FREEDOM

Dalla parte di Uber, senza se e senza ma

I tassisti chiedono al sindaco di emanare un'ordinanza che vieti a Torino il servizio. La politica non privi un’azienda straniera del suo diritto di esercitare un’attività lecita, gli autisti di un’opportunità di lavoro e i torinesi di una straordinaria novità - di R. de CARIA

Il dibattito su Uber, che vedrà impegnati oggi il consiglio comunale e il sindaco di Torino, è una di quelle occasioni da cogliere al volo. Capita davvero di rado, infatti, di avere davanti una questione in cui è così facile distinguere dove sta il giusto e dove lo sbagliato, chi ha ragione e chi ha torto. Ad aver ragione, e a meritare di essere difesi, prima ancora che l’azienda Uber e i suoi autisti, sono i consumatori. I tantissimi torinesi che hanno iniziato ad utilizzare questo fantastico servizio dai prezzi straordinariamente vantaggiosi non meritano infatti di vedersi preclusa l’opportunità di continuare a goderne, da parte di una politica capace di vedere soltanto il proprio orticello elettorale.

 

Se la destra ex missina, ancora nostalgica del ventennio fascista e dei noti fasti a cui condusse il Paese, è sempre stata favorevole al corporativismo, e quindi vicina alla casta dei taxisti; se la Lega, ormai su posizioni lepeniste, attacca qualunque forma di concorrenza, tanto più se proveniente dall’estero; e se la sinistra più a sinistra, tradizionalmente nemica della libertà individuale, ha sempre difeso i monopoli di origine statale come è quello dei taxi, stupisce però il silenzio che ha sin qui caratterizzato tutto il resto dello schieramento politico.

 

Dov’è il centrodestra moderato, riformatore e sedicente liberale, quello che si è riunito di nuovo in questi giorni per lanciare il guanto di sfida ai rossi, ma non è neanche capace di cavalcare una battaglia giusta, in linea con quelle che dovrebbero essere le sue corde, e che potrebbe mettere in difficoltà l’attuale amministrazione?

 

E dov’è il Pd torinese, in tutte le sue millemila anime, che pure dovrebbero essere quasi tutte pro-Uber? Dove sono i residui seguaci di Bersani, ovvero di colui che più di ogni altro in Italia ha tentato, pur tra errori e uno sgradevole retrogusto di lotta di classe, di liberalizzare i servizi? E dove sono i renziani, della prima, ultima o ultimissima ora, che l’ultima volta che ho controllato volevano rottamare tutte le vecchie consorterie, ma poi esitano a disturbare una di quelle che hanno storicamente goduto di più privilegi, come i taxisti? Perché nel Pd ad esporsi sono quasi solo (pochi) esponenti, pur di primo piano come Giuseppe Catizone, che vengono umanamente e politicamente da realtà diverse da Torino?

 

Possibile che il calcolo elettorale renda tutti pavidamente afoni di fronte a questa vicenda? Non c’è proprio nessuno che abbia il coraggio di difendere per una volta il povero consumatore di fronte a una lobby che continua a fregarlo?

 

E non mi si dica che “Uber è illegale”. Non lo è, e prima o poi verrà riconosciuto, non foss’altro perché Uber esercita un’attività economica in maniera del tutto legittima, con transazioni tutte registrate e su cui quindi paga le tasse fino all’ultimo centesimo, e senza che vi sia una legge che le vieti di fare quello che fa (e finché vige il principio, qualche anno fa messo perfino nero su bianco in un testo di legge, che tutte le attività economiche sono lecite finché non ci sia una norma espressa che le proibisce, dovrebbe bastare questo a fugare ogni dubbio).

 

Ma anche qualora uno volesse ammettere, per puro spirito argomentativo, che ci sono dei profili di contrarietà alla legge, non servono Antigone o le solite leggi razziali per ricordarci che le leggi in vigore possono essere ingiuste. Per cui, se davvero ci fosse qualche regola che ostacola Uber, ci si adoperi per cambiarla piuttosto che difendere l’ordine costituito come l’ultimo dei kapò.

