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Cavour parcheggiato (e dimenticato)

Il monumento allo statista di piazza Carlina è in pessime condizioni, minacciato dal posteggio pertinenziale in costruzione. Caduti nel vuoto gli appelli per il restauro - di Pier Franco QUAGLIENI

Carlo Callieri aveva sollevato già due anni fa insieme a chi scrive il problema delle pessime condizioni in cui si trova il monumento al Conte di Cavour in piazza Carlina, diventata oggetto di un interesse speculativo non indifferente: un parcheggio privato pertinenziale le cui uscite ed entrate rischiano di guastare la vista d’insieme di una delle più belle piazze di Torino. Su quest’ultimo tema alzammo la voce durante le ultime battute della campagna elettorale, ma abbiamo netta l’impressione che nulla sia stato fatto per fermare i lavori, esteticamente piuttosto riprovevoli. I grandi torinesi sensibili a queste cose non ci sono più e al più illustre di essi, Valdo Fusi, hanno dedicato, quasi come punizione, un orrendo piazzale.

Il problema del degrado sollevato circa due anni fa riguarda il  monumento a Cavour, inaugurato nel 1873, opera dell’architetto senese Giovanni Duprè. Il monumento a Cavour che fu oggetto di polemiche  piuttosto provinciali (anche Torino, già allora, brillava in queste beghe) venne realizzato in otto anni, seguendo una vasta idea allegorica che toccava  in primis il rapporto tra Cavour e l’Italia (sulla carta retta dal Conte c’è scritta la frase “Libera Chiesa in libero Stato” che appartiene alla più alta eredità politica dello statista) e poi i temi del diritto, del dovere, dell’indipendenza, della politica, per concentrarsi successivamente sul Congresso di Parigi e sulla Guerra di Crimea. Alla base del monumento ci sono gli stemmi della famiglia Benso di Cavour. Non si può onestamente definire un bel monumento perché le allegorie sono troppo marcate e insistite, seguendo il gusto del secondo ‘800, e lo stesso scultore scelto si sentì inadeguato  al compito a lui affidato. Ma questo riguarda il passato.

Il monumento ebbe un restauro conservativo nel 1991 e il restauro venne inaugurato dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Fu il Mediocredito Piemontese ad affrontare le spese dei lavori, ma furono gli assessorati alla Cultura e all’Arredo urbano della Città di Torino, allora retti da Marziano Marzano e Giuseppe Dondona, a promuoverli. A latere dell’inaugurazione ci fu una mostra di caricature del conte di Cavour alla Biblioteca Nazionale Universitaria promossa dal Centro Pannunzio e visitata da Cossiga subito dopo la cerimonia. In quell’occasione l’architetto Paolo Fiora di Centocroci scrisse un dotto saggio, spiegando i motivi del degrado e gli interventi posti in opera. Egli stesso lo definì un “restauro leggero”, quindi non in grado di reggere sui tempi lunghi.

Oggi i fattori chimici e fisici del degrado e il vandalismo recente (che allora non c’era) hanno fatto sì che il monumento versi in pessime condizioni. Un autorevole socio di un Rotary torinese cercò di coinvolgere nel nuovo restauro il suo club, ma la cosa non andò a buon fine. Adesso i lavori del parcheggio stanno per terminare, ma non sarebbe inopportuno porsi il problema del monumento.

Piazza Carlina ha già subito delle modifiche che l’hanno snaturata: la fine del mercatino eternato da artisti come Felice Vellan e Silvio Brunetto; la chiesa di Santa Croce, cara ai torinesi, chiusa da molti anni, dopo aver accolto i riti della chiesa greca. Attualmente il complesso di Santa Croce è stato dato alla comunità rumena di Torino. In larga misura è diventata via via una piazza morta e neppure l’hotel inaugurato di recente l’ha rivitalizzata, se si escludono le aspre polemiche fatte divampare da chi riteneva incompatibile con il fatto che ci abitò Gramsci, il restauro dell’edificio e la sua destinazione ad albergo e negozi. Una tesi talmente inconsistente che portò, al contrario, ad avvantaggiare proprio i “gramsciani” torinesi che ebbero a loro disposizione uno spazio non simbolico dalla proprietà dell’edificio, anche se apparentemente assai poco frequentato.

Gramsci o non Gramsci, la piazza ha comunque al suo centro il monumento a Cavour che necessita di interventi. I “profanatori” della memoria di Gramsci fecero anche il restauro della lapide che lo ricorda e che era in pessime condizioni. Cadrà di nuovo nel vuoto il nostro appello di due anni fa o ci sono dei benemeriti “bugianen” che, in silenzio, non aspettano l’ora della fine dei lavori per dar corso al restauro che, a lume di ragione, si sarebbe dovuto fare contemporaneamente ai lavori del parcheggio? Due anni fa sindaco e assessori competenti preferirono tacere. Cosa succederà adesso?

quaglieni@gmail.com

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1 Commenti

  1. avatar-4
    08:53 Domenica 04 Settembre 2016 tandem Forse

    In una città culla liberalismo, ora in preda a cattocomunismo e populismo un liberale fa paura anche da morto.....

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