AMBIENTE & AFFARI

Inceneritore, la Regione stoppa Iren

Nel piano dei rifiuti di prossima approvazione non è previsto il secondo impianto contemplato invece dallo “Sblocca Italia”. La multiutility avrebbe individuato Vercelli come sito ideale, anche per questo acquisirà la municipalizzata Atena

La Regione Piemonte stacca la spina a Iren. Non vi sarà un secondo inceneritore, nonostante la cosiddetta legge “Sblocca Italia” preveda la costruzione di 12 nuovi camini in dieci regioni, tra cui appunto il Piemonte. Prospettiva che ha allettato la multiutility presieduta da Francesco Profumo, nei cui bilanci la voce “rifiuti” è destinata a pesare in misura sempre più crescente. “Di inceneritori ne abbiamo uno e ci basta: il termovalorizzatore del Gerbido, alle porte di Torino, brucia quasi 416 mila tonnellate di rifiuti l’anno. Non ne sono previsti altri”, ha sentenziato Sergio Chiamparino, che di quell'impianto è stato tra i fautori principali. In attesa che la questione venga trattata al tavolo della Conferenza Stato-Regioni, l'assessore Alberto Valmaggia sottolinea la posizione della giunta, contenuta nel Piano regionale dei rifiuti, licenziato dall'esecutivo e attualmente in discussione nella commissione Ambiente di Palazzo Lascaris. “La nostra priorità – spiega allo Spiffero – è quella di ridurre la produzione a monte, portando la raccolta differenziata sul territorio regionale dall'attuale 52% al 65%, come peraltro ci impongono gli standard europei”. Al massimo, continua l'esponente del governo piemontese, è ipotizzabile un incremento della potenzialità dell'impianto esistente e del cementificio Buzzi di Robilante, in provincia di Cuneo, che, sin dagli anni '80, recupera rifiuti nel ciclo di produzione, e dove è possibile integrarne la funzione.

 

Iren, dal suo canto, vorrebbe realizzare nuovi termovalorizzatori in quell'area, il Nord Ovest, che considera un po' il suo cortile di casa. per la Liguria i progetti sembrerebbero più fattibili, almeno sulla carta: sull'onda delle recenti polemiche sui rifiuti che Genova non riesce a smaltire, è lo stesso Comune capoluogo a pensare ad un termovalorizzatore. Il piano è di cedere a Iren il 49% della municipalizzata Amiu, per poi assegnarle il compito di edificare il nuovo forno per i rifiuti. In Piemonte, nonostante le resistenze, ci proverà comunque attraverso l’acquisizione della società di Vercelli Atena, che già partecipa col 40% del capitale. Iren offrirà 50 milioni di euro per la ricapitalizzazione della società, ma in cambio vuole portare la propria quota oltre il 50% e potrebbe anche pretendere che Vercelli si candidi per ospitare il nuovo inceneritore piemontese.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    18:22 Giovedì 20 Agosto 2015 antonio barbaro Non voglio più essere un POSACENERE

    Il piano regionale dei rifiuti predisposto dalla Giunta è assolutamente pro-incenerimento. Una percentuale di RD del 65% al 2020, quando la legge prevedeva il raggiungimento di tale percentuale al 2012. Quindi un piano regionale per nulla innovativo e sfidante bensì "vivacchiante" per giustificare la presenza di un inceneritore anche nei prossimi decenni.

Inserisci un commento