 

E se proprio non si vuol ignorare la rabbia dei taxisti, tenendo conto dell’affidamento che hanno fatto, in cambio di un sacco di soldi, nella promessa della politica di tenerli al riparo di qualunque concorrenza, ci si sforzi di inventare qualche soluzione come quella proposta tempo fa, in epoca pre-Uber, dall’Istituto Bruno Leoni, di regalare una licenza ai già possessori, pur di allargare il mercato.

 

Ma la politica non privi un’azienda straniera del suo diritto, garantito dalle norme europee e italiane, di esercitare un’attività lecita; gli autisti di un’opportunità di lavoro onesto e utile, particolarmente preziosa in questi tempi di crisi; i torinesi di una straordinaria novità che a ben vedere non fa neppure veramente concorrenza ai taxi, perché con i suoi prezzi così bassi e il suo modello di business innovativo semplicemente crea un mercato e una domanda che i taxi non coprivano.

 

E da ultimo, la politica sin qui silente, di destra e sinistra, non si scordi di turisti e uomini d’affari di altre città e Paesi, che vengono a Torino e grazie a Uber possono considerarla una città moderna, al passo coi tempi, aperta alle innovazioni e agli investimenti. Vietarla equivarrebbe a piombare nel provincialismo e annullare tanti sforzi fatti per aprire Torino al mondo e far venire il mondo a Torino.

 

Sindaco Fassino, ci pensi bene: se deciderà di ricandidarsi, con questo centrodestra la sua conferma è già al sicuro. Se non si ripresenterà, le importa ancora meno perdere il consenso dei taxisti. In entrambi i casi, quindi, è libero di fare la scelta giusta. Ovvero quella di punire i tassisti violenti, e consentire che le vetture di Uber continuino a circolare per le strade di Torino, facendo accordi con quanti più teatri e esercizi commerciali possibile e onorando come si deve il mai dimenticato slogan “always on the move”.

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24 Commenti

  1. avatar-4
    13:47 Martedì 01 Settembre 2015 End Uber non è soggetta alla Legge 21/92 (part. 1)

    Uber non è soggetta alla Legge 21/92 e neppure a Regolamenti Comunali in materia di trasporto pubblico locale perché opera nel settore mediatico, è semplicemente una piattaforma che mette in comunicazione la domanda con l’offerta e rispetta le normative vigenti in materia. Come è previsto per tutte le Società straniere che operano nel settore paga le tasse, in relazione al 20% del suo introito, nel Paese in cui ha Sede ed è quindi nel lecito, diversamente le avrebbero già fatto chiudere i battenti. Nelle Città dove è attiva Uber crea un indotto in termini di occupazione, innanzi tutto per gli operatori del settore trasporti ed in secondo luogo in termini di stipendi al personale, di affitto immobili, di strumentazione e costi (introito per altri) di gestione, tutto questo comporta un gettito. Per quanto riguarda i driver di Uber Black si tratta di noleggiatori con regolare licenza, certificato di abilitazione professionale ed iscrizione al ruolo conducenti di auto pubbliche. Sia per quanto riguarda loro stessi che le loro auto sono sottoposti a controlli e devono possedere i requisiti necessari. Gli NCC pagano TUTTE le tasse sull’ 80% del loro introito perché tutto avviene tramite carta di credito ed è tracciabile.

  2. avatar-4
    11:55 Martedì 01 Settembre 2015 End Uber non è soggetta alla Legge 21/92 (part. 2)

    I noleggiatori di Uber Black rispettano pienamente la Legge 21/92 in vigore, se mai non rispettano le pesanti modifiche apportate ad alcuni Articoli della stessa dal Comma 29/1 quater che non è mai entrato in vigore e che di fatti è a tutt’oggi sospeso per effetto di D.M. che ne proroga l’applicazione. Alcune Amministrazioni Locali pur di compiacere ai tassisti si comportano come se il Comma 29/1 quater fosse in vigore. La proposta di modificare l’obsoleta Legge 21/92 così come è stata formulata dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti il 21 maggio 2015 ( http://www.autorita-trasporti.it/wp-content/uploads/2015/06/Atto-di-segnalazione_signed.pdf ) si prefigge in sostanza, per quanto concerne gli NCC, di abrogare l’obbligo di avere sede e rimessa nel territorio del Comune che ha rilasciato la licenza e l’obbligo di dover partire per ogni singolo servizio dalla rimessa e di far ritorno ad essa al suo termine. Si tratta cioè di abrogare il Comma 29/1 quater. Uber auspica una riforma della 21/92 ed una regolamentazione del settore. I tassisti vorrebbero mantenere la 21/92 così come è, vorrebbero anzi che alla scadenza della proroga il Comma 29/1 quater entrasse definitivamente in vigore. Anche per quanto riguarda i Driver non professionisti è possibile una regolamentazione e l’istituzione di un Registro.

