REDDITOMETRO

Una barca (di soldi) per l’on. Vitelli

Il patron di Azimut è il parlamentare piemontese più facoltoso, ma nonostante produca centinaia di yacht non possiede neppure un gommone. Lievitano i conti correnti di neo deputati e senatori. La renziana Bonomo da mille a 80mila euro. Ecco i redditi

La notizia è che il deputato di Scelta Civica Paolo Vitelli, patron di Azimut, non ha neanche una barca. L’uomo degli yacht non possiede manco una bagnarola. Almeno non figura dalla dichiarazione patrimoniale dei nostri parlamentari, pubblicata sui siti di Camera e Senato. Si può consolare comunque con il reddito di gran lunga più alto rispetto a tutti i suoi colleghi piemontesi: più di 1,5 milioni nel 2014, sestuplicato rispetto all’anno precedente e poi che te ne fai di una barca quando in garage di aspetta una Porsche? E se Vitelli vince a buon diritto la palma di Paperone tra i deputati e senatori piemontesi, tra gli altri onorevoli del Piemonte in pochi possono lamentarsi. Perché  gratta gratta, alla fine, trovarne uno, specie tra le matricole, che andando a Roma ci abbia rimesso è peggio che cercare il proverbiale ago nel pagliaio. Una differenza visibile a occhio nudo soprattutto tra i grillini, molti dei quali quasi non avevano uno stipendio prima di approdare in Parlamento: il senatore Alberto Airola nel 2012 (dichiarazione 2013) aveva guadagnato 6.525 euro, la deputata Silvia Chimienti superava di poco i 10mila. Particolare il caso del novarese Carlo Martelli: nel 2012 s’era messo in tasca 2.842 euro, in compenso possiede tremila azioni del Banco Popolare, 200 di Eni e 100 di Enel. La deputata renziana Francesca Bonomo quello che ha guadagnato in tutto il 2012 oggi lo ottiene con meno di una settimana di lavoro.

 

E se il deputato cuneese Mino Taricco appare come una sorta di latifondista della Granda con una sfilza di terreni che tiene un’intera pagina, la collega torinese Paola Bragantini cede la proprietà di mezzo appartamento per acquistarne finalmente, ora che è onorevole, uno intero. Sul fronte destro il forzista Bruno Archi spazia a tutto campo per le quattro ruote: ha una Maserati Gt, ma anche una Fiat 500. Proverbiale morigeratezza monregalese per il viceministro Enrico Costa (Ncd) che per sostituire la vecchia Bmw 320 non è andato oltre una Mercedes Classe A, altro che la democratica Elena Ferrara, che nel 2012 ancora possedeva una vecchia Volvo del 1993 e per fortuna che l’anno dopo sono arrivati i rottamatori. C’è poi chi, temendo evidentemente di cadere in disgrazia politicamente, si dà all’imprenditoria: è il caso del leghista Stefano Allasia che costituisce la società “Pane e Salame”.  Tra i pochi che ad approdare in Parlamento si può dire ci abbiano rimesso c’è il senatore democratico Federico Fornaro, costretto a dimettersi, con l’elezione a Palazzo Madama, da tutti gli incarichi nei cda di banche e fondazioni, passa da 211mila a 177mila euro. Infine, se qualcuno dovesse trovarsi dalle parti di Bruxelles e non sapesse dove andare a dormire può chiedere asilo a Giovanni Susta, figlio dell’onorevole Gianluca, ex Scelta Civica tornato nell’ovile Pd: possiede 75 metri quadri nella capitale belga e pare che in questi anni abbia già più volte ospitato il padre, quando sedeva sugli scranni dell’europarlamento. 

 

I redditi dei deputati piemontesi

I redditi dei senatori piemontesi

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4 Commenti

  1. avatar-4
    14:03 Lunedì 09 Marzo 2015 usque tandem In effetti

    Francesca Bonomo, Alberto Airola, Silvia Chimienti, Carlo Martelli hanno un reddito antecedente curioso, inoltre non concorda neanche con i loro curriculum professionali, chissà di cosa vivevano, sulle panchine di Porta Nuova non li ho mai visti. Mah, come siamo malpensanti Silvio...

  2. avatar-4
    13:40 Sabato 07 Marzo 2015 silvioviale CURIOSITÀ

    Curiosità. Come campavano nel 2012 Francesca Bonomo, Alberto Airola, Silvia Chimienti o Carlo Martelli. Solo in riunioni gli costava di più. Ovviamente, senza alcun spirito polemico, altrimenti direi "mantenuti".

  3. avatar-4
    10:15 Sabato 07 Marzo 2015 daniele galli cui prodest

    non capisco lo spirito dell' articolo,almeno che non si desiderino deputati tutti maggiorenti in un Parlamento dove ci si va impegnando le proprie risorse o quelle delle lobby di appartenenza. Occorrono viceversa integrità qualità e capacità nell'azione di rappresentanza, di fatto caratteristiche che i partiti non gradiscono, che poi fra gli attuali nominati ci siano persone senza curriculum lavorativo (quindi reddito) non è motivo disarmonico ma concreta rappresentanza di una crescente prercentuale del nostro sistema sociale.

  4. avatar-4
    09:34 Sabato 07 Marzo 2015 lancillotto Fare squadra

    Entrare in politica è un ottimo investimento!ed è possibile inserire anche i propri famigliari senza passare dal notaio.

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