SANITA'

Chiamparino ora ha un piano 
per uscire dal piano (di rientro)

La Regione Piemonte ha predisposto un programma di riduzione dei debiti commerciali in campo sanitario che ammontano a 1,5 miliardi. In dubbio l'anticipazione del governo: l'unica strada per tornare ad assumere

È tutt’altro che scontata l’anticipazione di 419 milioni da parte del governo – tramite Cassa depositi e prestiti – alla Regione Piemonte per permettere alle Asl di ridurre i tempi di pagamento dei fornitori entro i 60 giorni e quindi avere finalmente le carte in regola per abbandonare, una volta per tutte, il piano di rientro cui è sottoposta la sanità piemontese. A oggi piazza Castello ha debiti con i propri fornitori per 1,5 miliardi di euro, di cui poco meno di un terzo (i 419 milioni) derivanti dallo spostamento, negli anni passati, di un trasferimento statale per la sanità su altri capitoli di spesa. Così i debiti in campo sanitario sono aumentati e con essi si sono dilatati i tempi di pagamento che “all’inizio della legislatura erano di 280 giorni e oggi sono di 110” spiega il vicepresidente Aldo Reschigna. Ancora troppi, giacché una direttiva europea, recepita dallo Stato, parla di un tetto massimo di 60 giorni, condizione imprescindibile per uscire dal piano di rientro e sbloccare il turn over negli ospedali. Detto in soldoni, l’unica strada per varare un piano di assunzioni di personale medico e infermieristico, come richiesto a più riprese dai sindacati.  

Per questo la Regione aveva chiesto un’anticipazione all’esecutivo, attraverso il dl 35 (Sblocca crediti), ma “non abbiamo ancora avuto risposta” dice Reschigna. Meglio allora predisporre un paracadute e cioè un programma per smaltire – con o senza l’anticipazione statale - il miliardo e mezzo di pendenze. I termini del piano al momento sono top secret poiché oggetto di trattativa con Roma; di certo c’è la volontà di diluire negli anni i debiti accumulati e assumersi l’impegno di ridurre progressivamente i tempi di pagamento dei fornitori. Quel che sembra sempre più probabile è che la “manina” del governo sarà non alternativa ma complementare al piano di riduzione dei debiti messo a punto dalla Regione. E anzi il programma predisposto dai tecnici del bilancio e della sanità sarebbe conditio sine qua non per avere l’anticipazione governativa. Se tutto filerà liscio, dall’inizio del 2017 la sanità piemontese potrebbe essere finalmente fuori dal piano di rientro.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    13:58 Sabato 12 Novembre 2016 tandem Di nuovo?

    È un anno che lo annunciano una volta al mese.....

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