  3. avatar-4
    13:02 Martedì 30 Giugno 2015 libertà Libertà

    Viviamo in un momento di grande difficoltà economica; inoltre, il diritto invece di tutelare ed affermare le posizioni dei soggetti, si riduce a mero arbitrio in violazione di qualunque interpretazione credibile delle norme. La libertà economica e di iniziativa è offesa insultata, al solo scopo di tutelare rumorose categorie. Cosi procedendo, l'interpretazione del diritto ci condurrà al peggior medioevo, quello che nega autonomia forza al singolo e al suo operare

  4. avatar-4
    23:33 Lunedì 16 Febbraio 2015 kublaikahn Immorale è mettere un privato senza regole accanto ad un pubblico con le mani legate.

    Perdicibacco! (esclamazione) C'è qualcuno che parla di concorrenza e vorrebbe che chi è soggetto alle regole del servizio pubblico si trovasse accanto un concorrente privato senza regole. Poi ha il coraggio di affermare che non c'è ragione al mondo per vietarlo. Pazzesco. Come pensa questa persona che uno possa fare concorrenza, se non può decidere il prezzo del suo servizio, né cercarsi clientela, fidelizzarla e sceglierla? Nella sua città immaginaria, il servizio taxi è inesistente, perché tutti gli autisti hanno una loro particolare clientela. Aeroporto e stazione sono un far west dove chi arriva da fuori non ha tassametri da vedere o tariffe esposte nell'auto. Non sa nemmeno se l'autista che lo porta ha una qualche autorizzazione e se l'auto è in regola con gli standard richiesti, perché in quella città non esistono più taxi da quando chiunque può portare chiunque con una delle decine di app che forniscono tassametro e clientela. Si va come con le tariffe telefoniche, che promettono di farti risparmiare se sei uno che si adatta al profilo tariffario e tu cambi operatore, cambi tariffa, cambi cellulare, ma accidenti continui a spendere più di prima. In quella città un viaggio è un'avventura: c'è chi ha conosciuto l'amore, chi è andato all'ospedale, chi non è mai arrivato dove doveva... Adesso qualcuno comincia a rimpiangere i tempi in cui bastava sedersi su un taxi (vero) e dire l'indirizzo...

  5. avatar-4
    11:22 Sabato 14 Febbraio 2015 Perdincibacco Immorale è trattare il pubblico come fosse privato. I tassisti lo capiscano.

    Lasciamo perdere le considerazioni morali. Non perché non siano importanti, solo perché invocare la morale o la lealtà a difesa di una corporazione arroccata nei suoi privilegi è non solo ridicolo ma anche offensivo. Uber è un servizio privato: non c'è ragione al mondo perché ad esso si applichino i principi del servizio pubblico. Piuttosto sarebbe tempo che si applicassero ai taxi i principi di buona gestione del pubblico, a partire dalla concessione di (molte) nuove licenze (Uccio2, le licenze costano perché sono poche e tramandate di padre in figlio o di amico in amico degli amici da chi le detiene come se anziché licenze pubbliche fossero proprietà private). E certo, occorrerebbe stabilire regole anche per Uber; stabilire regole, non vietare un'attività economica legittima. Si pretendeva lo stesso divieto alla vendita di farmaci nella grande distribuzione; si è giustamente scelto di consentirla e di regolarla. Sappiamo tutti che il risultato è stato un netto vantaggio per i consumatori. I tassisti si adeguino.

