COMUNE DI TORINO

Mandarini alla frutta sotto le 5 stelle

Tra i primi atti della nuova amministrazione di Torino c'è la riorganizzazione della macchina comunale. Giordana, il "Richelieu" della Appendino, è all'opera. Panico tra i mega direttori più vicini al centrosinistra. Chi sale e chi scende

Non sarà una questione personale, assicurano i grillini, ma di personale. Nessuna lista di proscrizione o epurazioni in vista, piuttosto un atto che riorganizzi completamente la macchina comunale: così tra i grand commis di Palazzo Civico c’è chi fatalmente perderà i galloni conquistati nel “ventennio rosso” ma anche chi riuscirà ad accreditarsi presso il nuovo corso. A tirare i fili di una delle operazioni più delicate che metterà in atto l’amministrazione pentastellata è, neanche a dirlo, Paolo Giordana, capo di gabinetto in pectore del sindaco Chiara Appendino, profondo conoscitore della macchina amministrativa, per averla vissuta da dentro, prima come staffista nelle giunte di centrosinistra, poi come funzionario del settore Cultura, ma soprattutto autore di una tesi di dottorato in Mpa - Master in Public Administration – sulla riorganizzazione dell’apparato burocratico del Comune di Torino. Uno studio che ora ha finalmente l’opportunità di mettere in atto.

Così mentre negli uffici di Palazzo di Città proseguono i traslochi dei capi staff – lasceranno il direttore generale Gianmarco Montanari, il capo di gabinetto Alessandra Gianfrate, il portavoce dell’ex primo cittadino Gianni Giovannetti, il coordinatore della segreteria Beppe Borgogno, solo per citare il giro più stretto di Fassino – tra le alte sfere della burocrazoa i potenti direttori del Codir (la cabina di regia della burocrazia cittadina) e, a cascata, i dirigenti e funzionari sotto di loro, sono in attesa di conoscere il proprio destino. Nessun rischio di licenziamento, ben s’intenda, giacché si tratta di personale assunto, ma certo con qualche possibilità di arretrare nelle gerarchie dell’apparato di via Milano. Giordana dovrà destreggiarsi in un verminaio particolarmente insidioso; da una parte c’è la consapevolezza che fare tabula rasa comporta dei rischi, dall’altra, però, anche la voglia di ridisegnare una struttura consolidatasi in vent’anni di governo del centrosinistra e in parte incrostata da logiche e sistemi che riconducono sempre alle stesse persone.

Per evitare ricorsi e dispute a suon di carte bollate è necessario agire con razionalità, senza farsi prendere dalla foga e soprattutto dal rancore. I membri del Codir hanno un contratto che scade nell’aprile 2017, fino ad allora non potranno essere rimossi dalle rispettive direzioni, a meno che, con una riorganizzazione complessiva non vengano ridefiniti i vari dipartimenti. Per esempio l’Ambiente potrebbe essere accorpato con il Patrimonio, la direzione Commercio, Lavoro, Innovazione e Sistema informativo potrebbe essere scorporata, solo per fare degli esempi. Così facendo nascerebbero nuove direzioni e quindi decadrebbero automaticamente i vecchi direttori e inizierebbe un complesso valzer dei mandarini di palazzo: chi resta? Chi salta? Qualcuno potrebbe essere mandato in esilio in qualche Circoscrizione, come accaduto in passato?

Tra chi si dice si sia avvicinato in tempi non sospetti al Movimento 5 stelle ci sono Sandro Golzio, potente dominus del Commercio, e Carla Villari a capo del settore Partecipate; sostenitrice dei grillini anche la pirotecnica Elisabetta De Nardo, un tempo nella scuderia del vicedirettore Beppe Ferrari, poi defenestrata dallo Sport un paio d’anni orsono; ora “ricomincio a vivere” ha scritto sulla sua bacheca facebook il giorno dopo la vittoria di Chiara Appendino. Tra chi avrebbe offerto massima collaborazione e si starebbe attrezzando per mettere in atto la riorganizzazione c’è anche Emilio Agagliati, numero uno del settore Organizzazione e Personale: lui, a differenza di alcuni colleghi, non ha mai fatto politica per nessuno, è considerato valido dal punto di vista tecnico e Giordana sembra propenso ad avvalersi dei suoi servigi. Discorso in parte diverso per un altro big della burocrazia cittadina, il già citato Ferrari, vicedirettore, a capo dei Servizi amministrativi: da un lato il suo profilo è da sempre riconducibile al centrosinistra, fin dai tempi della militanza nel Psi, dall’altra però vanterebbe un buon rapporto con “il mio amico Giorda” come suole definire in questi giorni il braccio destro della Appendino, un rapporto nato quando “Giorda” era nello staff dell’assessore al Commercio Alessandro Altamura, che – assieme alle competenze tecniche maturate in questi anni - potrebbe consentirgli di conservare una posizione di vertice. Un futuro ancor più roseo potrebbe riguardare Paolo Lubbia (Tributi, Catasto e Suolo pubblico), boiardo riconducibile anche lui al centrosinistra, ma che, secondo fonti interne a Palazzo Civico, avrebbe ottenuto la promessa, in caso di vittoria dei Cinquestelle, di guidare la direzione Finanza, attualmente nelle mani di Anna Tornoni. Entrambi, Lubbia e Ferrari, possono inoltre contare sui buoni uffici di Sergio Rolando, futuro assessore al Bilancio, con cui i rapporti sono sempre stati di massima collaborazione sin dai tempi in cui era in Regione. 

