Pdl, vacilla il feudo di Cattaneo

Nel Vco aumentano le resistenze a una riconferma del presidente di Palazzo Lascaris alla guida del partito in provincia. Bonsignore pronto a candidare uno dei suoi in caso di mancato accordo

Altro che rose e fiori. Anche a Verbania il Pdl rischia una crisi di nervi. Nelle ultime settimane, con l’avvicinarsi dei congressi, l’aria si è fatta pesa e sulle sponde del Lago Maggiore iniziano a manifestarsi sacche di resistenza politica. Da anni, ormai, il Vco vive in una sorta di torpore consociativo che permette ai maggiorenti di entrambi gli schieramenti di conservare ruoli e incarichi. Da un lato il capogruppo democratico in Regione Aldo Reschigna, dall’altro la triade pidiellina formata dal presidente di Palazzo Lascaris Valerio Cattaneo, dal sindaco di Verbania e parlamentare Marco Zacchera e dal presidente della provincia Massimo Nobili.

 

Nonostante ciò, la calma dei mesi passati sembra ormai dimenticata, soprattutto da quando sono emerse una serie di fratture all’interno del fronte berlusconiano, dove Cattaneo potrebbe non riuscire a confermare il proprio incarico a capo del partito provinciale. Su di lui, infatti, pesa il fallimento del progetto di Provincia autonoma, legato alla costruzione di un Casinò sul modello valdostano, che ancora giace in qualche cassetto di piazza Castello. Se il partito lo candiderà è probabile che qualcuno – leggi l’assessore provinciale all’Ambiente Lucio Pizzi – decida di raccogliere le 35 firme necessarie per candidarsi in rappresentanza della minoranza interna. Sì, perché una minoranza c’è pure nel Vco se proprio Pizzi ha nei giorni scorsi consegnato all’europarlamentare Vito Bonsignore - leader degli anti Ghigo - le proprie 200 tessere, che corrispondono al 15% del totale fatto registrare in riva al Lago.

 

Delle 1200 sottoscrizioni complessive (erano 4000 quando nacque il Pdl), circa 650 sono direttamente riconducibili alla triade Cattaneo-Zacchera-Nobili, nella quale i primi due controllano Verbania, mentre il terzo gestisce Omegna. Le altre 350 circa fanno capo, invece, al senatore Valter Zanetta, ras di Domodossola.  L’unico nome attorno al quale attualmente potrebbe nascere una lista unitaria sarebbe quello dell’ex Dc Nobili, il quale paga però il proprio ruolo amministrativo, incompatibile con quello di partito secondo le linee guida dettate dal segretario nazionale Angelino Alfano. Nobili paga inoltre l’avversione di Zanetta, che del presidente della Provincia proprio non vuole sentir parlare. In questo scenario si muovono poi personaggi minori come l’attuale vice coordinatore provinciale Luigi Songa, ex An, oggi “mister sette tessere”, come l’hanno soprannominato i suoi avversari, in seguito alla scarsa opera di proselitismo che è stato capace a imbastire: a lui basterebbe veder confermato il proprio incarico, ma l’amicizia con Cattaneo, in questa fase, non sembra giocare in suo favore.

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