GLORIE NOSTRANE

Politica addio, Vitelli tira i remi in barca

Il patron di Azimut presenta le dimissioni da deputato di Scelta Civica. All'origine della decisione l'esigenza di dedicare maggior impegno all'azienda e l'insoddisfazione per il lavoro parlamentare. Gli succede Baradello che però lascerà i montiani

Paolo Vitelli abbandona il Transatlantico e torna agli yacht. L’avventura parlamentare del re della nautica italiana di lusso è finita: torno ad occuparmi dell’azienda, ha detto ai colleghi di Scelta Civica. E dietro alla decisione, comunicata formalmente con una lettera alla presidente della Camera Laura Boldrini in cui si fa riferimento a “motivi personali”, ci sarebbe davvero l’intenzione di tornare al timone dei cantieri Azimut di Avigliana, in un momento delicato in cui – complice la crisi – la presenza costante del patron ora è considerata indispensabile, soprattutto se confermate le voci di una possibile cessione (rumors che in serata vengono smentiti dalla società stessa). Ma dietro le dimissioni ci sarebbe anche una delusione – come raccontano gli stessi deputati a lui più vicini – maturata nel corso dell’esperienza parlamentare: tempi infiniti per assumere decisioni rispetto a quanto accade in un cda di un’azienda e poi anche quell’essere, in fin dei conti, uno dei tanti peones nei palazzi della politica quando là fuori, nel mondo dell’imprenditoria, la sua è sempre stata una figura di primo piano gli hanno tolto entusiasmo giorno dopo giorno.

 

Nessun dissidio interno alla ridotta montiana, anzi, piena lealtà al gruppo e al centrosinistra per un esponente che pure è sempre stato annoverato tra i sostenitori del fronte opposto. Per essere effettive le dimissioni devono essere votate dall’aula, presumibilmente dopo la pausa estiva. Nel frattempo a Torino c’è già chi è deputato in pectore: è Maurizio Baradello, l’uomo della Sindone, colui che ha guidato il Comitato per l’Ostensione  (come era già avvenuto nel 2010). Primo dei non eletti, 54 anni, ingegnere con esperienze in Alenia, Baradello da una decina d’anni è dirigente del Comune di Torino, ma il suo nome è legato soprattutto al suo ruolo organizzativo, ma anche di relazioni, nell’ambito delle due ultime ostensioni del Sacro Lino. Per alcuni anni è stato responsabile dell’associazione dei salesiani cooperatori, socio fondatore dei Volontari internazionali per lo sviluppo, classificato come un  appartenente al “partito” della Comunità di Sant’Egidio, il potente movimento che esercita azione (para)diplomatica in tutto il mondo, collegato con Scelta Civica attraverso l’ex ministro di Monti Andrea Riccardi.

 

Un legame quello tra Riccardi e Baradello rafforzato anche dal comune impegno sul fronte della cooperazione internazionale, settore di cui si occupa il futuro onorevole a Palazzo di Città. Lui, per ora non commenta, voci accreditate danno, tuttavia, per certa la sua adesione a Democrazia Solidale, il movimento creato – dopo l’ennesima spaccatura in seno agli ex Monti boys – dal viceministro all’Agricoltura, il cuneese  Andrea Olivero, insieme a Lorenzo Dellai e Mario Giro. La via sembra dunque tracciata e porta al Pd, dove già sono confluiti altri ex montiani a partire dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini a Linda Lanzillotta, solo per citarne alcuni. Il grande organizzatore dell’Ostensione, l’uomo della potentissima Comunità di Sant’Egidio, potrebbe dunque accrescere le fila dei parlamentari dem piemontesi. Per ora sarà da vedere se Baradello sostituirà il suo predecessore anche in Commissione Finanze. Più delicata la scelta dell’altro ruolo ricoperto dal patron di Azimut, quello di membro del Copasir, il comitato di controllo sui servizi segreti.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    21:25 Giovedì 16 Luglio 2015 Due ruote Una notizia bella e una brutta

    In parlamento escono le barche ma entra la sacrestia!

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