Monge
TRAVAGLI DEMOCRATICI

Minoranza Pd in stato confusionale

Sull'esito della commissione interna la sinistra va in palla. Il senatore piemontese Fornaro dà fuoco alle polveri e parla di "documento fantasma", ma viene smentito dall'area Cuperlo, secondo cui è ancora possibile un accordo

“Le leggi non si scrivono al tavolino del bar”. La birretta di Pier Luigi Bersani è un amaro torcibudella quando finisce, servita da uno dei suoi fedelissimi qual è il senatore Federico Fornaro, su quel tavolino dove per ora resta seduto un pezzo della minoranza dem. Quello di Gianni Cuperlo che, dopo un sostanziale via libera con opportune modifiche e ulteriori richieste – compresa quella di un rapido “incardinamento” di un testo in parlamento previo passaggio in direzione nazionale - al documento della commissione istituita per cercare una via di uscita sull’Italicum e arginare quanto possibile il fronte interno del no al referendum, oggi ha sostanzialmente lasciato una porta aperta, forse più di quanto non lo fosse ancora poche ore fa. A sbatterla restano i bersaniani che, pur a fronte della posizione di Cuperlo, ribadiscono il loro No al referendum.

Che “ormai il tempo è scaduto” lo aveva affermato con una nota – nel silenzio di tutti gli esponenti di spicco del partito in una giornata di attesa – lo stesso senatore piemontese.  “Come previsto in tempi non sospetti e nonostante la generosità di Gianni Cuperlo, la commissione Pd ha prodotto un documento fantasma, tanto generico quanto inefficace” spiegava a metà pomeriggio Fornaro, aggiungendo che “anche se il tempo era già ampiamente scaduto, si sarebbe potuto far meglio. A luglio, quando presentammo il Mattarellum 2.0, proponemmo che il Pd avviasse da subito con i capigruppo di Camera e Senato una iniziativa politico-parlamentare per cambiare l’Italicum e non successe nulla”. Per l’esponente della minoranza quello sarebbe stato il momento, il tempo utile per mettere mano ala legge elettorale che così com’è fa ripetere all’ex segretario e ai suoi che il 4 dicembre il loro voto sarà contro le riforme. “Quando era ancora possibile, e non certo per nostra responsabilità ma per precisa volontà di Renzi, non si è voluto affrontare il nodo del superamento dell’Italicum e sanare così la ferita della divisione del Pd sia alla Camera sia al Senato sulla legge elettorale. Con i documenti fantasma – è la tesi di Fornaro – non si va da nessuna parte, anzi si rafforzano i dubbi, le riserve e le evidenti criticità sul legame indissolubile tra Italicum e Riforma Costituzionale”. Conseguenza: “Tanti elettori e militanti Pd saranno portati a votare no”.

Passa neppure mezz’ora e da ambienti vicini a Cuperlo arriva l’attesa risposta. L’ex presidente del Pd non ha chiuso la partita con la maggioranza: alla bozza di documento ha chiesto di aggiungere anche il punto dell’elezione dei membri del nuovo Senato facendo riferimento al testo elaborato proprio da Fornaro e che Matteo Renzi, nell’ultima direzione, aveva indicato come proposta da cui partire. C’è poi, non meno rilevante la questione politica: su questo Cuperlo  ribadisce la necessità di un intervento dello stesso Renzi affinché  il documento della commissione Pd non resti soltanto una carta d'intenti.

Un intervento del premier-segretario prima del referendum del 4 dicembre, insomma. E che potrebbe concretizzarsi  con la convocazione nei prossimi giorni di una direzione, in cui la proposta di legge elettorale venga discussa e votata, quindi il voto dei gruppi parlamentari e infine far diventare il documento un ddl da incardinare in commissione. Un iter che visto i solo mese che manca al referendum, probabilmente si riuscirebbe ad avviare con il solo voto dell’organismo di partito con un atto politico vincolante. Ora ad aspettare una risposta, quella della maggioranza dem, è proprio Cuperlo. Da questa dipenderà la sua decisione finale. Nel caso il riscontro della maggioranza sia positivo, il sì dell’area Cuperlo e quindi di una parte della minoranza sarebbe la logica conseguenza. L’altra è ormai chiara: una spaccatura in seno alla sinistra interna. “Game over, partita finita” ripete Fornaro. “Siamo uomini liberi, ciascuno faccia le proprie scelte”. E su quella rincorsa alla modifica dell’Italicum, così come l’affrontare la questione della modalità di elezione del Senato, rimanda al tavolino. Erano quattro amici al bar.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento