Acqua Santanna
TRAVAGLI DEMOCRATICI

Farinetti amico del giaguaro Bersani dal patron di Eataly

Alla vigilia del referendum, l'ex segretario Pd accetta l'invito dell'imprenditore piemontese nelle Langhe. Ufficialmente parlerà di come gira il mondo, ma il sogno dell'enogastronomo rosso è fargli fare la pace con Renzi. Una "carrambata" in arrivo?

Se la mucca dovesse sparire dal corridoio anche alla vista di Pier Luigi Bersani, per l’ex segretario del Pd l’eventualità di ritrovarla, a fettine, sui banconi della macelleria di Eataly, sarebbe quasi una certezza. L’idea che Oscar Farinetti culli il sogno di pacificare le varie anime dem attorno a quella renziana non sarà forse concreta come il confessato incubo di veder vincere il No al referendum, ma sotto sotto l’imprenditore di Alba un po’ pare accarezzarla. In fondo lo ha pure detto, nei giorni della Leopolda tra un’esortazione a Matteo Renzi ad essere più simpatico e un plauso a Gianni Cuperlo fresco di firma per a modifica dell’Italicum: “Sono così contento di Cuperlo, mi piace da pazzi... E sarei arcicontento di riportare dentro anche Bersani”.

Un’idea che arriva da lontano: nel 2012 il patron dell’enogastronomia democratica attovagliato al ristorante con l’uomo di Bettola che pare lo avesse rimproverato per il suo appoggio allora sindaco di Firenze, esortò Pier Luigi: “Alleati con Matteo, o ti spazza via”. Sono passati quattro anni giusti da quell’ottobre e poco meno da quando Bersani, nel febbraio del 2013 a ridosso del voto, venne accolto da Piero Fassino e dall’intero Sistema Torino al primo piano di Eataly sotto la Mole, padrone di casa e anfitrione un Farinetti sorridente più che mai. Il suo nome, poi, circolò addirittura come uno di quelli della squadra del governo Bersani che mai sarebbe nato.

Amico renziano del nemico di Renzi, Oscar ci riprova. Se quell’auspicio di £riportare dentro anche Bersani” resta avvolto dal mistero su cosa sia e cosa potrà essere, semmai, il fuori per il leader della sinistra dem, a portarlo dentro in qualche modo Farinetti ci è riuscito. Il 2 dicembre Bersani entrerà negli stilosi ambienti della Fondazione Mirafiore di  Fontanafredda, creata nel 2010 dall’imprenditore del cibo e da lui presieduta. “Gira il mondo, gira” questo il titolo un po’ criptico, un po’ roba che t’aspetti torni in giaguaro da smacchiare. Ma lì, nel cuore delle Langhe, un paio di giorni prima del referendum difficile pensare che Bersani volerà così alto da tradire l’attesa di chi lo segue e lo sostiene sul fronte del No e, magari, pure di chi s’illude nell’avverarsi del sogno di Farinetti. Come per magia la mucca sparisce dal corridoio e compare al desco dei due, Renzi e Bersani. Con Farinetti che serve il povero bovino, tramutato in fiorentina.

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