  6. avatar-4
    11:19 Giovedì 12 Febbraio 2015 kublaikahn Vi spiego perché Uber è illecito, sleale e immorale. - Parte 2

    PARTE 2 - Nessuno può garantire che al volante ci sia chi ha ottenuto il telefonino di Uber e che l'auto sia quella dichiarata a Uber. Tutto questo non interessa alla ditta americana, perché serve solo a drenare il 20% dei ricavi in Olanda. Ora, ditemi se questa situazione, in cui c'è chi ha obblighi, divieti e controlli accanto a chi non ha nulla, si può chiamare concorrenza. Tutto questo accade - purtroppo - anche con l'elogio di qualche giornalista.

  7. avatar-4
    10:49 Giovedì 12 Febbraio 2015 kublaikahn Vi spiego perché Uber è illecito, sleale e immorale.

    Ci sono diverse cose che Riccardo De Caria omette.Il servizio pubblico taxi è concepito con obblighi e divieti, vediamoli:- Il tassista ha un prezzo imposto dal Comune, che piomba i tassametri. Il tariffario è esposto sul taxi.- Il tassista non può cercare clientela e fidelizzarla, ma aspettare i clienti mettendosi in fila. Perché? Per impedire che, avendo una sua clientela, il tassista eviti di mettersi sulla strada a dare servizio.- Il tassista non può rifiutare una corsa, quindi non può scegliere quelle più redditizie e scartare le altre.- Il tassista ha un'auto ispezionata due volte l'anno, contrassegnata e solo lui può guidarla. Qualunque agente può controllarlo.- Il tassista ha un turno limitato e non può lavorare fuori orario.- Il tassista non può svolgere altra attività lavorativa.Tutte queste regole garantiscono il servizio taxi controllato dai Comuni.Gli abusivi di Uber ignorano tutte queste regole.- Uber adotta un tassametro "fatto in casa" e nessuno sa come funzioni. Il prezzo va su o giù come meglio credono loro e nessuna tariffa è esposta.- Uber ha le mani libere con la clientela che cerca e sceglie come vuole (non è servizio pubblico)- Uber sa prima di partire dove vuole andare il cliente e può rifiutare la corsa se non gli va.- Le auto di Uber sono viste all'inizio, poi viene consegnato il telefonino e a quel punto finiscono i controlli. Nessuno può garantire che al volante ci sia chi ha ottenuto il telefonino di Uber e che l'auto sia quella d

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    00:19 Mercoledì 11 Febbraio 2015 Uccio2 regole italiane sui taxisti

    Io sono per principio a favore della concorrenza. Avete notato quanto è sceso il prezzo del FrecciaRossa dopo l'entrata in campo di Italo?. Nel caso dei tassisti però la cosa è ben diversa. I tassisti per acquistare la licenza hanno speso decine di migliaia di euro a testa, una licenza per guidare il taxi costa un botto, fino ad arrivare ad accendere un mutuo per l'acquisto. Vorrei vedere voi, in qualità di tassista, essere costretto a pagare 50.000 euro per la licenza e poi vedersi soffiare il lavoro da uno qualunque. Come utente mi piacerebbe molto poter usare un servizio come Uber spendendo molto meno per spostarmi, ma vista la legge italiana che regola le licenze dei taxi io sto dalla parte dei tassisti. Ricordo che Bersani tentò di risolvere il problema senza riuscirci però.

  9. avatar-4
    13:23 Martedì 10 Febbraio 2015 Dario66 Sempre i pesci piccoli....

    non me ne voglia l'amico Riccardo, cui rinnovo la più sentita stima ed ammirazione, ma perchè in Itaglia le "liberalizzazioni" devono sempre risolversi in guerre tra poveri? o nella caccia (anzi pesca...) ai pesci piccoli? A Città del Messico, che conta "circa" 24 milioni di abitanti (come 6 volte il Piemonte) hanno risolto i problemi del traffico liberalizzando il trasporto PUBBLICO. chiunque abbia un pulman, pulmino o autobus e la patente per guidarlo può andare in giro, caricare chi vuole e dove vuole e portarlo dove pare a lui, il tragitto della "linea" viene scritto col pennarello sul parabrezza. Il biglietto lo paghi mettendo le monetite in una cassetta dopo averlo contrattato con l'autista. Vorrei tanto vederla in Itaglia, una cosa del genere. Così, davanti a della concorrenza vera, vediamo come se la passano gli stipendifici stile GTT e compari. Best regards....

