I “taurini” della zecca di Marrone

L'esponente pidiellino propone l'introduzione a Torino della moneta comunale per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie. Una valuta parallela a quella ufficiale

RIVOLUZIONARIO Maurizio Marrone

Una moneta locale complementare a tutela del circuito produttivo-commerciale cittadino e del potere di acquisto dei torinesi a basso reddito. E’ la proposta contenuta in un ordine del giorno presentato dal coordinatore vicario del Pdl torinese e consigliere comunale, Maurizio Marrone. «Ora che il sistema bancario internazionale, responsabile della crisi finanziaria, ha di fatto commissariato il governo italiano, nominando un uomo di fiducia della Bce e del Fondo monetario internazionale, i comuni e gli enti locali diventano la prima linea di difesa dei diritti sociali dei cittadini e della sovranità nazionale» spiega l’esponente pidiellino. Una iniziativa che nasce dalla volontà di tutelare il tessuto produttivo del territorio e di salvaguardare il potere d’acquisto dei cittadini contro il carovita: «Per questo – prosegue Marrone - ho proposto un ordine del giorno affinché il Comune di Torino promuova una moneta locale complementare a tutela del circuito produttivo-commerciale cittadino e del potere di acquisto dei torinesi a basso reddito». Già pronto anche il nome: “Taurino”.

 

Tanti i riferimenti in merito sulla rete. Secondo quanto riportato all'interno del sito sulla moneta complementare comunale, questo particolare tipo di contante permette di pagare la merce in parte attraverso l’ausilio della moneta , aumentando così il potere di acquisto del cittadino. Non è convertibile in euro, e diversamente dall’euro,  il comunale non crea debito pubblico né privato. Ogni moneta viene garantita solo dall’accettazione delle persone. Se per l’euro l’accettazione è imposta dalla legge, in questo caso è solo volontaria e fiduciaria”.

 

«La novità della proposta sta nel cosiddetto valore “indotto” di questa moneta, fondato sulla convenzione fra gli utilizzatori che accettano di scambiarla riconoscendo il valore nominale riportato sulla banconota, che consente di trasformare la ricchezza in reddito di cittadinanza» aggiunge Marrone, che spiega come la teoria ha trovato per la prima volta nel 2000 una sua concreta applicazione a Guardiagrele, in provincia di Chieti, con la promozione del Simec (Simbolo Econometrico di valore indotto).

 

Di qui la proposta: «Chiederò quindi al Consiglio comunale di approfondire nelle opportune Commissioni  l'opportunità di adottare a Torino una forma di valuta locale complementare».

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