ECONOMIA & LAVORO

La ripresa dopo la grande ecatombe

100mila posti di lavoro persi in Piemonte. È il prezzo della crisi in Piemonte. Chiamparino: “Un enorme stock di capitale umano da ricostruire”. Ci sono però segnali positivi e l’auto continua ad essere un asse portante dell’economia

“Il Piemonte ha perso oltre 100.000 posti di lavoro tra il 2008 e il 2014. Si tratta di un enorme stock di capitale umano da ricostruire, continuiamo ad avere delle code”. È il conto della crisi che il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ha illustrato al convegno sulla trasformazione del sistema industriale piemontese organizzato dalla Fondazione Ugo La Malfa. “Ci sono segnali di ripresa anche in Piemonte – ha osservato – soprattutto da parte delle piccole e medie imprese che hanno avuto una performance migliore delle stesse realtà in altre regioni, come Lombardia ed Emilia, ma con una ricaduta inferiore a livello di Pil e di occupazione perché sono cresciuti molto meno i servizi collegati alla grande impresa e le funzioni direzionali dei grandi gruppi. Cercheremo come Regione di creare punti di riferimento che consentano di potenziare una logica di sistema con il mondo della finanza e della conoscenza per rafforzare la politica di investimento dei grandi gruppi”. Secondo Chiamparino, “bisogna agire per attrarre investimenti, favorire l’innovazione legata alla manifattura, rafforzare la logistica”.

 

In questo quadro la manifattura, e in particolare la filiera dell’automotive, resta un asse portante. “Per l’auto si stanno aprendo prospettive nuove che fino a qualche anno non si potevano immaginare. il Piemonte e l’Italia sono al centro della strategia di Fca”, ha affermato Alfredo Altavilla, responsabile Emea del gruppo, “il Piemonte è la regione guida, unico territorio del mondo Fca insieme a Detroit dove sono concentrati tutti i processi di ricerca, sviluppo e produzione automotive, punta di diamante della nostra strategia Premium”. Altavilla ha ricordato che in regione lavorano più di 28.000 persone nel gruppo.  “La prossima primavera inaugureremo a Torino, in corso Settembribi, la Regional Wcm Academy per diffondere le migliori pratiche maturate attraverso l’approccio Wcm e promuovere la cultura del miglioramento continuo a tutti i livelli dell’organizzazione”. La Wcm Academy “è stata completamente finanziata da Fca senza un euro di contributo pubblico”. Altavilla ha aggiunto che Fca sta lavorando anche al progetto di “Università automotive del futuro”.

 

Segnali positivi provengono dai brand del gruppo. “Grazie al contributo della Ghibli in due anni le vendite di Maserati sono cresciute del 240%”, ha aggiunto  Altavilla -. Abbiamo ristrutturato i nostri impianti italiani per produrre qui Maserati Quattroporte e Ghibli, Jeep Renegade, un pezzo della famiglia 500 e la nuova Giulia. Anche tutta la futura gamma di Maserati e Alfa Romeo sarà fabbricata in Italia. Sposando la tecnologia italiana e l’immagine del Made in Italy contiamo di esportare una buona parte dell’output di questi modelli”. Per Maserati i programmi “sono totalmente rispettati, confermiamo la produzione a Mirafiori del suv Levante nel primo trimestre 2016″. Brutte notizie, invece, dal fronte asiatico: “Siamo preoccupati – ha concluso – dell’andamento del mercato cinese, che era diventato il primo mercato di destinazione della Maserati. Confidiamo che sia un fattore temporaneo”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    21:09 Giovedì 12 Novembre 2015 Rotolandoversonord Producete auto elettriche...

    Producete auto elettriche, il design lo sapete fare, le batterie si può imparare...

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