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    10:11 Martedì 10 Febbraio 2015 versionedibarney se i tassisti in italia

    si comportassero come in ogni altra parte del mondo e cioè:ti caricassero per strada a semplice chiamata, costassero di meno ( molto di meno),facessero davvero l'itinerario più breve (mi è capitato di dover dare io indicazioni altrimenti perdevo l'aereo), non applicassero assurde sovrattasse e non ottenessero vergognosi privilegi come quelli che hanno a Caselle, forse sarebbero meno odiati e non ce ne fregherebbe nulla di Uber....Così stando le cose Uber è la nostra unica speranza e, con o senza di lui, MAI prenderemo il taxi !

  11. avatar-4
    08:49 Martedì 10 Febbraio 2015 Dott. Marco La libera concorrenza deve comunque garantire servizi sicuri per il cittadino.

    Se il disegno di Legge sulla libera concorrenza prevedesse che solo tassisti e NCC possano, senza limitazione alcuna, iscriversi a Uber avremmo risolto il problema,Taxi ed Ncc in base alla Legge (c.d.s. - L. 21 del 1992 - Norme comunali - Leggi fiscali) sono sottoposti a rigorosi controlli che garantisco, sopratutto, il "cittadino utente" sia in relazione all'autista che al veicolo in servizio..Il reclutamento indiscriminato di Uber produce sia una perdita notevole della qualità del servizio ma, sopratutto, un serio pericolo di ordine pubblico in quanto nessuna indagine è svolta nei confronti delle persone che svolgono il servizio stesso.Esempio: un criminale che abbia la patente da tre anni ed abbia un'auto (non sono richiesti requisiti neppur minimi sullo stato della vettura) può svolgere il servizio con Uber ... vi siete chiesti in questo caso i rischi che sta correndo l'Utente?Se si liberalizzasse l'adesione (vietando i vincoli imposti da cooperative, Comuni, ecc.) dei mezzi pubblici già esistenti al servizio offerto da Uber avremmo risolto tutti i problemi!Infatti, guardate cosa è successo in India: una cliente è stata violentata da un autista Uber.A seguito di ciò l’Uber pensa di installare un pulsante anti-stupro sulle auto … per difendersi dai propri autisti … Assurdo!Le Leggi servono a regolamentare i servizi a favore dell’utenza, ecco perchè gli attuali “mezzi pubblici non di linea” (taxi e NCC) sono sottoposti a ferrei controlli e a strette limi

  12. avatar-4
    03:22 Martedì 10 Febbraio 2015 Imperia34 APRITE GLI OCCHI

    Ma possibile che non riusciate a vedere aldilà del vostro naso? Il progetto è chiaro, la grande disponibilità finanziaria di questi soggetti vuole, mediante tariffe stracciate e sottocosto, fare terra bruciata di un'intera categoria di lavoratori cercando di acquise il monopolio dei mercato. Solo allora vi accorgerete cosa vorrà dire richiedere un servizio di notte o quando nevicherà o quando per degli eventi particolari ci sarà parecchia richiesta. Non ci sarà nessun vincolo tariffario, nessun controllo da parte delle autorità comunali e i malcapitati passeggeri verranno scarrozzati al prezzo imposto da questi signori. Informatevi sulle porcherie che stanno combinando negli USA....aprite gli occhi cari signori!

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    22:25 Lunedì 09 Febbraio 2015 finisterrae OGNI NOVITA'

    impone uno strappo alle norme, soprattutto se sono frutto di un quadro statico fondato su corporazioni. I tassisti potrebbero cogliere proprio nell'arrivo di nuovi soggetti lo stimolo e l'opportunità per alleggerire il carico fiscale e burocratico e magari darsi una mossa a innovare il proprio servizio. W Uber

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    21:27 Lunedì 09 Febbraio 2015 Imperia34 EVASIVI

    Le tariffe "meravigliosamente vantaggiose" sono frutto di attività evasiva oltrechè abusiva. Perché non viene specificato che questi pseudo autisti non hanno nessuna P.IVA e non versano i contributi obbligatori INPS? Non pagano INAIL ed inoltre non hanno coperture assicurative adeguate per il trasporto di persone? Non hanno i requisiti necessari fisici e morali certificati da un Ente Statale. Perché invece di continuare con questa campagna denigratoria verso una categoria che si spacca la schiena non ci si domanda come mai i Taxi non pagano il carburante defiscalizzato e non possono accedere a tariffe assicurative agevolate in quanto servizio pubblico?

