas, il perché è semplice: un partito che fonda la sua forza sull’effetto trainante dei suoi candidati nelle elezioni amministrative perderebbe un centinaio di portatori di voti oltre alla presidenza del Centro, attualmente roccaforte dei Moderati. Una prima mediazione già è stata fatta: da un incontro tra Fassino e lo stesso Portas la rassicurazione che le circoscrizioni sarebbero passate da sei a sette e così il Centro tornava nelle mani del principale alleato del sindaco, decisivo per approvare un provvedimento tanto importante. Manca un anno e mezzo alle prossime elezioni, ma fatalmente le trattative per riformare l’amministrazione già si fondono con quelle per la spartingaia dei centri di potere. E comunque le garanzie del primo cittadino ancora non bastano. I Moderati restano scettici, lo stesso vale per il consigliere di Sel Maurizio Trombotto, ex presidente di circoscrizione, e nel Pd si usano gli alleati per mascherare qualche perplessità inconfessabile. Inutile negarlo, anche in via Masserano fa comodo poter piazzare nei parlamentini di quartiere una serie di apprendisti politici a 800 euro al mese. Sono gli stessi che poi garantiscono le preferenze ai candidati del Comune di Torino e della Regione. I soldati di cui ogni colonnello o generale ha bisogno per vincere la battaglia elettorale.

 

La sensazione è che ormai ci si è spinti troppo oltre per far saltare ancora una volta il banco, ma allo stesso tempo non ci siano gli spazi per riforme troppo ardite. Così già con la fine dell’anno ha iniziato a circolare la “riformina”, cui nessuno può dire no: riduzione delle circoscrizioni da 10 a 8 tramite l’accorpamento della I con la VIII e della IX con la X, contestuale riduzione dei consiglieri da 25 a 15 ed eventuale limatura al gettone di presenza che oggi è di 60 euro per ogni commissione o consiglio (per un massimo di 14 sedute al mese), quasi il doppio di un consigliere comunale di Grugliasco, tanto per fare un esempio, che prende 39 euro lordi e di sedute, tra consigli e commissioni, ne fa “cinque o sei al mese”. Una proposta simile a quella dei presidenti di circoscrizione che in giunta potrebbe annoverare un sostenitore d’eccellenza come l’ex capogruppo democratico Stefano Lo Russo. Un tentativo di salvare il salvabile o una manovra di disturbo? Di certo c’è che al momento il titolare del Decentramento Gianguido Passoni è deciso ad andare dritto sulla bozza in discussione in Commissione, dove i falchi democratici – Giusi La Ganga e Guido Alunno su tutti – sono pronti a tutto pur di non concedere nulla ai “sostenitori dello status quo”. È evidente che la questione è quanto mai ingarbugliata e con l’avvicinarsi delle elezioni si allontanano le possibilità di vedere approvato il provvedimento. Secondo Passoni, che in settimana vedrà anche il segretario democratico Fabrizio Morri, la deadline è fissata al 30 giugno: “Se prima dell’estate avremo trovato un accordo politico da votare in Consiglio bene”, altrimenti se ne tornerà a parlare nella prossima amministrazione.  

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4 Commenti

  1. avatar-4
    17:40 Mercoledì 14 Gennaio 2015 ide le poltrone in più pagate dai cittadini

    Nel decreto Salva Italia l’articolo 23 al comma 22 introduce un'apposita previsione che individua la decorrenza della disposizione sulla gratuità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione, specificando che la norma non ha decorrenza immediata, ma a partire dal rinnovo dei rispettivi enti.Prevista una deroga nei confronti degli organi di cui all'articolo 2, comma 186, della legge finanziaria 2010, ossia le circoscrizioni di decentramento comunale dei comuni con popolazione superiore a 250mila abitanti.Ora visto che a Torino ci sono 902.000 abitanti circa è logico che gli organi politici di natura elettiva retribuiti con i soldi pubblici diventino 6 oltre quello centrale.902.000/250.000 = 6

  2. avatar-4
    11:46 Giovedì 08 Gennaio 2015 usque tandem Dolore

    E' sempre dolorosa la riduzione delle "cadreghe"..... Comunque 10 o 5 sono sempre servite poco ai cittadini, a parte le anagrafe decentrate, e costate troppo.

  3. avatar-4
    09:22 Mercoledì 07 Gennaio 2015 bombaci BIDONVILLE

    I moderati sono solo la discarica abusiva del partito discarica (PD) principale

  4. avatar-4
    08:17 Mercoledì 07 Gennaio 2015 ordalia2013 MODERATI MA NON NELLA VOGLIA DI POLTRONE

    Quando la democrazia si scontra con gli interessi di bottega….Vorrei vedere se hanno il coraggio di dire che rimangono 10 circoscrizioni ma il mandato è gratuito….

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