Cuneo, buche “in formazione”

La fervida mente degli amministratori della Granda ha partorito una nuova segnaletica per la dissestata viabilità, sempre più trascurata dalla manutenzione della Provincia

Nella Provincia di Cuneo c’è un nuovo modo di fare manutenzione sulle strade periferiche di montagna, dove l’asfalto è solo un ricordo e i guardrail sono finiti nelle scarpate e mai più recuperati: bastano un cartello di pericolo generico e uno con la limitazione della velocità a 30 km all’ora per un tratto di 3-5 km. Di riparare e  ripristinare non se ne parla neanche. Da anni. E la forma è salva. Come dire: caro automobilista io ti ho avvertito, se ti succede qualcosa sono affari tuoi.

 

Prendiamo l’esempio dalla Provinciale della Valle di Bellino, nel saluzzese: i 180 abitanti devono limitarsi ad andare a passo di lumaca, di sistemare la strada non se ne parla neppure. E come loro tanti altri. Ma la signora Gianna Gancia, quasi in Calderoli, lo sa che il suo assessore alla Viabilità Giuseppe Rossetto è ormai uno specialista nella manutenzione stradale… con uso di cartelli? Ne ha anche inventato uno particolare – Buche in formazione – del quale non si capisce il senso. Se le buche non ci sono ancora, è inutile avvertire. Se le buche ci sono già, sarebbe più utile ripararle invece di celebrarle. 

 

Questa particolare manutenzione stradale di certo non porta acqua al partito del mantenimento dell’ente Provincia in tempi di voglie abolizioniste: se questa è l’attenzione per le strade, che sono un compito specifico e quasi storico della Provincia quale sarà quella riservata alle tante deleghe raccolte per mantenere in vita l’ente? E non solo in provincia di Cuneo.

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