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BUCHMESSE

Libro, Milano è Fiera: “noi il futuro”

Ennesima provocazione del presidente dell'Aie Motta, nel giorno in cui 11 editori lasciano l'associazione. E ora chiedono due saloni "con fisionomie diverse" e più distanti nel tempo. "Ognuno vada dove vuole"

Una cosa è certa: due date così ravvicinate tra i saloni del libro di Milano e Torino rischiano di svantaggiare entrambi. La kermesse meneghina sarà dal 19 al 23 aprile, un mese dopo – dal 18 al 22 maggio – quella al Lingotto, come confermato da Chiara Appendino e Sergio Chiamparino lunedì al termine della riunione con gli altri soci. Due manifestazioni che dovranno essere differenti nei contenuti “con fisionomie diverse” è l’auspicio di Isabella Ferretti, cofondatrice di 66thand2nd e portavoce degli undici piccoli editori che hanno lasciato l'Aie (restano soci fino alla fine dell'anno, di qui la partecipazione di alcuni di loro all'appuntamento di oggi) e hanno aderito all'associazione Amici del salone del libro di Torino. Due fiere complementari e in quest’ottica con date più lontane per permettere a chi lo vorrà di partecipare a entrambe.

A porre il problema, per la verità evidente sin dall’inizio, sono stati i piccoli editori durante l’assemblea dell’Aie svoltasi a Bologna, quella che ha sancito la scissione in seno all’associazione. “Provate a interrogarvi voi – ha detto Antonio Monaco, presidente dei Piccoli editori –. Non siamo noi a poter determinare cambi legati a esigenze organizzative e logistiche”. Un ragionamento espresso nell’ottica di garantire la maggior partecipazione possibile a Torino come a Milano e manifestando il proprio dispiacere per una frattura in seno all’Aie che ormai appare insanabile con 11 editori prossimi all’uscita e altri sul piede di andarsene, soprattutto tra gli ottanta riuniti in associazione e ormai fedeli al Lingotto: “Anche un solo editore che non c’è è una ferita” ha proseguito Monaco.

Ormai di spostare le date non se ne parla più, “la possibilità è saltata” spalanca le braccia la Ferretti che tuttavia auspica un cambio di rotta già a partire dal 2018. Intanto il numero uno dell’Aie Federico Motta ostenta la solita sicurezza: “Non vorrei parlare di Torino, dobbiamo parlare di futuro e, quindi, di Milano”; ma intanto per evitare ulteriori scossoni ricalibra le dichiarazioni dei giorni scorsi sulla libertà dei suoi associati “di fare quello che vogliono. Chi andrà a Torino? Chi a Milano? Non lo so. Sceglieranno sulla base di un progetto che valuteranno migliore”. Il 5 ottobre è prevista la presentazione della buchmesse in programma a Rho, nei giorni immediatamente seguenti toccherà a Torino.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    21:07 Mercoledì 28 Settembre 2016 PELDICAROTA AIE E OIO

    Se non stiamo attenti quelli ci scippano anche la bagna cauda ....

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