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BUCHMESSE

Ecco il “nuovo” Salone del Libro
Per ora l’unica certezza è Bray

Confermato l'ex ministro al vertice della Fondazione e pure le date rimarranno quelle programmate (18-22 maggio). Ora non resta che redigere un progetto editoriale: "Lo presenteremo entro 15 giorni". Un bando per la gestione commerciale

“Oggi nasce il nuovo Salone del Libro di Torino”. E così mentre il programma della kermesse resta un mistero, Chiara Appendino e Sergio Chiamparino possono iniziare a mettere qualche punto fermo, almeno dal punto di vista della sovrastruttura. Massimo Bray ha confermato la propria disponibilità a ricoprire la carica di presidente della Fondazione, con un ruolo che andrà oltre a quello di mera rappresentanza e di coordinamento con i soci. Il suo sarà un incarico anche operativo e per questo non ci sarà un vero e proprio direttore editoriale a gestire la macchina della kermesse, piuttosto un gruppo di lavoro diviso per aree che facciano riferimento a un’unica figura di coordinamento. Uno schema che pare escludere la possibilità di coinvolgimento dell’ex direttore Ernesto Ferrero.

Finalmente una buona notizia per Chiappendino dopo le voci di un possibile forfait dell'ex ministro dovuto alla rottura definitiva con la kermesse milanese. “Bray non è uomo da lanciarsi nel vuoto” è il ragionamento degli ottimisti che interpretano la sua scelta come un segnale di forza del Salone di Torino. Intanto sono state confermate anche le date: dal 18 al 22 maggio, come previsto, e la presenza dei ministeri di Cultura e Istruzione all’interno della compagine societaria, così come Intesa Sanpaolo.

Ora la macchina può mettersi in moto. In attesa di individuare il nuovo direttore generale – che sarà scelto attraverso una procedura di evidenza pubblica – le redini della Fondazione sono state affidate a Beppe Ferrari, vice direttore di Palazzo Civico. Sarà lui a gestire la partita legata agli affidamenti di servizi e all’individuazione di chi poi dovrà realizzare la kermesse. Contestualmente predisporrà le procedure per trovare il suo successore. La Fondazione per il libro si occuperà direttamente degli incassi, mentre per la gestione commerciale si sta predisponendo un dialogo competitivo per individuare il miglior fornitore.

In conferenza stampa sindaca e governatore – scortati dai rispettivi assessori alla Cultura, Francesca Leon e Antonella Parigi – ostentano una certa sicurezza. Chiamparino gigioneggia con “la compagna Appendino” e intanto gli “amici” del Salone di Torino, tra gli editori, sono saliti a ottanta. “E pure tra chi ha scelto Milano c’è chi ha assicurato la propria partecipazione anche da noi” dice la Parigi, a dimostrazione di come il fronte degli editori sia tutt’altro che compatto, o semplicemente per creare un po’ di apprensione tra i bauscia.

E dunque che Salone sarà? E qui arriva solo qualche generica indicazione. “Il Salone si svolgerà al Lingotto - ha confermato l’assessore Leon - mentre il Salone Off coinvolgerà la città, anche nelle ore serali”. Tra le novità potrebbe esserci proprio la chiusura anticipata, alle 20, dell'area al Lingotto “come da richiesta degli editori” per proseguire con un programma serale nelle librerie cittadine. Si sta valutando una collaborazione con Torino Comics e con i festival culturali sparsi per la Penisola. Se ne saprà di più tra un paio di settimane: “Entro 15 giorni annunceremo il programma del Salone 2017” conclude Parigi. Subito dopo la data del 5 ottobre, quando sarà Milano ad annunciare la sua Fiera. 

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