SALOTTI & TINELLI

Il benecomunista non è di Compagnia

Sfuma la designazione di Ugo Mattei alla fondazione San Paolo. La sindaca Appendino sceglie una ricercatrice sociale, esperta di welfare: Valeria Cappellato. Subentra all'ex ministro Profumo, eletto presidente

È una giovane esperta di welfare la donna nominata da Chiara Appendino al consiglio generale della Compagnia di San Paolo. Lo ha detto lei stessa, senza rivelare il nome, ieri sera alla Festa del Fatto Quotidiano a Roma, in un incontro tra “Sindache all’opposizione”. Si tratta di Valeria Cappellato, 43 anni appena, laureata in storia moderna all’Università di Torino, con alle spalle numerose attività di didattica e di expertise nel campo delle pari opportunità, politiche antidiscriminatorie, famiglia e sanità, anche per conto del Comune di Torino e della Regione Piemonte. Sfuma così la designazione, che sembrava certa alla vigilia, del giurista Ugo Mattei, tra i massimi teorici italiani dei Beni Comuni.

Prende il posto di Francesco Profumo nel consiglio generale dopo l’elezione dell’ex rettore del Politecnico ed ex ministro alla presidenza della fondazione bancaria. “Ho proceduto alla nomina di una ragazza giovane, con esperienza nel welfare, scelta in base alle sue competenze e a settembre inizierà il suo lavoro all’interno della Compagnia”, ha detto la pentastellata rispondendo a una domanda di Gianni Barbacetto su banche, politica e nomine. Il cronista milanese del Fatto le chiedeva conto sul passo indietro richiesto ai rappresentanti nominati da Piero Fassino nella fondazione bancaria, tra cui l’ex ministro Profumo. “Credo che sia sbagliato fare nomine a ridosso di una scadenza di mandato, tant’è che noi introdurremmo il semestre bianco per impedire nuove nomine negli ultimi sei mesi”, ha ribadito Appendino. Inoltre ha affermato di voler lavorare a un regolamento che renda più conosciuti e trasparenti i meccanismi. E quindi la novità: “Noi abbiamo a disposizione una nomina proprio adesso in Compagnia di San Paolo, non una nomina all’interno del consiglio generale, non apicale, e ho proceduto alla nomina”. Nessun dettaglio, però, su come sia stata selezionata questa ragazza. Il Comune aveva tempo fino alla metà di agosto per comunicare alla Compagnia di San Paolo la sua scelta, ma considerata la chiusura degli uffici per le ferie estive, è stato dato più tempo. La nomina, quindi, deve essere stata comunicata di recente e ora negli uffici di corso Vittorio Emanuele II dovrebbero essere in corso le verifiche, come quella sui requisiti di onorabilità.

Barbacetto le ha anche chiesto come la sua elezione ha scalfito il “Sistema Torino” citando gli studi del professore Silvano Belligni a proposito della “quattro famiglie” che dominano la città: ex Pci, ex Fiat, banche e università. “Da questi quattro centri di potere provengono tutte le 120 persone che hanno governato Torino negli ultimi decenni”, ha sottolineato il giornalista. “Credo che la mia elezione rappresenti una richiesta di cambiamento forte da parte della città”, ha risposto Appendino. Un cambiamento che, secondo la 32enne, può essere ancora più incisivo: “Credo che la necessità di apertura sia fondamentale e questa passa però attraverso dei meccanismi diversi, ad esempio sul modo in cui vengono fatte le nomine, con cui vengono coinvolti i cittadini nelle decisioni e con cui si prendono delle decisioni anche su degli enti che la città governa direttamente o indirettamente. È un processo che stiamo portando avanti e porteremo avanti nei prossimi cinque anni”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    12:41 Martedì 30 Agosto 2016 Perdincibacco Già, il cambiamento

    E si potrebbe sapere come è stata fatta questa nomina? In che modo i cittadini siano stati coinvolti? E poi, per favore: la categoria "giovani" può al massimo includere la fascia di età fra i 15 e i 34 anni, non certo quella superiore ai 40. "Appena" 43 anni è di fatto offensivo: a quell'età si è nella piena maturità, non si è "giovani esperti".

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