S&P declassa Torino: rating A e outlook negativo

Ancora brutte notizie dalle agenzie internazionali. Preoccupa l'elevato tasso debitorio di Palazzo Civico e soprattutto vengono ritenute poco convincenti le misure di rientro

CASSE VUOTE in Municipio

Standard & Poor's conferma il declassamento del rating sul debito di lungo termine del Comune di Torino da A+ ad A, ma rispetto al report diffuso a fine maggio scorso, l’outlook da stabile è diventato negativo.  Ciò significa che per la nota agenzia l’affidabilità sull’orientamento di medio-lungo periodo è peggiorata. Nella precedente rilevazione è stato sottolineato che la preoccupante situazione in cui versano le casse di Palazzo Civico riflette in modo particolare la persistente accumulazione di debito finanziario riscontrata nel 2006 (sebbene ad un tasso di crescita inferiore rispetto agli ultimi tre anni) esercitando un’ulteriore pressione sul già elevato debito finanziario residuo causato dagli investimenti infrastrutturali per i Giochi invernali. Giudizio confermato anche da un’altra società di rating, la Fitch.

 

Ma oltre su Torino la scure di Standard & Poor's si abbatte su altre dieci città, province e regioni italiane. Dopo il taglio del giudizio sul debito sovrano della scorsa settimana, ha abbassato la sua valutazione da A+ ad A e mantenuto l’outlook negativo per la città di Bologna, la provincia di Mantova, la regione Marche, la provincia di Roma, la regione Sicilia, la regione Emilia-Romagna, la regione autonoma del Friuli-Venezia Giulia, la città di Genova, la regione Liguria, la città di Milano e la regione Umbria. S&P ha annunciato inoltre di aver declassato il rating di lungo termine sui titoli emessi dalla regione Umbria con scadenza al 2017, 2018 e 2019, dalla regione Marche con scadenza al 2018 e dalla regione Sicilia con scadenza nel 2016.

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