Bravo Piero! Anche il Pdl plaude al sindaco

Dopo l’uscita dal Patto di stabilità, Fassino ricuce la maggioranza promettendo maggiore collegialità. E incassa i complimenti di Cantore: “Scelta giusta, che va nell’interesse della città”

Torna il sereno a Palazzo di Città e rientra il malcontento provocato dalla decisione del sindaco di far uscire il Comune di Torino dal Patto di Stabilità, a quanto pare espressa  senza il preventivo coinvolgimento dei gruppi politici. Piero Fassino incontrando nel pomeriggio le forze politiche della maggioranza ha promesso «da ora in poi» maggiore condivisione con il Consiglio sulle principali azioni dell’amministrazione, facendo rientrare anche le posizioni di chi (Italia dei valori, Sel e, con toni meno belligeranti Moderati) ieri aveva minacciato di rotture clamorose. A discutere con la triade (sindaco, Tom Dealessandri e Gianguido Passoni), i capigruppo di Pd (Stefano Lo Russo), Idv (Giuseppe Sbriglio), Moderati (Maurizio Bruno e Giuliano Manolino) e Sel (Marco Grimaldi). «Si è condivisa – recita il comunicato diffuso al termine della riunione - la necessità di avviare un percorso per la predisposizione del bilancio di previsione del 2012 che coinvolga l’intera Giunta, il Consiglio Comunale ed i Presidenti di Circoscrizione: la discussione nel merito inizierà lunedì 9 gennaio e si svilupperà con cadenza periodica nella maggioranza. I principali temi affrontati durante la riunione hanno riguardato, tra gli altri, la riorganizzazione della macchina comunale, le politiche delle aziende partecipate, le infrastrutture, l’urbanistica ed il decentramento».

 

Mentre Fassino ricuce lo strappo tra i suoi, incassa l’inaspettato plauso di un esponente del centrodestra piemontese. Daniele Cantore, in antitesi alle posizioni di Andrea Tronzano e del gruppo pidiellino in municipio, fa i complimenti al primo cittadino. «Ha fatto bene: fossi stato io il sindaco di una città come Torino, avrei fatto anch’io la stessa operazione, afferma con convinzione il consigliere regionale azzurro, capogruppo del Pdl in Sala Rossa nella precedente consiliatura. «Da tempo – spiega Cantore – sostengo che il patto di stabilità è senza senso, perché chiede alle aziende di finanziare il debito pubblico. Dunque ritengo che i principi sui quali si basa il patto di stabilità debbano essere rivisti alla luce delle reali situazioni dei Comuni. Lo stesso premier ha annunciato che nei prossimi mesi metterà mano alla rimodulazione dei criteri del patto». Inoltre, prosegue Cantore, «per affrontare la difficile congiuntura, è necessario liberare risorse. E il non sottostare al patto consente proprio questo. Non a caso il mondo dell’economia e dell’impresa ha apprezzato la boccata d’ossigeno che questa operazione ha dato. Al contrario, è ridicola la maggioranza che sostiene Fassino, che rispetto al merito e alla situazione attuale della città polemizza sul metodo e sulla mancanza di collegialità che ha portato alla decisione. Credo anzi che nelle prossime ore altri sindaci seguiranno la sua strada».

 

 

Piena sintonia esprime anche Silvio Viale. «Io sto con Fassino – proclama il consigliere radicale - e non capisco certi nervosismi sul metodo, che eludono il merito. Peraltro, se non sbaglio, Sel e Idv hanno un assessore in giunta e dovrebbero risolvere con loro le perplessità su metodo, collegialità e comunicazione. Capisco che i miei colleghi, con la testa immersa nelle feste di fine anno, siano stati colti di sorpresa – ieri ero l’unico consigliere comunale presente alla conferenza stampa del sindaco – ma mi aspetto che superino presto i malumori e riconoscano la bontà dell’operazione. Ancora una volta, come per i botti di fine anno o per lo smog, Torino è capofila di scelte che faranno altre città e con coraggio lancia precisi messaggi tecnici e politici al governo. Di fatto, annunciando di violare il patto, Fassino fa disobbedienza civile».

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