Acqua Santanna

Leggi lepre, leggi lumaca

In Italia, l’approvazione delle leggi è lenta per colpa del ping pong. Lo sostiene il Presidente del Consiglio Matteo Renzi che, ossessivamente, cita la dinamica di questo gioco (spesso an-che mimandola) per giustificare la cancellazione del bicameralismo paritario dalla sua riforma costituzionale. Il bicameralismo paritario prevede che un disegno di legge diventi legge soltanto quando Camera dei deputati e Senato concordano sullo stesso testo. Fino a che non c’è questo accordo, il disegno di legge passa dalla Camera al Senato e viceversa per il numero di volte necessario per giungere al testo unico condiviso. Questo andare e venire tra Camera e Senato è definito, nel linguaggio parlamentare, “navetta”. E così, come nel ping pong c’è una pallina che va da una parte del tavolo all’altra e viceversa prima che il gioco giunga a termine, in Parlamento ci sono i disegni di legge che, prima di diventare leggi, passano dall’uno all’altro dei suoi due rami. Questi passaggi (detti anche “letture”) possono talora richiedere tempi lunghi. Renzi ha quindi pensato che, abolendo il bicameralismo paritario (in buona sostanza, togliendo il Senato, cioè uno dei due rami del Parlamento), viene meno la “navetta”, cioè il ping pong tra Camera e Senato. Di conseguenza, si riducono i tempi per produrre le leggi.

La riforma costituzionale di Renzi, per quanto riguarda il procedimento per fare le leggi, segue questa linea. In realtà, l’impostazione è parziale poiché il Senato – diversamente da quanto egli vuol far credere – continua ad esistere e con svariate competenze anche nell’approvazione delle leggi. Il bicameralismo paritario scompare quindi soltanto in parte. Complessivamente, si prevede un procedimento di approvazione delle leggi piuttosto pasticciato. Si tratterà di vedere, qualora passasse la riforma costituzionale, se effettivamente si ridurranno i tempi a questo riguardo. Ma già ora merita chiedersi se esista la denunciata lentezza nell’approvazione delle leggi e se sia causata dal ping pong. Parrebbe di no. Vediamo.

Il 1° novembre, l’associazione Openpolis – conosciuta, a livello nazionale, per le analisi puntuali che conduce anche sui lavori del Parlamento – ha pubblicato i dati delle sue rilevazioni sulla “navetta”. Dice Openpolis che, nell’attuale XVII legislatura (per intenderci, nel periodo che va dal suo inizio in data 15 marzo 2013 fino al 18 ottobre 2016 termine della ricerca), la “navetta” è entrata in funzione soltanto per 50 delle 252 leggi approvate. Cioè, soltanto per il 19,84% delle leggi approvate si sono resi necessari più passaggi tra Camera e Senato. Le restanti 202 sono state approvate dopo un solo passaggio tra Camera e Senato.

L’indagine Openpolis dà altri dettagli. Delle 50 leggi che hanno richiesto più di un passaggio, per 43 i passaggi sono stati 3, per 5 sono stati 4 e per  1 sono stati più di 5. Ci sono stati 6 passaggi per la legge di riforma costituzionale Renzi-Boschi (che tuttavia ne richiedeva, già di per sé, 4 trattandosi di modifica costituzionale). Com’è dato di vedere, si tratta di numeri assai ridotti. Tali, in ogni caso, da non poter attribuire al bicameralismo paritario – e alla sua “navetta” – la colpa dei ritardi nell’approvazione delle leggi.

Lo studio Openpolis offre ancora un altro spaccato correlato alla questione della “navetta”. Per giudicare la rapidità nell’iter approvativo delle leggi, prende in considerazione la questione dell’iniziativa legislativa. Guarda cioè a coloro che, secondo l’attuale Costituzione, possono proporre leggi. Tenendo conto che costoro sono: il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (il famigerato Cnel che si vuole abolire con la riforma), i cittadini, le regioni e poi, principalmente, il Parlamento e il Governo, vincono la gara della velocità i provvedimenti di iniziativa del Governo. Delle 252 leggi approvate nella legislatura, 203 sono di iniziativa governativa (80% circa). Di queste 203, soltanto 31 hanno subito la “navetta” (15,27%). Per le 47 proposte di legge di iniziativa parlamentare approvate, 18 hanno richiesto più di due passaggi tra Camera e Senato (38,30%). Nel periodo considerato da Openpolis, risulta un solo provvedimento legislativo approvato di iniziativa popolare. Questi dati – oltre che a smentire che il ping pong abbia rilevanza per ritardare le leggi – confermano il ricorso abnorme alla decretazione d’urgenza, con uno stravolgimento dei metodi che dovrebbero vedere il Parlamento come attore primario nel produrre le leggi.

Delle proposte di legge di iniziativa governativa, Openpolis stila anche una classifica delle 10 che, nel periodo di legislatura prima indicato, hanno impiegato il minor tempo per l’approvazione.

provvedimento

presentazione

approvazione

gg. per approv.

1

Trattato Ue Fondo risoluzione unico

13/11/2015

26/11/2015

13

2

Partecipaz. missione EUNAVFOR MED

08/07/2015

30/07/2015

22

3

Processo amministrativo telematico

30/06/2016

03/08/2016

34

4

Partecipaz. missioni militari - Fine 2015

30/10/2015

03/12/2015

34

5

Decreto risarcimento detenuti

26/06/2014

02/08/2014

37

6

Decreto svuota carceri

01/07/2013

08/08/2013

38

7

Decreto fallimenti

27/06/2015

05/08/2015

39

8

Decreto enti locali 2016

24/06/2016

02/08/2016

39

9

Decreto lavoro

28/06/2013

07/08/2013

40

10

Decreto commissari opere pubbliche

12/05/2014

24/06/2014

40

L’insieme di questi dati mette in evidenza che non è il bicameralismo paritario che fa perdere tempo nell’approvazione delle leggi. Tutti sanno che le leggi ritardano quando manca la volontà politica di farle passare. Il ping pong sembra dunque appartenere più agli slogan di cui il presidente del Consiglio è abile creatore per accattivarsi il consenso degli elettori che alla realtà. Altro discorso è quello di chiedersi se il bicameralismo si giustifichi ancora oppure le evoluzioni storiche non richiedano altre architetture costituzionali. Ma la domanda è estranea tanto alla riforma costituzionale Renzi-Boschi quanto al discorso sviluppato in questo scritto.

A conti fatti, soltanto se la riforma costituzionale Renzi-Boschi passerà, sapremo se l’iter delle leggi sarà più rapido. Senza dimenticare – come osserva Openpolis – che “troppo spesso si associa in automatico alla lunghezza dell’iter un’accezione negativa, ma la velocità di discussione non necessariamente equivale a un lavoro migliore o più efficiente”. Anzi, in molte occasioni, il bicameralismo paritario con la sua “navetta” ha salvato da errori contenuti nelle leggi (in materia, anche il Governo Renzi ne sa qualcosa).

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