  15. avatar-4
    20:40 Lunedì 09 Febbraio 2015 Cacasenno Ma se è illegale, come sostengono Fassino e la Tedesco. e se c'è una legge nazionale...

    ...che, asseritamente, sanziona l'illiceità di uberpop, che bisogno c'è di invocare l'intervento del governo ? Basta applicare la norma e fare tabula rasa, come è stato promesso a uno dei tanti "gruppi di pressione" esistenti in questo Paese (le corporazioni erano cose tremendamente più serie) che difendono "privilegi" di diritto divino acquisiti nel tempo.Come mai, invece, si prende tempo, si chiedono colloqui con l'Authority, si invoca il Ministro (dei Trasporti, poi, mentre quello che semmai deve dirimere la questione è quello dell'Interno, visto che si tratta di norme sulla circolazione stradale, almeno quelle sinora applicate), ci si muove quasi con prudenza ? Non è che, invece, non si è poi così sicuridi che pesci pigliare ? E, oltre al Comune, possibile che la Prefettura e le Forze dell'Ordine non abbiano nulla da dire al riguardo ?

  16. avatar-4
    17:41 Lunedì 09 Febbraio 2015 Giuldem Se succede, noi cittadini non prenderemo mai più un taxi!

    Se ce lo tolgono....faremo di tutto, noi cittadini, per non prendere mai più un taxi.A costo di far e la battaglia della vita inventeremo pagine e modi per viaggiare tra privati. Li lasceremo totalmente a secco, i tassisti. Questo deve essere chiaro. Questa volta non ci fregano.

  17. avatar-4
    16:44 Lunedì 09 Febbraio 2015 Maxben Assurdo

    cito il,testo di Riccardo Ruggeri : Il cameo di Riccardo RuggeriNon mi eccita la concorrenza alla Bezos (Amazon) o alla Kalanick (Uber) due tizi che vivono di tangenti di Riccardo Ruggeri editore@grantorinolibri.it @editoreruggeriv Uno degli aspetti più curiosi, per il quale non ho alcuna spiegazione logica, è perché i tassisti siano considerati equivalenti alle streghe di medioevale memoria. È l'unica categoria sociale che gode del disprezzo di tutti: liberisti e liberal in nome del mercato, Sinistra colta e povera perché li considera fascistoidi, il Fisco si accanisce con loro, fa analisi complicate, pur avendo a disposizione il tassametro, le élite politico-intellettuali parlano disgustate sia delle loro auto, sia dei loro fiati, i «professoroni» li prendono come cavie per dimostrare, in negativo, cervellotiche teorie economiche. Pare che debbano guardarsi persino dai vigili urbani, oltre dagli orrendi ciclisti che si sono impossessati delle città, compiendo impunemente, ogni tipo di reato.Io sono fermo a una analisi di mio papà (valore zero, essendo lui un semplice operaio antifascista) che ascriveva a merito di Mussolini, oltre alle colonie elioterapiche per i bambini, all'architettura pubblica del Piacentini, agli investimenti sull'igiene, pure la creazione della corporazione dei tassisti. Negli anni '20-30 assegnò le prime licenze per le auto pubbliche a ex detenuti per un loro definitivo ricupero sociale, visto che nessuno voleva assumerli.

