Tutti gli (aspiranti) uomini del Presidente

Totoministri. Quotazioni di Chiamparino in picchiata, qualche speranza per Profumo. Tra i sottosegretari potrebbero entrare Vernetti (Terzo Polo) e il tecnico Ambrosini. Verri nello staff?

TECNICO Stefano Ambrosini

Dopo le voci che si sono inseguite per giorni nei palazzi romani, pare ormai poco probabile che nel nascente governo Monti ci saranno esponenti piemontesi, almeno tra le prime file. Fatta parziale eccezione per il bocconiano Guido Tabellini, sempre che alla fine entri nella compagine, nato e cresciuto nel capoluogo, ma ormai milanese di adozione. Sarà un esecutivo lombardo, con striature capitoline, di età media parecchio avanzata. Per quanto riguarda Sergio Chiamparino, le sue quotazioni pare siano inversamente proporzionali allo spread: mentre il differenziale s’impenna oltre quota 500, la stella dell’ex sindaco si spegne quasi definitivamente. Certo, lui a indispettire i vertici del partito ce l’ha messa proprio tutta negli ultimi tempi, presenziando, dopo la Leopolda renziana, anche alla convention “liberal” di Enrico Morando a Orvieto. Resta una residuale speranza per Francesco Profumo, rettore del Politecnico e presidente del Cnr, a lungo indicato come futuro candidato sindaco del centrosinistra, prima della discesa in campo di Piero Fassino e in questa fase particolarmente sponsorizzato dal Terzo Polo.

 

Tra i sottosegretari, invece, il Piemonte potrebbe ottenere una discreta rappresentanza. A proposito di centristi, infatti, pare che Gianni Vernetti stia brigando con il suo nume tutelare Francesco Rutelli per ottenere nuovamente un posticino alla Farnesina (dopo l’esperienza con Massimo D’Alema), che negli anni successivi gli è valso il soprannome di Kissinger della Crocetta (falso, abita in pieno centro, dirimpetto la Mole). Sempre all’interno del Terzo Polo, ma sponda Udc, ci sarebbe, invece, l’ex vicesindaco di matrice neodemocristiana Marco Calgaro ad ambire a una cadrega al ministero della Sanità (o al Welfar).

 

Oltre a loro, sono in pista Stefano Ambrosini (foto), avvocato d’affari, docente universitario ed esperto in diritto fallimentare, specialista in aziende cotte, decotte e bruciacchiate. E’ considerato una giovane promessa, che già gode di una fitta rete di relazioni nazionali e internazionali. Moderatamente vicino al centrosinistra è molto apprezzato dalla suora Pasqualina di Silvio Berlusconi, Gianni Letta a cui peraltro deve in regime di mezzadria con Bersani la nomina a commissario della bad company Alitalia. Per lui, il nuovo capo dell’esecutivo avrebbe pensato a un incarico da sottosegretario al ministero delle Attività Produttive.

 

Diversa la posizione di Simone Verri, partner della Goldman Sachs, per la quale si occupa del segmento financial istitutions. Lui, vercellese, figlio del presidente della locale Camera di Commercio  ed enfant prodige della finanza italiana, è un tecnico puro: esperto di prodotti finanziari atipici (leggi derivati) è molto stimato da Monti che potrebbe inserirlo direttamente nel suo staff. 

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