Acqua Santanna
FELUCA NOSTRANA

Dasvidania tovarish Piero

Fassino è la star del secondo seminario italo-russo promosso a Torino. Chiede un consolato onorario sotto la Mole e voli per Mosca e San Pietroburgo. Il richiamo della Madre Russia. Altro che arrivederci. Bentornato compagno!

Dasvidania tovarish! Ma per il compagno Piero non si tratta di un arrivederci, piuttosto di un bentornato. Perché se è vero che al vertice della Farnesina non è mai riuscito ad arrivarci, dovendosi accontentare (si fa per dire) del sottosegretariato nel primo governo Prodi e guidando poi il dicastero del Commercio con l’estero nel primo e secondo esecutivo D’Alema, la passione internazionale e lo sguardo rivolto al mondo non hanno mai abbandonato Piero Fassino. Né, lui, le ambizioni di tornare sullo scenario globale con un ruolo più lontano dalle questioni casalinghe e più vicino ai grandi temi planetari. Non sorprende, quindi, l’annuncio fatto oggi circa la concreta possibilità di avere presto una rappresentanza consolare, sia pure onoraria, sotto la Mole. “Questa mattina ho proposto all'ambasciatore Sergey Razov l’opportunità di avere il consolato onorario russo a Torino, perché credo sia opportuno avere una rappresentanza diplomatica permanente nella nostra città che ha un ruolo importante nelle relazioni fra i nostri due Paesi alle quali vogliamo dare ulteriore impulso” ha detto il sindaco a margine del secondo seminario italo-russo promosso da Conoscere Eurasia, Unione Industriale di Torino, il St. Petersburg International Economic Forum Foundation in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

 

La risposta, sostanzialmente positiva, arrivata immediatamente dal capo della diplomazia di Putin in Italia – “è una proposta fattibile e faremo il possibile perché si realizzi” – lascia intendere che quella di Fassino non è stata una sortita improvvisa, ma molto probabilmente n qualcosa che assomigli a un preannuncio ufficiale, frutto di contatti e relazioni che il primo cittadino coltiva e non disdegna di mettere a frutto per la città e non di meno per la sua ricandidatura, che di fatto ha accettato sia pure un po’ di malavoglia. Nessun balzo verso incarichi di portata internazionale, questo ormai appare chiaro, così come deciso a Palazzo Chigi e al Nazareno dove la figura del Lungo viene ritenuta essenziale per non correre (o ridurre al minimo) rischi alle comunali del prossimo anno. Una strada bloccata che, tuttavia, non impedisce a Fassino, sia pure (o, come in questo caso, soprattutto) in veste di sindaco di tessere e rafforzare relazioni con l’estero.

 

A testimonianza di ciò, oltre alla richiesta della rappresentanza consolare e dell’attivazione di voli diretti da Caselle verso Mosca e San Pietroburgo, Fassino ha speso parole che vanno oltre quelle che ci si aspetterebbe da un sindaco, sia pure di una grande città. “Il summit G20 di Antalya sotto l'incalzare degli eventi drammatici di Parigi può segnare una nuova fase nelle relazioni internazionali e in quelle tra la Russia e tutti i principali attori dello scenario politico globale. – ha detto - Queste vicende sollecitano la comunità internazionale a trovare un grado di coesione maggiore e di superamento delle logiche nazionali. Siamo in una fase evolutiva e dinamica che va nella direzione di una maggiore cooperazione a partire dalle relazioni economiche”. Parlando (quasi) da ministro degli Esteri ha aggiunto come ci sia “un nuovo quadro intenso di relazioni bilaterali tra Italia e Russia che è un’opportunità per i nostri Paesi ma anche per i rapporti multilaterali con l’Unione Europea” ed è pure intervenuto sullo scenario internazionale e le opzioni per combattere il terrorismo islamista: “Bisogna esser chiari. Non è che disconosco il ruolo della politica, della diplomazia. C'è spazio e ci sarà sempre spazio per questo. Ma contro il terrorismo non c'è indugio che tenga. Dunque non va escluso che accanto ai tentativi politici e diplomatici si possa immaginare o sia addirittura auspicabile un intervento militare, ovviamente autorizzato e coordinato dall'Onu, che è l'organismo internazionale nel quale tutte le nazioni si riconoscono”. Rubando alla Lega la scena e il ruolo di principale alleato e sostenitore di Valdimir Putin in Italia, Fassino coglie l’occasione del forum per riaffermare la sua figura di politico con proiezioni e (non meno) ambizioni internazionali. Lo fa con la vecchia Grande Madre Russia, con il plenipotenziario del nostro Paese di quel Putin amico di Berlusconi e oggi difeso contro le sanzioni occidentali da Matteo Salvini. E poi chissà che il giorno in cui il Lungo deciderà di lasciare la politica non possa realizzare, almeno in parte il suo sogno internazionale, diventando il console onorario. Il physique du rôle di Richard Gere non se lo può dare, per il resto potrebbe essere una storia tutta da scrivere.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    16:22 Martedì 17 Novembre 2015 silvio CHI PAGA I DANNI ?

    Se il Governo e il PD avessere tenuto la posizione illustrata oggi da FASSINO forse avremmo evitato di accodarci alla GERMANIA nella sua politica delle sanzioni, che non hanno portato niente di positivo oltre ad avere arrecato grave danno all'export italiano;Ma adesso i danni chi li paga?

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