Tiziana, agnellina dal volto umano

E’ la regina delle montagne. Una delle signore degli Anelli, nel senso delle Olimpiadi, ovviamente, e pure degli Agnelli, per l'ovvia parentela. Nella sua vita, affari e natura, business e animali domestici. Tiziana Nasi, 63 anni, una vita tra Sestriere e Torino, con una passione per lo sport, soprattutto quello legato alle montagne, con una predilezione per lo sci alpino. E poi una folgorazione: le discipline paraolimpiche. E’ una delle ultime eredi della dinastia delle Quattro Ruote: sua nonna, Aniceta Agnelli, era figlia del capostipite Giovanni Agnelli, padre del Senatore e nonno dell’Avvocato. Il suo papà Giovanni Nasi fu sindaco di Sestriere dal 1948 al 1980: il padrone assoluto per tre lustri di una delle più prestigiose stazioni sciistiche d’Europa, voluta proprio dal fondatore della Fiat che nel 1930 acquistò per 40 centesimi al metro quadrato i terreni, sui quali fece costruire “le torri”, i due primi alberghi della nascitura città e tre funivie. Fu l’inizio di uno dei tanti imperi di famiglia.  

 

Il suo rapporto con la città dello sci era così profondo che di lei si racconta: “Era talmente compenetrata nella vita del Sestriere, che un inverno non si mise le calze finché non arrivò la prima neve”. Una donna dotata di cultura, ma con l’aspetto buono e rassicurante che trasuda quotidianamente una semplicità nella sua famiglia sconosciuta. Ama la lettura e il giardinaggio (non nel senso che annaffia il basilico sotto casa, ma per essere stata allieva dell’Accademia del giardino di Paolo Pejrone).  Adora passeggiare in montagna con i suoi cani. Praticamente un’eremita. Che nella vita è sempre stata una manager di successo. Sì perché nel 1982 la Nasi, a soli 34 anni, già presiede la Sestrieres spa, un giocattolinoo della galassia Fiat che gestisce gli impianti di risalita delle montagne valsusine. L’incarico è al contempo prestigioso e remunerativo, ma entra in evidente conflitto di interesse, quando non rassegna le dimissioni, nonostante faccia parte del comitato promotore di Torino 2006. Il problema viene a lungo sollevato, ma l'azienda aveva deciso di dismettere le proprie quote solo dopo i Giochi. E così fu, nonostante polemiche e illazioni.

 

Intanto sotto la Mole si erano svolte anche le Paraolimpiadi, evento che Tiziana Nasi gestì in prima persona. Per lei, come dichiarò successivamente, fu come vivere un sogno. Da tempo era nato un amore infinito nei confronti degli sport per disabili, sbocciato per caso nel 1997, quando organizzò al Sestriere un campionato italiano di sci dedicato ai portatori di handicap. In poco tempo le sue competenze manageriali e le conoscenze, dettate da una vita vissuta tra la gente che conta, la fanno diventare una delle figure di primo piano nella Torino sportiva. Dopo aver presieduto l’ente che in Piemonte racchiudeva gli sport per disabili, ha fondato e presieduto la Federazione italiana sport invernali paraolimpici e nel 2010 è tornata a capo di un grande evento come i Mondiali di tiro con l’arco. Una manager sportiva, ma con il volto di una allegra nonnina delle montagne.

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