Auto, Lingotto sempre giù

Ancora in calo le vendite di Fiat in Europa: -9,25%. Regge solo il mercato statunitense, seppur con volumi contenuti. Soffre in Borsa e complica la trattiva contrattuale

Non ci sono dubbi. Il mercato automobilistico italiano è alla canna del gas. E non sono gli analisti a dirlo: sono i freddi numeri delle vendite.
Ieri i dati sulle immatricolazioni italiane relative al mese di novembre hanno confermato il trend di rallentamento delle vendite in un mercato che non riesce più ad assorbire l’offerta. Le immatricolazioni di nuove autovetture sono calate del 9,25% rispetto al dato del novembre 2010 a quota 132.600 unità. Numeri onestamente ridicoli se paragonati, ad esempio, all’impetuosa crescita dei mercati asiatici. Riflessioni che fanno sempre più pensare che il vero mercato dell’auto sia lontano dal Vecchio continente, indebitato e meno attraente per gli investitori.

 

Il colosso di Torino è simbolo di questo trend: in Italia nonostante il lancio di nuovi modelli non ci sono segnali di una possibile ripresa. La quota di mercato del Lingotto è scesa al 28,5%: crescono solo le vendite di Alfa Romeo, Lancia e di Jeep anche se con numeri decisamente contenuti. L’unico mercato che vede Fiat protagonista è quello americano che, grazie al marchio Chrysler, ha registrato a novembre un incremento delle vendite pari al 45%, il ventesimo mese di crescita consecutiva. Produzione quindi sempre più lontana da Torino? Probabile. Fiat deve necessariamente guardare all’estero per evitare il collasso e a tal proposito suonano come campanelli d'allarme le dichiarazioni, più o meno velate, dell’ad Marchionne che preannunciano un futuro lontano dal Bel Paese. La strategia del Lingotto in Italia appare chiara e sui conflitti sindacali Marchionne è stato perentorio: “non ci faremo condizionare da nessuno”. A livello grafico il titolo Fiat conferma il trend ribassista che ha caratterizzato gli ultimi mesi. Il recupero in atto da fine novembre da area 3,30 euro rappresenta, almeno per il momento, un mero (anche se corposo) rimbalzo tecnico e tale rimarrà fino al recupero dei 4 euro, ossia fino alla violazione della trendline ribassista che collega i massimi relativi dallo scorso mese di luglio. Oltre tale resistenza possibile l'avvio di una gamba rialzista più consistente.

print_icon