RETROSCENA

Farinetti secondo Matteo (l’apocrifo)

Dalla Leopolda all’ampolla. Raffreddati i rapporti con Renzi, il patron di Eataly pare non disdegni le lusinghe del leader leghista Salvini. Al punto da essere invitato al rito padano alla sorgente del Po. Affinità in difesa dell'agricoltura italiana

Bye bye Matteo. Hello Matteo. Dalla Leopolda  all’ampolla, la nomination all’Oscar – inteso come Farinetti – tradisce Renzi e premia Salvini. Che l’idillio tra il segretario-premier e il creatore di Eataly fosse finito da qualche tempo, lo si sapeva. Scoprire, però, che il gastronomo del renzismo, servito in tutte le salse e su tutti gli schermi, ricevesse – e non rifiutasse - addirittura l’invito a partecipare al rito leghista alla sorgente del Po ha lo stesso effetto di vedere un vegetariano disdegnare da un giorno all’altro anche solo una carota, affondando coltello e denti in una fiorentina. La notizia è certa, confermata allo Spiffero da autorevoli fonti di via Bellerio. Meno sicura, anzi ad oggi assai improbabile,  la partecipazione di Oscar Farinetti al rito padano. Non certo per riluttanza: l’invito pare sia stato accolto con l’entusiasmo riservato all’ennesima apertura di un negozio Eataly e sarebbe solo una serie di impegni all’estero a impedire, il 12 settembre prossimo, all’imprenditore langarolo di salire al Pian del Re.

 

Non si esclude una sorpresa, per Salvini sarebbe un colpo da maestro. Non certo saltato fuori così, per caso. L’idea di far salire Farinetti sul palco alle pendici del Monviso, arriva da lontano e racconta un pezzo di storia della politica sotterranea dei lumbard, pronti a minare il renzismo, proprio con uno dei suoi (ex) baluardi e cantori più noti. Fino a poco più di un mese fa il rischio o, per alcuni, l’opportunità che il Piemonte dovesse tornare al voto in seguito al pronunciamento del Tar sulle firme false aveva fatto scattare tutti gli allarmi nelle segreterie dei partiti. La Lega, che aveva visto il suo governatore Roberto Cota cadere anzitempo proprio per un’analoga vicenda, aveva preso a organizzarsi. Dai vertici del Carroccio, tra le varie strategie da mettere in campo, era emersa anche quella di trovare – oltre a candidati spendibili e capaci di far dimenticare le mutande verdi – una serie di figure, sorta di testimonial, da fare da supporter e se questo fosse stato un ruolo troppo impegnativo per alcuni, beh Salvini e i suoi si sarebbero accontentati che nomi e volti noti non avessero sparato loro addosso.

 

Nello stesso periodo le antenne parlamentari e degli ambienti attenti a monitorare quel che accadeva dalle parti del Nazareno e di Palazzo Chigi avevano segnalato il gelo sempre più palese, anche se ufficialmente negato, tra Renzi e Farinetti. Un’occasione da cogliere. E poi già l’anno scorso lo stesso leader leghista, sempre meno “secessiun” e sempre più Italia che lavora, un piccolo endorsement lo aveva fatto. Era dicembre e già montava la polemica dell’appalto senza gara a Eataly per l’Expo, la stessa che in qualche modo avrebbe reso più tesi i rapporti con il premier, stretto in una situazione di un certo quale imbarazzo.  “Io con Farinetti non ho mai avuto rapporti e per lui non ho nemmeno simpatia, visto che è il classico benpensante di sinistra radical chic. Però – aveva ammesso l’uomo della Ruspa - se il tema dell’Expo è il cibo, mi sembra che qualcosa da dire in materia ce l’abbia. Insomma meglio Eataly che McDonald’s “.

 

Passano i mesi, scatta l’operazione Piemonte, ma alla fine il Tar salverà Sergio Chiamparino. Il quale, l’altro giorno, dopo un’arrampicata sul Monviso con un gruppo di suoi fedelissimi, è andato a mangiare la polenta proprio nel rifugio dove a settembre i giovani padani rinnoveranno il loro giuramento. Il governatore dem resta saldo, la Lega deva rinviare i propositi di rivincita in Piemonte, ma il canale tra Salvini e Farinetti aperto da ambasciatori di via Bellerio, resta una risorsa. Tanto più se il tema conduttore dell’adunata padana alla sorgente del Po sarà, come voluto dal capo, la difesa dei prodotti italiani, la filiera agricola a chilometro zero. Chi meglio dell’inventore di Eataly, graditissimo ospite da accogliere in un mare di camicie verdi come una sorta di figliol prodigo dopo la dissipazione di ogni aggettivo elogiativo verso Matteo, quell’altro?

 

Per i non addetti ai lavori, per il grande popolo elettore, magari un po’ distratto e non insospettito dall’assenza di Oscar dai talk show politici, l’effetto sarebbe ancora maggiore: l’amico di Renzi, l’imprenditore di successo, uno dei primi a scendere in campo per il Rottamatore, a fianco di quei leghisti che erano poco più che ragazzi quando Bossi, Tremonti e Calderoli non mancavano la tradizionale cena degli ossi, a base di maiale, lenticchie, fagioli con la cipolla, soppressa, salame di camoscio. Roba per palati forti, altro che felpe. Che ce ne sia una pronta, personalizzata Eataly, roba da Oscar, insomma? Vedi mai che facesse la sorpresa.

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6 Commenti

  1. avatar-4
    16:14 Sabato 15 Agosto 2015 LuigiPiccolo Tutto chiaro ?!

    Il nuovo soggetto sociale delinea la verifica critica degli obiettivi istituzionali con il superamento delle difficoltà ad assimilare processi esogeni concretizzando, in tempi brevi, la realizzazione di un tessuto produttivo fatto di piccole e medie ipotesi !!

  2. avatar-4
    14:20 Venerdì 14 Agosto 2015 daniele galli saggezza popolare

    anche l' apolosto Paolo cosi apostrofava "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei" vale sempre anche oggi.

  3. avatar-4
    09:22 Venerdì 14 Agosto 2015 Veritas2015 Da casapound a Farinetti

    Il problema non è Farinetti che viene in lega e Salvini che lo vuole in lega !

  4. avatar-4
    23:59 Giovedì 13 Agosto 2015 Baskettaro mai

    se lo tenga il Pd sto paraculo comunista.

  5. avatar-4
    09:38 Mercoledì 12 Agosto 2015 l'osservatore Calma : prima chiedere a Cantone

    mi auguro che la Lega abbia assunto ampie garanzie sulla correttezza di quanto avvenuto all'expò circa l'affidamento diretto senza gara al renziano di ferro Farinetti, di 8000 mq per la ristorazione e vendita dei suoi prodotti. Una grave violazione dei diritti di persone e società che avrebbero voluto e potuto partecipare alla gara d'appalto.

  6. avatar-4
    08:36 Mercoledì 12 Agosto 2015 Wlalega2015 E tutti zitti ... Grande lega

    E adesso tutti quei leghisti che sputavano veleno su Farinetti dicendo da Italy proibito entrare .... Espulsione pronta ! Come il solito servilismo leghista tutti zitti e .... W Farinetti grande Farinetti.

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