Settimo viola la legge sul commercio

Il consigliere regionale Vignale contro il nuovo centro commerciale alle porte di Torino. “Operazione che aggira il regolamento e politicamente discutibile”. E la polemica si estende a Casoni

SETTIMO CIELO Centro commerciale

Settimo Torinese, città dei supermercati. La grande distribuzione continua a proliferare nel centro amministrato da Aldo Corgiat e, secondo la Regione, non sempre attenendosi rigorosamente alle regole, anzi. Sotto l’occhio della lente di piazza Castello, c’è il centro commerciale “Mobilità”, 12 mila metri quadrati di superficie di vendita, per una struttura inizialmente pensata con un grande supermercato, sei punti vendita di medie dimensioni e otto piccoli negozi di vicinato. Un progetto che, dopo aver ottenuto l’ok della Regione, è stato modificato dall’amministrazione, trasformandolo in quattro medie strutture e 74 esercizi di vicinato. In altre parole l’amministrazione Corgiat ha permesso la trasformazione di un’area in un vero e proprio parco commerciale, che assume tutti i connotati dell’Outlet. «Peccato che la Regione, in virtù della propria legge sul commercio, stabilisca parametri differenti a seconda che si realizzi una galleria commerciale (Outlet), una media o una grande struttura di vendita» attacca Gian Luca Vignale, presidente della commissione Commercio a Palazzo Lascaris. Per questo le modifiche al progetto iniziale sarebbero dovute passare nuovamente per la Consferenza dei servizi e non approvate auotonomamente dal Consiglio comunale.

 

Poi una considerazione politica: «E’ l’ennesima dimostrazione della scarsa attenzione verso botteghe e piccoli negozi dell’amministrazione di Settimo che in un solo anno è riuscita (forse primo caso in Italia ) ad autorizzare l’apertura di quasi 70 mila metri quadrati di grandi strutture di vendita, tra l’altro a due soli soggetti». Nel 2005,  infatti,  la Turin Entertainment Center (poi inglobata dalla Torino Fashion Village) fa richiesta al Comune di Settimo di autorizzazione per l’apertura sia della Città del divertimento, 25 mila metri quadri composti da un multisala («che poi per legge si è scoperto irregolare») e da un grande centro commerciale di 6920 metri quadri. Per finire con la Città della Mobilità su 12 mila metri quadrati di superficie. Non solo: nello stesso anno l’amministrazione comunale ha autorizzato la Promocentro Spa a realizzare Settimo Cielo, grande centro commerciale del quale il sindaco già nel 2008 vantava le dimensioni spacciandolo come il più grande di Italia (oltre 90 mila mq di superficie complessiva).

 

«Il che significa – prosegue Vignale - che una volta realizzate le grandi strutture il commercio di Settimo e della prima cintura torinese sarà praticamente gestito da due sole società: la Promocentro e la Torino Fashion Village. Anche se lecito, non singolare che intere aree oggi diventate commerciali grazie alle modifiche al piano regolatore effettuate dalla giunta comunale vengano acquisite da due sole società?». Ora c’è la possibilità che chi è stato penalizzato da questa operazione possa adire le vie legali e rivolgersi direttamente al Tar. «A quel punto se i giudici dovessero riconoscere l’esistenza di irregolarità oltre all’amministrazione comunale sanzioneranno anche la Regione». Di qui la tirata d’orecchie all’assessore al Commercio William Casoni, finora inerte di fronte a quanto sta accadendo, nonostante le sollecitazioni ricevute.

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