Settimo liquida la sua multiutility

Svanisce il sogno di Asm, la società che voleva sfidare Iride. Dopo aver ceduto il ramo energetico annegava ancora in 50 milioni di debiti. Il Comune ora pensa alla nascita di una holding sul modello torinese

Alla fine Aldo Corgiat ha dovuto cedere. Il sindaco di Settimo Torinese metterà in liquidazione l’Asm, braccio armato di Palazzo Civico, che ne detiene il 90% delle quote, per realizzare una nuova holding delle partecipate cittadine sul modello torinese: “Razionalizzazione degli asset” è stata la definizione dell’operazione da parte del sindaco.

 

Una società che con gli anni si era ampliata all’inverosimile, diversificandosi nei servizi, a partire dal teleriscaldamento, gestito da Sei, una sua controllata. Un’azienda attraverso la quale Settimo lanciava la propria sfida a Torino e a Iride (oggi Iren). Duecentocinquanta dipendenti nel periodo d’oro, un giro d’affari di milioni di euro. Cinque membri del Consiglio di amministrazione remunerati come gli assessori cittadini. Sì, perché Asm era molto di più di un assessorato. Una vera e propria multiutility con partecipazioni ovunque a partire da Trm, la società che gestirà il termovalorizzatore del Gerbido, passando per Smat (acquedotto), Seta (rifiuti) e vari consorzi del territorio. Per la città Asm gestiva la viabilità cittadina, il cimitero e la pubblicità. Un colosso, che probabilmente si era gonfiato come la rana di fronte al bue, per le manie di grandezza di colui che l’ha guidata, finché non è diventato sindaco della società che la controlla. All'anagrafe: Aldo Corgiat.

 

I primi segnali di disfacimento si sono evidenziati già nel 2009, quando Asm ha avviato le pratiche per la cessione di Sei, la società del ramo energetico ceduta ai privati di Kinexia. La sua rete copriva gran parte della zona ovest di Torino, da Rivoli, dove era stata realizzata una centrale di cogenerazione, a Collegno, fino a Grugliasco, dove Sei era partner privato della Nove, la società di teleriscaldamento cittadina.

 

Intanto i debiti con le banche si continuavano ad accumulare, viste anche le faraoniche opere varate dall’amministrazione, arrivate a superare i 50 milioni di euro: più o meno il bilancio di una città come Settimo. Secondo molti la nascita dell’inceneritore per rifiuti speciali - fortemente sponsorizzato dal sindaco Corgiat – doveva essere l’ultimo tentativo per ripianare le esangui casse della municipalizzata, ma i tempi lunghi della Provincia per concedere l’ok hanno fatto precipitare gli eventi. Restano i dubbi per il destino dei dieci dipendenti ancora in organico della società.

print_icon