  18. avatar-4
    11:54 Lunedì 09 Febbraio 2015 bellainrosa75 la verità

    Uber non paga un euro di tasse il cash corrispondente al servizio svolto dagli NCC, viene prelevato dalla carta del cliente e finisce direttamente sul C/C di Uber in Olanda. - Periodicamente UBER accredita il denaro sul C/C che l' NCC ha accumulato nel frattempo, TRATTENENDENDOSI il 20% (che è la sua commissione per il servizio). - Quel 20% di commissione (niente male) è il PROFITTO che Uber ha REALIZZATO IN ITALIA ma che conferendolo a Uber BV (Olanda), permette di NON PAGARE IMPOSTE in ITALIA. Da lì inizia la danza del denaro che zompettando prima dall'Olanda all'Olanda poi alle Bermuda e nfine in Delaware azzerando ogni tassazione! I driver che nel caso di Torino sono tutti POP quindi privi di ogni autorizzazione ad effettuare un servizio di trasporto pubblico,secondo te pagano inps inail e camera di commercio ??fanno gli schiavi solo xche' sono in nero sveglia!! e quando UBER avra'eliminato i taxi sara' libera di imporre i prezzi anche piu' alti (come gia' succede quando la richiesta di driver uber aumenta)e eliminare i driver usando macchine automatiche sulle quali stanno gia' lavorando!!!

  19. avatar-4
    11:35 Lunedì 09 Febbraio 2015 Malia La sagra dell'ipocrisia

    Incredibile.. Cioè la casta sarebbero i taxisti e non le corporazioni (banche Google Amazon) che sono dietro a tutto questo? Rispettino le regole, e se nonostante questo saranno ancora in grado di mantenere i prezzi, allora avrete ragione, contrariamente, a distanza di tempo, saranno i cittadini a sanare l'ennesima voragine finanziaria.

  20. avatar-4
    10:17 Lunedì 09 Febbraio 2015 versionedibarney come si permettono

    i tassisti di condizionare la nostra vita per mantenere privilegi che non esistono in nessuna parte del mondo? il Comune dovrebbe incentivare l'uso di mezzi alternativi all'auto privata, visto che il traffico e l'inquinamento sono ai massimi storici, i parcheggi in centro sono stati cancellati ed i mezzi pubblici non sono sufficienti alla richiesta di mobilità. Se vogliamo che la gente vada a teatro ed a cinema, dobbiamo lasciar vivere Uber !

  21. avatar-4
    10:03 Lunedì 09 Febbraio 2015 El Chè Gentile Riccardo,

    con questo accorato articolo pro uber, si è sicuramente assicurato, vita natural durante, il trasporto gratuito dentro e fuori torino, sulle autovetture Uber.Resta solo da stabilire con quale dei due servizi attualmente a disposizione, ovvero Uber Black (piu caro dei taxi, macchine di lusso, prezzo che varia a secondo delle situazioni, gestito da Ncc che violano le attuali leggi in vigore 21/92),oppure, e credo sia questo il suo, il più economico Uber Pop (privati possessori di auto, senza nessun titolo e nessun controllo, che attulamente oltre alla gia citata 21/92 violano una lunga serie di norme del c.s. che li mette a rischio di multe salate e sequestro di carta di circolazione e auto).Complimenti per la trasmissione ....

  22. avatar-4
    09:34 Lunedì 09 Febbraio 2015 lelle76 concorrenza secondo le leggi

    L'azienda straniera ha tutto il sacrosanto diritto di svolgere la sua attività(trasporto e non fantasiose declinazioni di tale settore) mettendosi in regola,cosa che non intende fare come ribadito le settimane scorse a Bruxelles,secondo le norme vigenti in materia di trasporto pubblico non di linea(questa è la sua attività)e regolarizzando la posizione dei suoi drivers da un punto di vista contributivo,assicurativo e dei requisiti richiesti dalla legge per svolgere tale attività...

  23. avatar-4
    09:34 Lunedì 09 Febbraio 2015 lelle76 concorrenza secondo le leggi

    L'azienda straniera ha tutto il sacrosanto diritto di svolgere la sua attività(trasporto e non fantasiose declinazioni di tale settore) mettendosi in regola,cosa che non intende fare come ribadito le settimane scorse a Bruxelles,secondo le norme vigenti in materia di trasporto pubblico non di linea(questa è la sua attività)e regolarizzando la posizione dei suoi drivers da un punto di vista contributivo,assicurativo e dei requisiti richiesti dalla legge per svolgere tale attività...

  24. avatar-4
    08:42 Lunedì 09 Febbraio 2015 usque tandem solito

    Solite lobby, soliti comportamenti delle solite componenti politiche. Tutti progressisti a parole....

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