Stesso discorso vale per Paola Virano che sconta la simbiosi con l’ultimo titolare dell’Urbanistica Stefano Lo Russo: lei, oltre a essere vista come pezzo organico al Pd è anche l’ispiratrice, da un punto di vista tecnico, di una serie di politiche che il nuovo assessore Guido Montanari intende stoppare. Quotazioni a ribasso anche per Roberto Bertasio (Infrastrutture e mobilità) considerato l’alter ego dell’ex assessore ai Trasporti del Pd Claudio Lubatti, mentre gli altri due “ingegneri” Claudio Lamberti e Sergio Brero (quest'ultimo, peraltro prossimo alla pensione) hanno mantenuto un profilo più “tecnico” in questi cinque anni. Al Welfare è ormai consolidata da anni Monica Lo Cascio, una di cui la nuova amministrazione difficilmente farà a meno viste anche le relazioni che in tanti anni è riuscita a creare con il mondo del terzo settore anche se va detto che lei è la vera artefice di quel sistema di assistenza contestato in campagna elettorale dal M5s, caratterizzata da un profilo politico ben delineato vicino al mondo cattolico, come testimoniano i rapporti storici con l'attuale senatore dem Stefano Lepri. Il titolare della Cultura Aldo Garbarini – sulla carta ancora per qualche ora capo di Giordana – potrebbe essere costretto al passo indietro, così come Luisa Piazza, del servizio marketing - ma anche legata a doppio filo con la presidente della Fondazione per la Cultura Angela La Rotella - a quanto risulta destinataria del primo avviso di sfratto di Giordana il giorno dopo la vittoria dei grillini. Proprio il settore Cultura sarà interessato dai principali sconvolgimenti, se sarà confermata l’intenzione della Appendino di “superare” la fondazione voluta da Maurizio Braccialarghe e rivedere il sistema dei bandi e dei contributi. 

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6 Commenti

  1. avatar-4
    15:41 Mercoledì 29 Giugno 2016 tandem Non bisogna stupirsi

    Ovunque la sinistra ha prima fatto le stesse cose, solo che non si scrivevano.... In regione è stata addirittura soppresso il concorso per una direzione, perchè il concorso sarebbe stato vinto da un "non allineato"...

  2. avatar-4
    11:26 Mercoledì 29 Giugno 2016 pericle Viale...

    ...del tramonto

  3. avatar-4
    07:58 Mercoledì 29 Giugno 2016 silvioviale Mandarini 5 stelle ...

    ... già alla frutta.

  4. avatar-4
    21:23 Martedì 28 Giugno 2016 lancillotto59 aria fresca in Comune

    non fate prigionieri!!!!!!! tutti a casa i dirigenti , tutti cacicchi di fassino e del pd. fate pulizia e fate entrare aria nuova. i nuovi dirigenti per concorso, titoli e capacità . basta sottobosco politico e ruffiani di partito. auguri chiara fai buon lavoro

  5. avatar-4
    19:58 Martedì 28 Giugno 2016 PELDICAROTA NON FACCIAMO QUESTI ERRORI !

    Dunque il "profondo conoscitore della macchina comunale" sarebbe uno che lavorare come statista di Altamura ovvero per il centrosinistra? Non era meglio scegliere qualcuno non legato a logiche interne?

  6. avatar-4
    19:32 Martedì 28 Giugno 2016 equazionedicampo L'importante è avere gente onesta e non strapagata

    Benissimo eliminare le figure inutili, benissimo allontanare chi ha lavorato male e dare fiducia a chi è più serio e affidabile ma è anche importante che come promesso si riducano i compensi di questi dirigenti. Basta indennità più alte dello stipendio e superpremi !!! Con (massimo) 80mila euro lordi (il quadruplo di quanto prendono tanti 30 40enni laureati e capaci) si vive benissimo!

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