L’equivoco sulla solidarietà 

La solidarietà è un sentimento umano ed è sempre esistita l’assistenza ai poveri, ma questo non significa che debba essere gestita dallo Stato. In passato, esistevano le società di mutuo soccorso e gli enti caritatevoli che garantivano l’assistenza e non solo, ma erano anche occasione di socialità. Per esempio, gli ospedali sono un’invenzione ecclesiastica. Lo Stato ha distrutto tutto ciò per aumentare il controllo sugli individui ed incamerarne le ricchezze. Chi invoca lo stato affinché si occupi di solidarietà, ha fondamentalmente sfiducia negli uomini e una visione distorta della realtà. Come si può pensare che lo Stato, organismo burocratico, soggetto all’arbitrio delle logiche di potere, possa occuparsi di solidarietà è un mistero. È emblematico uno dei film della serie don Camillo, in cui in una delle scene, si discute la suddivisione degli appartamenti di una casa popolare e si parla di poveri della parrocchia e di poveri del partito, un modo elegante per indicare la spartizione fra le rispettive clientele.

È piuttosto evidente che i poveri continuano a rivolgersi alla Caritas o ad altre associazioni laiche. Se lo stato effettivamente si occupasse di solidarietà perché continuano a sussistere queste organizzazioni caritatevoli? E non si può dire che è questione di risorse, perché il bilancio dello stato ne ha a sufficienza. Tra l’altro, in una situazione in cui uno stato espropria più del 55% della ricchezza prodotta, volendo essere generosi, ed interferisce sul restante 45%, l’esistenza stessa di organizzazioni caritatevoli che riescono a raccogliere fondi è la dimostrazione che gli uomini sono molto più solidali di quanto si pensa.

Si può anche citare Von Hayek per dimostrare, sotto un altro punto di vista, la fallacia di un monopolio statale della carità. Essendo la conoscenza diffusa ed impossibile da concentrare e gestire da un’unica organizzazione è evidente che la carità di stato finisce per dimenticare una parte o potremmo dire gran parte di chi ha bisogno. Se un individuo ha dei problemi, è molto probabile che lo sappia il famigliare, il vicino di casa, ma è ben difficile che ne possa venire a conoscenza il funzionario del comune o tantomeno dello stato. Nei fatti, la gigantesca organizzazione statale dimentica i deboli e diventando più grande finisce per occuparsi esclusivamente di sé stessa e della sua sopravvivenza.

Chi crede nell’individuo non è contrario alla solidarietà, ma è solo contrario che sia gestita dallo stato con la sua inefficienza e la sua volontà di farne strumento di potere. In conclusione è lo Stato che uccide la solidarietà e trasforma gli uomini in homo homini lupus.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento