“Salvate la cadrega”, la lobby di Saitta

Capeggiata dall'inquilino di Palazzo Cisterna la corporazione dei presidenti di Provincia incalza i parlamentari a provvedere a difendere le amministrazioni dal tagliagole Monti

I parlamentari piemontesi corrono in aiuto di Saitta e dei suoi sette colleghi presidenti di Provincia, su cui pende la spada di Damocle dell’abolizione, contenuta delineata nel cosiddetto “Decreto salva Italia” del Governo Monti. La disponibilità a presentare una mozione di indirizzo sul riordino complessivo delle autonomie locali è stata espressa dai politici presenti stamani nella sede di corso Inghilterra della Provincia di Torino, in occasione della presentazione dello studio sul riassetto delle Province italiane, realizzato dal professor Lanfranco Senn e dal dottor Roberto Zucchetti dell'Università Bocconi di Milano. Lo studio, commissionato prima della risoluzione governativa, dimostrerebbe che la soppressione degli enti locali intermedi tra Comuni e Regioni non sarebbe assolutamente vantaggiosa e comporterebbe un peggioramento dei servizi erogati ai cittadini. Almeno così si evince dall’estratto della relazione finale dello studio, disponibile sul portale Internet di Palazzo Cisterna.

 

Giorgio Merlo, deputato del Pd, ha lamentato il fatto che la recente bocciatura dei quesiti referendari sulla legge elettorale «ha nuovamente scatenato la campagna antipolitica, con la richiesta da parte dell’IdV di calendarizzare al più presto la discussione sull’abolizione delle Province”». Con i colleghi onorevoli presenti stamani sono invece convinti che il contenimento dei costi della pubblica amministrazione e della rappresentanza politica sia possibile e doveroso, ma che la priorità non sia certo l’abolizione delle Province, le quali hanno aumentato notevolmente la propria efficienza amministrativa negli ultimi anni. Secondo Merlo, la mozione bipartisan sulla riforma delle autonomie locali dovrebbe riprendere le proposte che i Presidenti delle Province di Milano e Torino, Guido Podestà, collegato in videoconferenza dal capoluogo lombardo, e Antonio Saitta hanno recentemente avanzato dalle colonne del Corriere della Sera: ridurre il numero di Province, riorganizzarne le funzioni (eliminando i doppioni), rivedere l’intero sistema degli uffici periferici provinciali dell’amministrazione statale (Camere di commercio, Provveditorati alle opere pubbliche, Prefetture, ecc.).

 

Il senatore Mauro Marino (Pd) da parte sua ha ricordato come già precedenti studi avevano dimostrato che l’abolizione delle Province avrebbe generato ulteriori costi e creato problemi nella riorganizzazione degli organi periferici dello Stato. La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha esaminato a suo tempo una proposta condivisa da forze politiche di diverso colore che riassegna le funzioni delle Regioni e delle Province, abbattendo i costi della pubblica amministrazione. E’ inoltre in discussione in Parlamento il nuovo Codice delle Autonomie. I parlamentari presenti, compresi gli onorevoli Roberto Simonetti (lega Nord) e Maria Teresa Armosino (Pdl), rispettivamente Presidenti delle Province di Biella e di Asti, si sono impegnati a promuovere un confronto politico che unifichi le diverse proposte in discussione, elaborando una riforma organica delle autonomie locali; una riforma che, hanno sottolineato entrambi, non può non tener conto del fatto che il ruolo delle Province è garantito dalla Costituzione. Da padrone di casa,  Saitta ha chiuso l’incontro auspicando che analoga disponibilità a trattare il tema venga espressa dai parlamentari lombardi, stimolati dal collega Podestà, attualmente piuttosto restii ad accodarsi all’iniziativa.

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